Mentre prepari l’albero di Natale in una fredda domenica di dicembre del 2012 ascolti le notizie che, nel corso dello zapping che qualcuno nell’altra stanza sta facendo, fuoriescono dalla tv e hai un’illuminazione. Ti bastano tre cose per capire che aria tira ma soprattutto per scoprire che la verità sul mondo è sempre la stessa.
Il governo di una delle principali nazioni europee è caduto, lasciando la popolazione nei suoi problemi decennali e il Capo dello Stato, che dovrebbe guardare agli interessi dei suoi concittadini più deboli, non si pronuncia perchè dice di voler attendere “la risposta dei mercati”.
La più alta autorità religiosa riconosciuta nella religione cattolica, cioè il vescovo della chiesa di Roma, capo di uno Stato tra i più ricchi e potenti al mondo, nel corso dell’Angelus afferma che nella società dei consumi il Natale rischia di essere vissuto come una festa solo esteriore invitando, sull’esempio di Giovanni Battista, a vivere in maniera essenziale.
Poi lo zapping ti catapulta in una delle tante trasmissioni di intrattenimento pomeridiano della Rai, costruite sulle disgrazie altrui (indigenza, povertà, delitti), condotte da presentatori ben pagati che con atteggiamento contrito intervistano i poveri sfortunati, senza le disgrazie dei quali non saprebbero di cosa parlare e di cosa vivere e ti rendi conto che istituzioni, chiesa e media, con modalità e stratagemmi diversi, agiscono unitamente per spremere i poveri e garantire un altro giro di giostra ai ricchi.
Scopri, in sostanza, che nel 2012 il mondo si regge, ancora una volta, sulle spalle dei poveri.

Massimiliano Capalbo

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