Ed ora ci colleghiamo con Catania dove c’è il nostro inviato…” dice la giornalista di RaiNews24 questa mattina ai telespettatori che attendono di sapere, dopo l’allarme uragano lanciato ieri sera, cosa fosse realmente successo in quel di Sicilia. E l’inviato, sprovvisto di immagini catastrofiche, si sforza nel patetico tentativo di farci immaginare un disastro che per fortuna non c’è stato, indicando come i gracili alberelli alle sue spalle (ancora in piedi), fossero ancora piegati dal vento.
Subito dopo un servizio sul porto di Catanzaro Lido, che ogni anno è interessato da mareggiate certamente più violente di quelle dei giorni scorsi, in cui si fanno vedere le onde che si infrangono sul molo, ma nulla di più, accompagnate da un commento che lascia immaginare più che documentare disagi un pò ovunque.
Nella giornata di ieri, altro deludente servizio da parte del TGR Calabria che manda un’inviata a Maierato, nel luogo dove alcuni anni fa un’intera collina fu interessata da un impressionante smottamento (ripreso allora dagli abitanti e non dai giornalisti), ma persino quella zona appare immobile quasi a dispetto di tanto interesse.
Il giorno dopo l’annunciata catastrofe non resta che parlare di notte di paura e nulla più, una paura creata ad arte, sollecitata ma non vissuta per fortuna. Proprio ora che i media si erano messi in testa di documentarla per bene. Peccato. Tanta catastrofe per nulla.
Le catastrofi, quelle vere, purtroppo si documentano sempre a posteriori perchè i giornalisti, quasi sempre, sono altrove.

Massimiliano Capalbo

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