Da qualche giorno la situazione delle acque (marine e potabili) nel quartiere marinaro del capoluogo di regione (Catanzaro) presenta delle alterazioni, alcune certificate altre no. E tutto ciò è avvolto nel silenzio più totale. Non un comunicato proviene dal Comune per fornire chiarimenti alla popolazione sull’andamento delle analisi, non un servizio sui TG e ciò genera confusione, disinformazione.
L’ASP di Catanzaro ha tempestivamente informato il Comune, delle anomalie presenti nell’acqua dei nostri rubinetti, che si è limitato ad emettere un’ordinanza di sospensione dell’utilizzo abbandonando la pratica come si fa con le acque reflue. Molti di noi l’hanno saputo da amici e parenti, con il passaparola.
Nei supermercati è terminata l’acqua minerale, tutti provvedono a risolvere il problema da sè come hanno sempre fatto ma nessuno sente di dover chiedere spiegazioni alle autorità competenti a beneficio della collettività. Gli unici organi di informazione che stanno dando notizie sono i siti web sollecitati dalle foto, dai video e dalle segnalazioni dei bagnanti o dei cittadini che si scontrano con la realtà. Nel corso dell’edizione del TGR Calabria delle 14.00 di ieri nessuna traccia della notizia, ma un romantico servizio di Emanuela Gemelli su come potrebbe essere il vicolo Case Arse di Catanzaro e come invece non è.
La popolazione si limita ad affidare a Facebook i commenti che sono un misto tra il dire e il lasciare intendere. E’ ormai entrato a far parte del nostro DNA, la paura di andare a fondo, di scavare. Siamo disinteressati a tal punto che abbiamo paura di sollevare il tappeto sotto il quale nascondiamo da troppo tempo la polvere perchè temiamo che alzandolo troveremmo un mostro a sette teste.
Un’intervista di Nico De Luca su Catanzarotv.it al Segretario Uil Tucs, Franco Scarpino, fa scoprire ai catanzaresi che il comune di Catanzaro paga 70.000 euro a settimana per affittare una trivella per il depuratore del quartiere Lido invece di spenderne 130.000 per acquistarla. Perchè? Il Sindaco ci deve delle spiegazioni.
Quando i cittadini si disinteressano della propria città, i rappresentati si sentono autorizzati a fare come credono e le scelte diventano torbide come le acque. Non una critica si è levata, ad esempio, per la scelta di finanziare la ristrutturazione di uno stadio (il Ceravolo) inutile per una squadra fallimentare, finanziata in passato più volte con fondi pubblici che sono finiti come i liquami nel mare, solo perchè la lobby dei tifosi (che vota) è una delle più potenti in questa città. Perchè invece di finanziare lo stadio non si è scelto di finanziare un nuovo depuratore o un nuovo acquedotto visto che quelli che abbiamo fanno acqua da tutte le parti? Forse perchè in questa città queste non sono considerate delle priorità.
Forse è arrivato il momento che la lobby dei cittadini responsabili (se esiste) inizi a dare una priorità alle cose importanti, a depurarle dalla melma che le circonda, altrimenti che nessuno si azzardi a protestare perché essere sepolti dai liquami che noi stessi produciamo è l’unica fine che meritiamo di fare.

Massimiliano Capalbo

Commenti

Lascia un commento

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *