Cos’è la vacanza? In molti, esperti di turismo, sociologi, psicologi etc. hanno provato nel tempo a darne una definizione che, quasi sempre, parte dalla sua etimologia perchè “vacanza” proviene dal latino “vacantia” , da vacans, participio presente di “vacare” che significa “essere vacuo, sgombro, libero, senza occupazioni”.
Ma, mentre l’etimologia resta sempre la stessa, il senso delle parole varia al variare del modello di società e delle epoche storiche in cui vengono utilizzate. Dunque la domanda più corretta da porsi sarebbe cos’è o cosa è diventata la vacanza oggi? Mentre in origine la vacanza era prerogativa degli aristocratici o degli intellettuali che intraprendevano dei Grand Tour per soddisfare le proprie curiosità e per il gusto della scoperta, nelle società industrializzate, sempre più dominate dalla fretta e dall’interesse economico, la vacanza è man mano diventata un bisogno fisiologico, una boccata d’ossigeno senza la quale l’essere umano rischia di soccombere sotto il peso della sua stessa frenesia.
La vacanza è sempre più un prodotto della modernità, delle società industriali, una valvola di sfogo, un campanello d’allarme che sta li a ricordarci l’inumanità delle scelte che compiamo quotidianamente. Se abbiamo bisogno di fermarci è perchè quel ritmo è insostenibile, non è umano. Nelle società primitive o in quelle meno strutturate la vacanza è un concetto che non esiste, non si capisce infatti da cosa ci si dovrebbe liberare, dalla vita?
La vacanza, oggi, sta li a ricordarci l’assurdità della nostra condizione, l’allontanamento dalla natura e dai ritmi naturali, la vacuità della nostra vita più che del nostro tempo.

Massimiliano Capalbo

Commenti

Lascia un commento

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *