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Comunicazione, Eretiche riflessioni, Società

I miei non-auguri

Quest’anno non farò e non ricambierò gli auguri di Natale in automatico. Men che meno quelli che arriveranno attraverso un qualsiasi medium, social o messaggistica istantanea. Chi lo farà riceverà in risposta questo articolo. Ho deciso di effettuare una specie di sciopero degli auguri, saranno ridotti come le corse dei treni. No, tranquilli, non ho litigato con nessuno, anzi. Forse non sono mai stato in pace con me stesso e con gli altri come in questi ultimi anni. Ma ho deciso di astenermi perché penso sia l’unico modo che ho per costringere gli altri a fermarsi a riflettere anche solo per qualche secondo su questa usanza che è diventata ormai solo un automatismo come tanti. Somiglia molto al “come stai?” che rivolgiamo ai conoscenti quando li incrociamo mentre corriamo al ritmo frenetico della quotidianità. In realtà non ce ne frega niente di come stanno gli altri, è solo un modo di dire. La nostra vita è ormai un riflesso condizionato, ci stiamo abituando a tutto: guerre, violenze, corruzione, menzogne, inquinamento, emergenze, epidemie, tecnosorveglianza, naufragi. Nulla ci colpisce a tal punto da costringerci a fermarci per riflettere o a riconsiderare il nostro percorso, a meno che non si tratti di una disgrazia che tocca direttamente noi o la nostra famiglia. Solo se l’impatto è forte, devastante, allora rimaniamo storditi e siamo costretti a domandarci “perchè proprio a me?” Osservando questo piccolo atto di consapevolezza, chi mi invierà gli auguri non potrà restare indifferente. E quando li farà agli altri sono convinto che ci rifletterà un pò più del solito. Non potrà non farlo, i miei non-auguri sono come l’elefante bianco. Una volta nominato non puoi non pensarci anche se ti dico di non farlo.
Abbiamo perso il rapporto col divino, con ciò che è più grande di noi e governa l’universo, ognuno lo chiami come vuole, poco importa. Per gli antichi il rapporto con la divinità era fondamentale. Prima di affrontare una qualsiasi attività consultavano gli dèi per essere certi di agire con il loro consenso. Il metodo divinatorio più antico era l’osservazione del volo degli uccelli praticato dagli àuguri. I segni che essi interpretavano si chiamavano auspicia. Da qui i nostri auguri e i nostri auspici che però hanno perso senso e significato. Agiamo senza sapere perché, molto più spesso re-agiamo agli stimoli che ci circondano. Quest’anno non cederò alla tentazione dell’automatismo. I miei auguri saranno pochi, selezionati, ma soprattutto fatti di persona guardando negli occhi l’Altro per riconoscere un segno. Provateci anche voi, potrebbe essere l’inizio di un cambiamento e, questo si, un buon auspicio per tutti.

Massimiliano Capalbo

23 Dicembre 2023/0 Commenti
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/non-auguri.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2023-12-23 16:54:572023-12-23 17:06:39I miei non-auguri
Ambiente, Calabria, Comunicazione, Economia, Eretiche riflessioni, Turismo

La strada della morte e quella della devastazione

Tramontato il miraggio della SA-RC come volano di sviluppo della Calabria, visto che non ha prodotto (come si paventava durante la sua realizzazione durata mezzo secolo) alcun cambiamento né in termini di aumento dei flussi turistici (ricordo le polemiche sulle file in autostrada ai caselli) né in termini di crescita della vivacità economica della regione, si è passati a crearne uno nuovo: la SS106 TA-RC definita la “strada della morte”. Perché il nostro vittimismo, la nostra continua ricerca di alibi, ha raggiunto livelli tali che siamo riusciti a trasferire le colpe e le responsabilità degli incidenti provocati da distrazioni, alta velocità e altre disattenzioni umane alla strada. Per alimentare questa narrazione vittimistica è nata anche un’associazione che non perde occasione per farlo attraverso i media. Pare, infatti, che non esistano altri soggetti titolati a parlarne. Perché in Calabria ci si appropria dei temi e ci si autonomina portavoce senza aver ricevuto l’investitura da nessuno. Secondo questa narrazione la nuova SS106 servirà ad impedire che nuovi incidenti possano accadere. Ma chi si è recato sul posto, dove sono in corso i lavori del nuovo tratto, ha potuto constatare, oltre all’ennesima devastazione ambientale e paesaggistica di una delle aree rurali più belle e incontaminate della Calabria, che la nuova strada è appunto una nuova strada, un nuovo tracciato, che non andrà a migliorare quella esistente riducendone la pericolosità ma semplicemente a sovrapporsi, per cui la strada della morte continuerà a mietere vittime anche una volta conclusa la nuova. Avremo, dunque, due strade una della morte e una della devastazione. Nel frattempo, la stessa associazione, è così preoccupata degli incidenti che capitano sulla vecchia strada della morte da aver presentato ben quattro esposti, rispettivamente alle procure della Repubblica di Castrovillari, Crotone, Catanzaro e Reggio Calabria in merito ai sistemi di rilevamento della velocità posti sulla stessa strada, che dovrebbero proprio servire a ridurre gli incidenti (anche se non a norma). Sembra, dunque, che l’obiettivo di questa associazione sia più quello di prendere a pretesto qualsiasi occasione per ricercare visibilità che dare coerenza alle proprie azioni e alle proprie dichiarazioni. Un modo di fare molto diffuso nella nostra regione ma che, in questa vicenda, raggiunge livelli prossimi al paradosso.

Massimiliano Capalbo

9 Agosto 2023/0 Commenti
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/IMG_20230809_141948_800_x_320_pixel.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2023-08-09 12:27:412023-08-09 12:51:23La strada della morte e quella della devastazione
Comunicazione, Eretiche riflessioni, Politica, Società

Le challenge degli altri

In questi giorni si discute delle challenge, ovvero delle sfide che i giovani lanciano attraverso i canali social per ottenere visibilità, consenso e di conseguenza guadagnare denaro. Dopo l’incidente in cui ha perso la vita un bimbo di 5 anni i media e i partitici si sono accorti (o fanno finta di accorgersi) del fenomeno. E ovviamente i commenti e le dichiarazioni a favore di telecamera sono di condanna, di stigmatizzazione, intrise di perbenismo di facciata. In realtà nessuno nota che non vi è alcuna differenza tra le challenge lanciate dai giovani e quelle lanciate quotidianamente dai partitici. Pensate alla challenge in questo momento più folle, quella della costruzione del ponte sullo stretto, non ha alcuna giustificazione razionale, né di natura economica, né di natura logistica, né di natura ambientale, eppure il governo sembra voler procedere verso questo ennesima provocazione. Ma potremmo parlare delle challenge contro i magistrati, contro i poveri, contro gli immigrati, le sfide sono ormai all’ordine del giorno. Queste operazioni, infatti, servono a ottenere le stesse cose che spingono i giovani a noleggiare un auto per trascorrerci decine di ore alla guida: visibilità, consenso e di conseguenza denaro. Ma mentre l’incoscienza di quei giovani ha impattato fortunatamente solo sui destini di una famiglia, le challenge dei partitici impattano sui destini di milioni di persone e sui destini di interi territori, lasciando segni e ferite per lungo tempo. E’ questa la logica che muove ogni azione oggi (che sia politica, imprenditoriale, social o di altro genere), sono questi gli obiettivi futili che rincorre la maggior parte della gente: visibilità, consenso, denaro. Ma quelle sbagliate, ovviamente, quelle da biasimare, sono le challenge degli altri. Dopo aver contribuito per decenni a creare e sostenere il personaggio-modello di questo approccio alla vita, il più bravo a trasformare le sfide in denaro, ormai defunto, media e partitici si meravigliano che dei giovani tentino di emularlo.

Massimiliano Capalbo

22 Giugno 2023/0 Commenti
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Challenge.arrow_.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2023-06-22 08:04:022023-08-09 22:47:17Le challenge degli altri
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L’autore:

Massimiliano Capalbo

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Agisco nel mio piccolo mondo, cercando di gettare ponti attraverso legami deboli.

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