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Chiedete invece di credere

L’istituto Mario Negri, importante centro italiano di ricerca farmacologica, ha pubblicato sulla Rivista “Lancet” (una delle più autorevoli riviste scientifiche a livello internazionale) i risultati di una ricerca sui malati di Covid: la conclusione è che il Covid è curabile con dei semplici antinfiammatori, a casa e ai primi sintomi, solo così è possibile ridurre del 90% (novanta!) le ospedalizzazioni e accorciare la sintomatologia dell’80%.
Ne esce a pezzi il protocollo ministeriale della “tachipirina e vigile attesa”, anzi si può dire che quel protocollo, strenuamente difeso contro ogni evidenza da ministro e ISS, ha portato al decesso decine di migliaia di pazienti. E’ una delle tante notizie di questi ultimi mesi che stanno demolendo la narrazione ufficiale e mediatica della pandemia, tutta incentrata sulla drammatizzazione e sul vaccino come unica soluzione.
Non sorprende che il ceto politico abbia cavalcato la drammatizzazione per ricavarne un rafforzamento del potere esecutivo (tendenza presente in ogni paese europeo) nè sorprende il gioco degli interessi economici delle case farmaceutiche, in un mondo dominato dal denaro è ovvio che penetri anche nella ricerca scientifica e nell’esercizio della professione medica.
Ciò che sorprende è che la stragrande maggioranza dei cittadini abbia creduto alla narrazione ufficiale e mediatica nonostante tante voci autorevoli avanzassero opinioni diverse, nel caso specifico il direttore dell’istituto Negri, prof. Remuzzi, aveva comunicato la sua terapia già un anno fa, nessuno lo ha ascoltato.
Perchè tanta credulità in una società che si considera avanzata? E’ come se la forte scolarizzazione della nostra società non abbia prodotto alcuna autonomia di pensiero, come se la maggioranza dei cittadini e persino delle persone colte (ad es. il mondo universitario) preferisse credere a qualcuno invece che pensare autonomamente.
La società ipertecnologica è piena di creduloni. Parrebbe una contraddizione, forse invece c’è un rapporto di causa ed effetto.
Forse è proprio la pervasività della tecnologia che conduce alla massificazione della credulità. La pigrizia che tanti dispositivi tecnici, sostitutivi delle attività umane, induce nei corpi si estende alla mente e diventa pigrizia mentale. Il credulone è chi cessa di cercare, di chiedere, di porre domande, di avanzare dubbi. Lui segue solo la voce dominante, ha un bisogno interiore di dar credito a qualcuno e sceglie sempre chi è più forte perchè lui è, mentalmente, debole, tanto debole.
Chiedete, diceva Gesù ai discepoli, non aspettate che parli il Maestro. “Chiedete, se avete intenzione di ricevere. Quando la terra ha sete tocca a lei chiamare la pioggia“. (Dal Vangelo apocrifo di Maria Maddalena)

Giuliano Buselli

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