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Calabria, Economia, Eretiche riflessioni, Politica, Turismo

E’ il Carnival Week di Crotone ma non è uno scherzo

A Crotone si respira già aria d’estate nonostante siamo ancora a febbraio, in pieno clima carnevalesco. Chi passeggia in questi giorni per la città si accorge che c’è qualcosa di vivo, di pulsante, la città è animata da giovani stranieri che riempiono hotel, ristoranti, pub e locali la sera e da tante barche a vela che sfrecciano sul mare di giorno. Sono più di trecento e sono i partecipanti della seconda edizione del Crotone Carnival Week organizzato dal Club Velico Crotone.
Ieri mattina si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della manifestazione, presso la sala del consiglio comunale, alla presenza degli studenti delle scuole superiori della città. Il presidente del Club Velico, Francesco Verri, uno dei migliori politici in azione in questo momento in Calabria, ha presentato il fitto calendario di iniziative che da oggi fino al 28 febbraio animeranno la città di Pitagora. Non solo la competizione sportiva che colorerà la costa crotonese ma anche spettacoli, mostre, concerti, stage, conferenze. I numeri della manifestazione sono di tutto rispetto: 312 atleti provenienti da 14 Nazioni, si tratta della settima regata Optimist (under 15) nella top ten di quelle piu affollate, in questo Crotone ha superato Palma di Maiorca; 3.750 pernottamenti solo in questa settimana mentre 21.480 sono quelli previsti per l’intero 2017 perchè, sempre a Crotone, si terranno l'”Italian Youth Championship” nel mese di agosto e il “Club’s National Championships Finals Under 19 edition kick off” nel mese di ottobre; circa 700 gli studenti coinvolti con l’alternanza scuola-lavoro; circa 150 i musicisti che suoneranno nel corso delle serate; 200 i soci del Club impegnati con le rispettive famiglie nell’organizzazione e nella gestione dell’evento.
In appena cinque anni Francesco, assieme ad altre famiglie crotonesi appassionate di vela, ha trasformato Crotone nella Tenerife del Sud Italia, senza essere stati eletti da nessuno, e iniziato quel rilancio, soprattutto in termini di immagine, di cui la città ha bisogno come il pane.
Come hanno fatto? Per prima cosa hanno seguito una passione, quella per la vela. Poi hanno avuto la capacità di radunare e connettere, intorno a questa passione, tutte le realtà produttive, sociali, economiche, istituzionali presenti in città e non solo. Perchè questo non è un evento che riguarda Crotone, è un evento che riguarda l’intera Calabria (se l’intera Calabria avesse la prontezza di intuirlo) ma ognuno ha i suoi tempi.
Hanno fatto quello che dovrebbero fare le cosiddette “istituzioni” ma non sanno (o vogliono) fare. Si sono fatti loro stessi istituzione. Invece di dividere hanno unito, invece di favorire gli amici hanno scelto le eccellenze, hanno utilizzato il criterio meritocratico. Invece di creare fazioni hanno creato sinergie, hanno dialogato con tutti quelli che hanno avuto la sensibilità e l’umiltà di ascoltarli, dal primo all’ultimo dei cittadini; sono riusciti a mettere in piedi una squadra di volontari straordinaria che, come già dimostrato l’estate scorsa nel corso degli europei tenutisi sempre a Crotone (290 atleti da 46 Nazioni, mai un Campionato europeo open aveva avuto così tanti atleti provenienti da così tante nazioni diverse), darà ancora una volta prova della propria coesione ed efficienza.
Se in queste settimane l’immagine di Crotone che appare sui principali quotidiani e media italiani è ancora una volta positiva lo si deve a dei semplici cittadini che hanno avuto gli occhi per vedere le risorse (il mare e il vento che ci sono sempre stati a Crotone) che li circondano e trasformarli in valore. Se Crotone può immaginare un futuro e un destino diverso da quello che la partitica (assieme alla peggiore imprenditoria) fino ad oggi gli aveva imposto (fatto di inquinamento e povertà), è perchè alcuni cittadini più lungimiranti hanno smesso di lagnarsi e protestare e di lasciare alla partitica spazio per strumentalizzare i propri problemi, ed hanno cominciato a rimboccarsi le maniche per cambiare la propria città. Questo esempio è devastante per la città di Crotone e anche per l’intera regione, se gli altri crotonesi, quelli che ancora non agiscono, iniziassero ad imitare Francesco e gli altri, la città nel giro di cinque anni potrebbe diventare una destinazione turistico-sportiva di primo piano. I crotonesi hanno una grande opportunità davanti, possono decidere su cosa puntare nei prossimi anni e trascinare con sè le cosiddette “istituzioni”, che non possono far altro che prendere atto delle realtà vincenti e dare il loro contributo (il comune ha fornito un quinto delle risorse necessarie all’organizzazione dell’evento) per sostenerle. Francesco e gli altri hanno avuto una visione e l’hanno resa concreta e di fronte ai fatti e ai numeri non si può far finta di nulla. Il metodo ormai è chiaro, lo ripetiamo da tempo: agire come privati cittadini per creare occasioni e opportunità puntando sulle risorse presenti sul territorio per trasformarle in valore per sè e per la comunità di cui si è parte.
E’ solo così, puntando su turismo, sport, agricoltura, archeologia, arte, artigianato e tecnologia al servizio di tutto questo (tutte risorse che Crotone possiede) che potranno nascere nuovi posti di lavoro, nuove imprese, nuovi servizi, nuove infrastrutture nella nostra regione. E’ inutile lamentarsi se l’aeroporto chiude o se i treni vengono soppressi, perchè prima ancora di costruire le infrastrutture occorre costruire le motivazioni che spingono le persone ad utilizzarle per raggiungere una destinazione. Le infrastrutture sono una conseguenza non un prerequisito per lo sviluppo economico, come invece per decenni ci hanno fatto credere trasformandole in alibi e instaurando una mentalità parassitaria e vittimistica sul territorio che è alla base del nostro fallimento.
L’assessore al turismo della città pitagorica, Giuseppe Frisenda, ieri mattina, in conferenza stampa, ha affermato che da quest’anno il Carnevale di Crotone coinciderà sempre con questa manifestazione sportiva internazionale. A Crotone sembra proprio che si cominci a fare finalmente sul serio, anche se si chiama Carnival Week non è affatto uno scherzo.

Massimiliano Capalbo

programmaCARNIVAL

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22 Febbraio 2017/1 Commento
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https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/carnivalweek.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2017-02-22 07:50:412017-02-22 07:54:59E’ il Carnival Week di Crotone ma non è uno scherzo
1 commento

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  1. La rivoluzione culturale che cammina su due ruote – Ereticamente ha detto:
    24 Marzo 2017 alle 17:59

    […] ad oggi è riuscito a creare valore da ciò.” A Crotone il cambiamento è partito dal mare (con il Club Velico) e prosegue sulla terra ferma, su due ruote. Tra i progetti in cantiere la pubblicazione di un free […]

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