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Calabria, Eretiche riflessioni, Politica, Società

Fermare Salvini? E’ semplicissimo, basta un click

Ogniqualvolta il Ministro dell’Interno si sposta per tenere comizi pubblici, soprattutto al Sud, molta gente si anima, si sveglia improvvisamente dal torpore nel quale normalmente vive e si ingegna per organizzare una qualche forma di contestazione, invitando i propri conoscenti a farlo e facendo ricorso a tutta la creatività di cui è capace che, invece, pare non avere quando deve impegnarsi per dare una svolta alla propria esistenza. Da quelle meno impegnative (come l’hashtag su Facebook) a quelle di media difficoltà (lo striscione sul balcone o la maglietta) per finire con quelle più impegnative (e anche un pò vintage), come la contestazione in piazza, ci si ingegna per esprimere il proprio dissenso.
Eppure, se si volesse veramente azzoppare la galoppante ascesa, prima social e poi partitica, del ministro in questione, basterebbe un semplice click. Sarebbe sufficiente che ciascuno di noi cancellasse dalle proprie “cosiddette amicizie” di Facebook tutti quelli che condividono e rilanciano (facendosene complici e promotori) notizie riguardanti il ministro, che su questo ha costruito il proprio brand, alla stregua di una scatoletta di pomodori. Nel giro di qualche ora Salvini sparirebbe dalla circolazione e di lui non resterebbe traccia se non in tv (che non è pervasiva come gli smartphone). Pensate ai vantaggi di questa scelta: oltre a non vedere più sulla vostra bacheca il faccione abbronzato (più di un extracomunitario) del ministro, non perdereste amici di spessore e aumentereste la qualità delle vostre informazioni; il giorno del vostro compleanno si ridurrebbe drasticamente il numero di messaggi di auguri, di persone che non vi pensano mai, a cui sareste costretti a rispondere e, cosa non meno importante, il vostro umore migliorerebbe sensibilmente perché il mondo vi apparirebbe meno problematico di quello che vi raccontano.
Invece, ogniqualvolta il ministro dell’Interno si reca in un luogo per tenere un comizio, la maggior parte dei residenti condivide la notizia, accompagnandola con commenti più o meno offensivi, ma poco importa. L’obiettivo del ministro, infatti, è apparire sulla nostra bacheca, non necessariamente di essere lodato. L’importante è che se ne parli (e soprattutto si condivida), questo farà notizia, genererà interesse e curiosità e, dunque, presenza nelle piazze dove, le telecamere dei media, rilanceranno l’immagine del pienone che verrà utilizzata per comunicare l’implicito assunto che il ministro ha un seguito e dunque è in ascesa. Non è importante cosa dirà, non è importante che ci siano contestazioni (anzi è auspicabile perché molti nemici significa molta considerazione), è sufficiente che ad ascoltarlo ci siano delle folle. Questo i suoi consulenti di marketing lo sanno molto bene, è il loro lavoro quotidiano.
E chi è il migliore sponsor del ministro se non proprio i suoi avversari? Chi può profondere così tanto impegno nel denigrarlo se non proprio i suoi oppositori? In Parlamento i rappresentanti dell’opposizione, nelle piazze i loro elettori, hanno assolutamente bisogno di un personaggio così per trovare argomenti di cui parlare e anche una ragione per agire. Essendo sprovvisti di idee, visioni, significati, strategie, intenzioni, hanno bisogno di commentare le azioni altrui per dare un senso alla propria azione partitica. E, in effetti, se scorrete le interviste dei rappresentanti dell’opposizione, dal giorno dell’elezione di questo governo ad oggi, vi accorgerete che non vi è traccia di altro argomento nelle loro dichiarazioni. Ogni mattina la prima cosa che fanno è cercare sui social o sui media una dichiarazione, un gesto, un’azione del ministro dell’Interno da commentare e, attraverso di esse, esistere. Dichiarazioni che i suoi consulenti, ovviamente, hanno preparato con dovizia di particolari la sera prima, conoscendo i propri polli.
La verità è che Salvini esiste perché di uno come lui c’è bisogno, il suo ruolo è quello di una bambolina woodoo dove poter appuntare i nostri spilli (leggi frustrazioni), così come sono serviti nella storia di questo Paese i vari Mussolini, Berlusconi e Renzi in passato e chissà chi altro domani. Abbiamo bisogno del carnefice per poterci considerare vittime e quindi non responsabili delle nostre scelte e delle nostre azioni (al Sud in particolare, non è un caso se all’arrivo del ministro corrisponda sempre un rigurgito neoborbonico).
Se c’è un sentimento che non ho mai provato nei confronti di questo ministro è il timore, a volte mi fa tenerezza nella sua goffaggine. La sua fama di cattivo è stata costruita a tavolino dai suoi consulenti, perché occorre posizionarsi in qualche modo nel mercato partitico e gli estremi ultimamente vanno di moda. Nonostante lui si sforzi di entrare nel personaggio, la sua comunicazione non verbale puntualmente lo tradisce. Si comporta un pò come quei cagnolini che sembrano super aggressivi quando sono al di là di una recinzione e che se la svignano quando ti accingi ad oltrepassarla. E’ capitato, puntualmente, quelle rare volte in cui ha trovato pane per i suoi denti, attualmente però in Italia non si intravedono leader con tali capacità. Quando Salvini non ci sarà più avremo bisogno di crearne un altro che si presterà volentieri a recitare il ruolo del carnefice e sulla nostra ignavia e immaturità continuerà a costruire la propria carriera partitica e il senso del proprio esistere, nell’attesa (vana) che il popolo capisca che le istituzioni siamo noi.

Massimiliano Capalbo

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11 Agosto 2019/0 Commenti
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https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Salvini-a-Soverato.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2019-08-11 07:46:012019-08-11 07:52:34Fermare Salvini? E’ semplicissimo, basta un click
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