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Il medioevo prossimo venturo come una liberazione

Con l’attacco informatico alla regione Lazio i dati sensibili di milioni di vaccinati laziali (tra cui Mattarella e Draghi) sono stati resi visibili agli autori, lo dice Umberto Rapetto, considerato uno dei massimi esperti di sistemi di sicurezza digitale.
I media hanno parlato di hackers, ma gli hackers hanno una tradizione etica alle spalle, in tal caso l’attacco potrebbe avere l’intenzione di sollevare in modo clamoroso il problema della gestione dei dati personali nella società digitalizzata nel momento in cui, attraverso il green pass, inizia il più grande processo di acquisizione di dati personali finora realizzato in Italia.
Se invece si trattasse di azione “terroristica”, come dicono politici e media, non va escluso che di terrorismo “interno” possa trattarsi al pari di quanto è successo in Italia con il terrorismo politico degli anni 70. In tal caso l’intenzione degli assalitori potrebbe esser quella di indurre il governo italiano a dirottare la gestione dei dati dai sistemi italiani, rivelatisi platealmente fragili, alle grandi organizzazioni americane, ci son ministri dell’attuale governo che vedono con favore questa prospettiva e l’attacco informatico potrebbe esser usato in questa direzione.
Il collasso digitale mi riporta alla mente un libro che all’inizio degli anni 70 ebbe grande successo e che oggi pare dimenticato nonostante la sua attualità: “Il medioevo prossimo venturo” di Roberto Vacca. L’autore, ingegnere elettrotecnico, prevedeva il collasso dei sistemi ipertecnologici per l’enorme discrepanza tra la complessità tecnica e la capacità umana di gestione.
Proprio lo sviluppo tecnologico, facendo convergere tutto verso gli automatismi, anestetizza la capacità umana di regolazione, l’uomo perde la capacità di affrontare l’imprevisto. I superspecializzati digitalizzati non sanno muoversi in un ambiente in cui crolla la digitalizzazione.
Vacca immaginava un futuro caratterizzato da frequenti collassi dei sistemi tecnici (erano gli anni dei black out elettrici americani, quello di New York paralizzò per giorni la città con assalti di massa ai supermercati) che avrebbero riportato l’umanità indietro nei secoli, verso un’organizzazione sociale dispersa e disseminata, appunto di tipo medioevale.
Per questo motivo non riesco a condividere le analisi di tanti amici che prefigurano, sulla base di quanto sta accadendo con le politiche della pandemia, un futuro di controllo totale sui popoli attraverso la digitalizzazione di ogni aspetto e momento della vita quotidiana. Come se la vita potesse esser contenuta dentro un computer.
Ho sempre pensato che, se si vuol affrontare una lotta con un avversario, occorre studiare le sue debolezze (il tallone di Achille) e non restare offuscati dallo spettacolo della sua forza muscolare. Le debolezze sono nella mente e il medioevo prossimo venturo potrebbe rivelarsi una liberazione.

Giuliano Buselli

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