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La gonfia vela dei due Franceschi

Questa storia è cominciata circa 9 anni fa, ed è la storia di Francesco Praticò e Francesca Tramontana, compagni nella vita e nel lavoro. E’ allora che Francesco decide di smettere di andare in giro per l’Italia alla ricerca di lavori che non corrispondevano alla sua passione: la Calabria. Decide di tornare e di coinvolgere alcuni suoi amici nella costituzione di Calabria Etnica, un’associazione culturale con sede a Reggio Calabria che si poneva tra gli obiettivi quello di promuovere la Calabria in tutte le forme artistiche e culturali.
Nel marzo del 2009 decide di prendere in affitto un locale a Reggio, in pieno centro, dietro il duomo, di ristrutturarlo e di farci la sede del primo Centro Turistico Culturale. Ogni mese per 2-3 anni Francesco e i suoi amici hanno organizzato visite guidate per i residenti mentre per i turisti giornate o serate con spettacoli e degustazioni tipiche per diffondere la cultura calabrese, in particolare dell’area grecanica.
Nel 2011 l’associazione vive una fase di stallo ed è proprio in quel periodo di difficoltà che conosce Francesca reduce da un percorso simile. “Mi sentivo spaesata dopo essere rientrata da alcuni progetti di cooperazione all’estero (Francesca è psicologa e ha lavorato per alcune Ong in giro per il mondo ndr) – ricorda – e ho pensato che l’unico posto dove potevo trovare e dare un senso al mio agire fosse la Calabria. Inizialmente ho lavorato nell’azienda di famiglia (la casa vinicola Criserà ndr) e mi occupavo di organizzare degustazioni con i turisti. Ad un certo punto abbiamo capito che ci mancava un luogo fisico in cui poterci esprimere meglio, il nostro obiettivo era quello di avere un posto dove le persone potessero fermarsi a dormire.I loro intenti si sono incontrati e hanno cominciato a creare insieme eventi musicali, enogastronomici e culturali perché è solo quando ce l’hai dentro, la Calabria, che puoi raccontarla.
Nel 2012 si apre una possibilità. Un amico di Francesco, proprietario di un B&B nel quartiere Chianalea, a Scilla, decide di lasciare, perché la gestione a distanza, da Reggio, era molto impegnativa, e da una chiacchierata insieme nasce l’idea di prendere in affitto l’immobile.
Da quel momento decidono di creare la società Calabria Etnica, il deposito che si trovava al piano terra dello stabile viene trasformato nel Wine Bar di Chianalea, considerato ormai non solo il punto di incontro degli ospiti del b&b ma anche per gli avventori esterni, mentre al piano superiore si trovano le camere. Nasce così il B&B Casa Vela. Dopo una settimana dall’avvio della gestione la prima prenotazione, un gruppo di messicani. “Quel giorno eravamo io, lui e il panico in uno stabile abbastanza impegnativo, non avevamo alcuna esperienza, abbiamo impiegato ore per preparare il tavolo per la colazione.
Il primo anno, nel Wine Bar, preparavano aperitivi con prodotti locali e proponevano i vini della cantina di Francesca, oggi hanno una nutrita carta di vini solo calabresi e servono cibi quasi esclusivamente calabresi e instaurano un dialogo con gli ospiti per raccontare loro i prodotti della nostra terra.
Francesca e Francesco sono stati guidati dalla passione, dall’incoscienza, dalla voglia di farlo e hanno puntato solo ed esclusivamente sulle proprie forze sia economiche che organizzative e dopo cinque anni stanno continuando a reinvestire gli introiti dell’attività che va, è il caso di dire, a gonfie vele. Nel 2014 hanno preso in affitto un altro B&B, sempre a Scilla, sulla spiaggia di marina grande, perché le richieste aumentavano (muovono circa 1000 ospiti l’anno e sono aperti tutto l’anno) e oggi hanno in tutto 25 posti letto. Hanno acquistato poi, a dicembre scorso, una piccola casa a Pentedattilo con l’obiettivo di far muovere sul territorio i loro clienti perché spesso la Calabria è solo una sosta intermedia prima di raggiungere la Sicilia. “Ci sono tanti altri posti meravigliosi nella nostra regione perché non farli conoscere? Abbiamo deciso di aprire altre strutture ricettive in altri luoghi suggestivi per prolungare la nostra accoglienza anche altrove. Contiamo di inaugurare entro l’estate altri quattro posti letto.” L’anno prima di acquistare questo immobile Francesco aveva regalato a Francesca una ceramica di Nicola Tripodi, noto ceramista del luogo che riproduce in maniera naif gli aspetti culturali dell’area grecanica, sulla ceramica era raffigurata una mano con delle finestrelle nelle dita, simbolo di Pentedattilo. Una premonizione.
Aprire a Scilla non è stato semplice perché, si sa, i cambiamenti destabilizzano gli equilibri dei luoghi, modificandone le abitudini. Ma siamo felici di aver investito a Chianalea dando la possibilità di vivere il borgo in maniera diversa, di viverne l’anima attraversandone le mille sfaccettature. E in questi cinque anni sono sono sorte nuove attività: una gelateria, un pub, tre negozietti di souvenir, una rosticceria, tanti nuovi B&B. Un tempo il borgo era solo attraversato da turisti per il tempo di una foto, oggi ci sono più locali qui che sulla spiaggia della marina grande.Abbiamo assunto quattro dipendenti a tempo indeterminato (sia stranieri che locali) e ci avvaliamo di collaboratori stagionali quando c’è più affluenza. Abbiamo creato un team di persone che sono state capaci di ritagliarsi uno spazio di autonomia, abbiamo dato fiducia e abbiamo ricevuto in cambio qualità e responsabilità, requisito fondamentale per la gestione delle nostre strutture perché non possiamo essere sempre presenti sempre e ovunque. Cerchiamo di far passare il messaggio che se lavori bene l’attività va bene e tutti ne beneficiano” e questo gli ha permesso di vincere il premio ospitalità italiana indetto dalla Camera di Commercio di Reggio Calabria. Francesca e Francesco racconteranno la loro impresa eretica al VI Raduno delle Imprese Eretiche.

Massimiliano Capalbo

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