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La libera scelta tra scienza e business

Mi sono recato dal dentista il mese scorso. Avvertivo una sensibilità al caldo e al freddo ad un dente. Dopo la visita e una panoramica della mia dentatura, non viene riscontrata alcuna carie o altro problema ma solamente un uso scorretto dello spazzolino che, scoprendolo, ha reso lo spazio compreso tra la gengiva e il dente in questione sensibile alle variazioni di temperatura. Il dentista mi consiglia l’utilizzo di un dentrificio di una certa marca (di cui mi regala un campione) per ridurre la sensibilità e mi prenota la visita con l’igienista per apprendere il corretto uso dello spazzolino ed effettuare una pulizia (che solitamente effettuo una volta l’anno) dei denti. E’ bastato utilizzare il nuovo dentifricio per una settimana per far rientrare il problema.
Successivamente, mi sono recato alla visita con l’igienista che mi ha dato i suoi consigli per migliorare la tecnica di spazzolamento, prescrivendomi alcuni prodotti per la cura e l’igiene dentale. Oltre al dentifricio suggeritomi dal suo collega nella precedente visita (costo tra i 6 e i 7 euro), mi ha consigliato di utilizzare: un dentifricio avanzato che aiuta a rigenerare lo smalto dentale che agisce sugli stadi precoci e invisibili dell’erosione (costo tra gli 8 e i 9 euro); un colluttorio all’acido ialuronico che risana le gengive e lenisce i tessuti infiammati (costo tra gli 8 e gli 11 euro); degli scovolini monouso per rimuovere efficacemente placca e residui di cibo in tutte le aree della bocca grazie al design curvo ed ergonomico del manico e all’impugnatura più larga (costo tra i 3 e i 4,5 euro); una soluzione spray per igienizzare spazzolino, scovolino e altre attrezzature atte all’igiene orale (costo circa 15 euro) e, infine, un nuovo spazzolino che consente di migliorare la tecnica di spazzolamento creando un angolo di 45° per una pulizia ottimale sotto il margine gengivale (costo tra i 2,5 e i 4 euro) anticipandomi che in futuro potremo passare a quello elettrico. Ho subito pensato alla Hunziker che mi sprona con un: “go electric!” alla modica cifra che oscilla tra i 120 e i 200 euro, a seconda del modello.
Ora appare chiaro a tutti che, nonostante l’assenza di tutti questi prodotti, i miei denti non hanno subito gravi danni fino ad oggi e, se dovessi comportarmi come i parabolani della scienza che negli ultimi due anni sono spuntati come funghi nel nostro paese e che ci danno lezioni su come occorra fidarsi ciecamente della scienza e dei suoi rappresentanti, io dovrei seguire senza se e senza ma i consigli dell’igienista. Non sono un dentista, non ho un pezzo di carta che attesta che posso esprimere un parere su cosa sia meglio per la mia igiene dentale, dovrei dunque spendere subito tra i 42,50 e i 50,5 euro e poi aggiungerne almeno un altro centinaio per fare un fantastico salto tecnologico. Non dovrei ragionare e selezionare, tra i consigli ricevuti, quelli più adatti alle mie esigenze di carattere sanitario, economico o di altro genere, di fronte all’autorità dello “scienziato” dovrei comportarmi come un automa.
Per fortuna possiedo ancora la capacità di scelta, una qualità che non si impara a scuola e che non è certificabile attraverso un pezzo di carta, e vorrei poterla esercitare, soprattutto quando si tratta della mia salute. Sono consapevole del fatto che ormai i medici (come la maggior parte delle figure professionali), a qualsiasi specializzazione appartengano, hanno dietro delle industrie produttrici (non ci vedo nulla di scandaloso se tutto ciò viene dichiarato) delle quali “consigliano” i prodotti e per i quali ricevono in cambio gratificazioni di vario genere (viaggi, premi, macchinari, strumenti etc.). So che la medicina (al pari di altri ambiti) è pervasa dalla logica del profitto e posso distinguere tra quello che è il mio interesse e quello che è l’interesse di chi, attorno al mio problema, propone delle soluzioni. L’importante, dunque, è avere la capacità e la libertà di scelta. E’ solo per questo, lo so, che meriterei d’ufficio l’etichetta di irrazionale, complottista e nemico della scienza.

Massimiliano Capalbo

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