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La vera pandemia è di sfiducia

Il fallimento del green pass come strumento di contenimento dell’epidemia da Sars-Cov2 è sotto gli occhi di tutti. Ma gli occhi di tutti non vedono tutti la stessa cosa, ovviamente. Oltre ad essere comparse le prime zone gialle (si prefigurano anche quelle arancioni) si è decisa la revoca della tessera verde per i positivi al Covid. La conferma del fallimento non è data soltanto dall’inasprimento delle restrizioni anche per i vaccinati ma, soprattutto, dalla reazione che i pro-vax (e in questa categoria non includo tutti i vaccinati ma solo quelli che ne hanno fatto un culto e anche un motivo di contrapposizione verso chi non è vaccinato) hanno e avranno nei confronti di queste nuove decisioni governative. Poiché la relazione che il governo ha scelto di stabilire con i cittadini su questo tema non è una relazione tra istituzioni mature e responsabili e cittadini maturi e responsabili ma tra genitore (adulto) e figlio (bambino) e il green pass assomiglia molto alla ricompensa data al bambino che è stato ubbidiente, di fronte alla mancata ricompensa (andare al cinema, a teatro, in palestra, al ristorante etc.) il bambino, non essendo persona matura non reagirà mettendo in discussione il provvedimento dell’autorità ma prendendosela col fratello che non ha ubbidito come lui e che, nonostante questo, viene trattato nello stesso modo. Quindi chi si illude che questo fallimento possa aprire gli occhi di chi finora ha ubbidito all’autorità resterà deluso, al contrario accrescerà ancora di più l’odio e le contrapposizioni tra vaccinati e non vaccinati, facendo propendere il governo verso ulteriori punizioni da infliggere ai non vaccinati con il risultato finale di allevare dei mostri nevrotici e malati pronti ad aggredirsi alla prima occasione.
La relazione istituzioni-cittadini in Italia è una relazione malata fin dall’Unità, l’esempio negativo viene dall’alto come nelle relazioni malate tra genitori e figli che tendono all’in-ducere (costringere all’interno di uno schema) più che all’ex-ducere (educare, ovvero aiutare qualcuno ad esprimere se stesso). Per aiutare qualcuno ad essere se stesso occorre che l’educatore sia esso stesso se stesso, senza recitare una parte, come invece fanno ogni giorno i rappresentanti istituzionali.
Un rapporto basato sul controllo è un rapporto basato sulla diffidenza reciproca. Lo Stato non si fida dei cittadini e i cittadini non si fidano dello Stato. E questa sfiducia è presente in tutti i provvedimenti (dal green pass ai vari bonus per l’edilizia, al rapporto tra fisco e cittadini etc.) I complottisti e tutti i vari no-etichettabili sono il prodotto dell’assenza di trasparenza da parte delle istituzioni, non il frutto dell’irrazionalità dilagante come ci vogliono far credere le indagini di istituti di ricerca finanziati dal governo. Quando la fiducia è diffusa genera responsabilità. In tutte le organizzazioni pubbliche e private la scelta tra porre fiducia o esercitare il controllo si basa su pregiudizi di base che abbiamo nei confronti delle persone e delle loro motivazioni. In Italia, ad esempio, i governi ritengono che i cittadini siano furbi e infantili e i cittadini che i governi siano corrotti e bugiardi; i lavoratori ritengono che gli imprenditori siano degli sfruttatori e gli imprenditori pensano che i dipendenti siano degli scansafatiche e dei parassiti e potremmo continuare a lungo per ogni categoria professionale e sociale. Douglas McGregor, ingegnere e psicologo industriale americano, negli anni ‘60 quando era professore al MIT coniò una doppia teoria che chiamò la teoria X e la teoria Y. Intuì che se si guardano le persone con sospetto (Teoria X) e le si sottopone a ogni genere di controllo, regole e punizioni, cercheranno di ingannare il sistema e questo pregiudizio (negativo) sarà convalidato. Se si trattano, invece, con pratiche basate sulla fiducia, delegando (Teoria Y), questo farà si che ricambino la fiducia con un comportamento responsabile. Anche in questo caso il nostro pregiudizio (questa volta positivo) troverà conferma. Una comunità non può esistere senza fiducia, il controllo genera sfiducia, responsabile dell’unica vera pandemia che affligge le nostre comunità da tempo. Questa si che richiederebbe una vaccinazione di massa obbligatoria.

Massimiliano Capalbo

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