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L’esperimento, perfettamente riuscito, del governo

Nel 1961 un esperimento di psicologia sociale fu condotto da uno psicologo statunitense di nome Stanley Milgram, ricavandone dieci anni dopo un libro dal titolo: “Obbedienza all’autorità” che andrebbe letto di pari passo con un altro libro dal titolo “La banalità del male” scritto da Hannah Arendt, che all’atto della sua pubblicazione, nel 1963, scandalizzò il mondo. Leggendoli scoprirete le vostre false credenze sui meccanismi che muovono gli esseri umani in situazioni estreme, come quella che stiamo vivendo da ormai due anni.
L’esperimento, ideato da Milgram, si basava sull’interazione tra tre soggetti: uno scienziato, che rappresentava l’autorità, un insegnante che eseguiva gli ordini dell’autorità e uno studente che subiva le decisioni dell’insegnante. Insegnante e studente erano collocati in due stanze diverse collegati tra loro da un macchinario con degli elettrodi, attraverso i quali l’insegnante poteva somministrare allo studente delle scariche elettriche. Lo studente doveva eseguire dei compiti impartiti dall’insegnante che, ad ogni errore, poteva punirlo con una scarica elettrica, la cui intensità poteva variare in un crescendo che andava da un minimo di 15 ad un massimo di 450 volt, ovvero una scarica mortale. In realtà sia lo studente che lo scienziato erano due attori e il macchinario era finto, perché il vero soggetto dell’esperimento era l’insegnante, all’oscuro di tutto ovviamente. Scopo dell’esperimento, infatti, era scoprire quante persone erano disposte a seguire le indicazioni dell’autorità, ovvero dello scienziato, fino ad utilizzare voltaggi di livello mortale.
I risultati dell’esperimento furono sconvolgenti. La percentuale di insegnanti che somministrarono la massima scarica fu del 65% che scendeva sotto il 20% quando, seguendo alcune varianti dell’esperimento: 1. l’insegnante era nella stessa stanza dello studente (il che testimoniava che la vicinanza alla sofferenza influiva sulla decisione di somministrare la scarica); 2. i due scienziati discutevano (e quindi il principio di autorità veniva messo in discussione e indebolito). L’esperimento di Milgram, dopo essere stato contestato, venne ripetuto molte volte dando risultati sempre molto simili.
Si trattava, in definitiva, della conferma scientifica di quanto scritto dalla Arendt: ovvero che la Shoah si sarebbe potuta ripetere e che chiunque ne sarebbe potuto essere responsabile, data un’organizzazione gerarchica in cui: 1. ci fosse sufficiente distanza tra la propria azione e i risultati della stessa; 2) l’autorità fosse forte; 3) i rapporti all’interno della gerarchia fossero spersonalizzati.
Che è esattamente l’esperimento, perfettamente riuscito, che il governo Draghi ha messo in campo per indurre le persone a vaccinarsi. E in particolare:
1. la creazione di due blocchi contrapposti (no-vax e pro-vax), distanti e incapaci di dialogare, attraverso la complicità del sistema della disinformazione italiano, che non consente ai due soggetti di entrare in empatia e di avvertire il disagio che esiste da entrambe le parti;
2. la diffusione di un pensiero unico (un CTS unico che si può assimilare all’autorità dell’esperimento) che induce una buona parte dei medici (i professori dell’esperimento di Milgram) ad eseguire gli ordini senza metterne in discussione la validità e a cascata su tutti gli altri professori dell’esperimento;
3. la spersonalizzazione dei rapporti all’interno della gerarchia, le persone non sono viste come esseri umani ma come numeri, l’obiettivo è svuotare i magazzini dalle scorte di vaccino acquistate (che devono lasciare il posto alla terza, quarta e chissà quale altra dose), rimettere in moto l’economia come, se non peggio, di prima (i favoriti dal PNRR scalpitano, c’è da spartire una bella torta) e non il mantenimento della salute pubblica (altrimenti avrebbero agito per aumentare i posti letto in ospedale, assumere nuovi medici, rendere le scuole agibili e tutto quello che una società mentalmente equilibrata dovrebbe fare).
Le organizzazioni gerarchiche, vecchie e antiquate in un mondo che guarda alle reti eco-sistemiche, considerano i cittadini dei bambini da controllare e guidare verso i propri obiettivi e interessi. Le società evolute, mature, non hanno bisogno di capi per agire ma di buoni esempi da cui lasciarsi ispirare. La maggior parte degli italiani è convinta (dai media) di essere governata da persone autorevoli, non ha capito di essere il soggetto di un esperimento portato avanti da persone vecchie e autoritarie.

Massimiliano Capalbo

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