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Calabria, Comunicazione, Eretiche riflessioni, Politica, Società

Perché non ti candidi?

Perché non ti candidi? E’ la domanda che sempre più frequentemente viene rivolta, in Italia, a chiunque abbia ottenuto uno straccio di risultato nella propria vita. Non è importante in quale ruolo, se di sindaco, assessore o deputato. Siccome nelle istituzioni abbondano gli incapaci o (cosa non meno frequente) gli impresentabili, è sufficiente dimostrare di saper fare qualcosa perché aumentino le probabilità di ricevere una proposta del genere.
A chi mi ha chiesto, in passato come oggi, le ragioni del mio rifiuto ho sempre risposto così:
1. perché i partiti e gli ambienti che i partitici frequentano, sono il posto peggiore da frequentare: se avessi un figlio sarei più preoccupato se frequentasse un partito che se trascorresse il tempo libero per le strade. E’ nei partiti che si apprendono i peggiori comportamenti, si generano i peggiori sentimenti, si imparano le peggiori furberie, si svilisce l’umanità degli esseri fino a generare degli organismi geneticamente modificati a partire dal linguaggio;
2. perché le istituzioni sono strutturate per impedire il cambiamento: lo sappiamo tutti ma continuiamo ad illuderci che non sia così. I passaggi, dal vertice che decide alla base che dovrà eseguire, sono così tanti e farraginosi che le decisioni lungo il percorso si trasformano completamente quando non si perdono del tutto per strada. Una volta eletto il candidato scopre di essere più impotente di prima. Di essere prigioniero di correnti, lobby, burocrazia, membri delle opposizioni, media, elettori che vanno all’incasso, abitudini consolidate, debiti ereditati, funzionari corrotti o restii al cambiamento e chi più ne ha più ne metta. Il risultato finale è sotto gli occhi di tutti quotidianamente: paralisi nella migliore delle ipotesi, aggravio dei problemi nella peggiore. Ma tutto ciò non ha insegnato e continua a non insegnare nulla (mi fanno sorridere i delusi dell’ultima ora, quelli che avevano riposto le proprie illusioni nel M5S, come mi faranno sorridere i prossimi, quelli della Lega). Essere eletti non significa avere potere, al contrario;
3. perché non ho mai capito perché occorre affidare ad una sola persona la risoluzione dei problemi di una comunità: se gli alberi di un bosco affidassero la loro sopravvivenza ad un solo esemplare morirebbero. Tra i comportamenti più stupidi in natura vi sono, infatti, quegli degli esseri umani. Ammesso e non concesso che esista il candidato perfetto, onesto, capace e circondato da persone per bene che vogliono far funzionare le istituzioni, perché dovrebbe accollarsi i problemi di tutti quelli che non hanno alcuna volontà e intenzione di affrontarli e risolverli? Perché c’è bisogno di individuare un eroe, un Mosè, un profeta che a pagamento (e che pagamento!!) si sostituisca alla moltitudine di individui che magari continuano quotidianamente a remare contro? Non sarebbe più economico, efficace, plausibile, rapido, duraturo, un intervento, un contributo minimo, quotidiano, da parte di ciascun membro della comunità?
4. perché è giunto il momento che le persone si facciano istituzione: chi lo ha capito non perde tempo e si da da fare giorno dopo giorno per affiancarsi quando non sostituirsi completamente alle istituzioni. Oggi singoli individui possiedono una reputazione migliore e più solida di intere città, province o regioni. Rappresentano dei brand sul territorio in grado di muovere persone, soldi e idee nell’era dei social network. Con il loro agire eretico hanno ridefinito le strategie territoriali e si ergono a difensori delle comunità in cui vivono e lavorano. Sono i nuovi politici, quelli che non hanno bisogno di candidarsi per chiedere il permesso di agire. Quello che non hanno ancora capito è che devono farlo assieme ad altri, che devono comportarsi come un bosco;
5. perché voglio restare tra i politici calabresi mai eletti nella storia di questa regione: mi sono candidato, senza chiedere il permesso a nessuno, nel lontano 2004, quando ho deciso di creare Orme nel Parco, un’esperienza che ha rivoluzionato il settore del turismo montano in Calabria e ho intenzione di continuare a fare politica con la P maiuscola, invece di perdere tempo con la mediocrità che aleggia nelle sedi istituzionali. La mia candidatura è ormai di lungo corso, se dovessi elencare qui le imprese, le esperienze, le persone, le idee, le istituzioni che in questi ultimi quindici anni ho contribuito direttamente (investendo tempo e soldi) o indirettamente (raccontandole, suggerendole, creando connessioni, invitandole ad eventi, citandole nei miei libri) ad avviare, stimolare e far conoscere sia in Calabria, in Sicilia e in Puglia vi accorgereste che sono pochi i partitici che possono eguagliare il mio curriculum. Negli ultimi quindici anni ho visitato 233 comuni su 403 della mia regione (senza contare frazioni, sentieri di montagna, fiumi, spiagge e campagne) sfido qualunque candidato ad avere una conoscenza simile del proprio territorio. Se avessi ragionato come un partitico e avessi portato all’incasso tutto questo oggi siederei tranquillamente in Parlamento e mi sarei “sistemato”, come la maggior parte degli elettori ambirebbe fare se fosse al loro posto.
Sono tante le persone che mi scrivono e mi contattano per ricevere periodicamente idee, suggerimenti, consigli, contatti utili a realizzare i propri sogni, obiettivi, progetti. Sono tante le persone che vogliono uscire dai (o che non vogliono entrare nei) recinti che le istituzioni costruiscono quotidianamente. Ho intenzione di accrescere questa mia disponibilità verso tutti coloro che sono seriamente intenzionati a prendere in mano la propria vita. Perché sono consapevole, come scrivevo a proposito di Crotone qualche settimana fa, che la sopravvivenza e la rinascita del nostro territorio dipende dalla capacità dei propri residenti di rendersi autonomi rispetto a rappresentanti partitici, datori di lavoro e autorità di altro genere. Oggi sono in grado di mettere a disposizione di chi ha idee, voglia, entusiasmo, visioni, energie uno staff di professionisti in grado di individuare risorse economiche, collaborazioni, opportunità che vi consentiranno di migliorare la comunità nella quale vivete e di diventare padroni del vostro destino. Quando lo avrete fatto vi renderete conto, come per magia, di essere diventati anche voi dei politici e di rappresentare per gli altri le uniche e vere istituzioni.

Massimiliano Capalbo

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24 Novembre 2019/0 Commenti
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https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/candidato.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2019-11-24 10:23:462019-11-24 11:03:34Perché non ti candidi?
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