Ereticamente.it
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Youtube
  • Essere eretici
  • Eretiche Riflessioni
    • Ambiente
    • Calabria
    • Comunicazione
    • Economia
    • Hacking
    • Politica
    • Società
    • Tecnologia
    • Turismo
  • Eretiche incursioni
  • Eretica TV
  • Scuola Eretica dell’Essere
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu
Ambiente, Calabria, Eretiche riflessioni

Quando la natura mi insegnò l’umiltà

Una ventina di anni fa, in compagnia di un gruppo di amici (eravamo in 7), decidemmo di trascorrere due giorni del mese di luglio sul fiume Lao, nel tratto che attraversa Laino Borgo. Quando sei giovane e inesperto pensi che il mondo sia a portata di mano e di essere in grado di tenere sotto controllo tutto quello che ti accade intorno, se poi sei in compagnia di amici la voglia di avventura aumenta e le esperienze, anche le più rischiose, diventano alla portata di tutti.
Ci accampammo con le tende, la sera prima, sulla riva del fiume e il giorno dopo, armati di giubbotti gonfiabili, decidemmo di avventurarci (è il caso di dire) e ridiscendere il fiume, senza esserci mai stati prima.
Partimmo alle nove. Nel primo tratto il fiume era largo, l’acqua arrivava al polpaccio, e lo percorremmo camminandoci dentro. Ad un certo punto cominciarono le gole, il fiume si stringeva e l’acqua aumentava di livello e di forza. L’unico modo per proseguire era quello di tuffarsi e lasciarsi trascinare dalla corrente. E noi, come se fossimo in un acquapark, alla ricerca del brivido e incoraggiati dal gruppo, ci tuffammo. L’acqua ci trascinò via per alcune decine di metri finché non ci ritrovammo spiaggiati, chi a destra e chi a sinistra, su quel poco di riva che quel tratto di fiume concedeva. Qualcuno aveva sbattuto contro delle rocce ed era dolorante, qualcun altro impressionato dalla forza dell’acqua. Ci contammo, c’eravamo tutti. Ad un certo punto la presa d’atto più terribile: era impossibile tornare indietro.
La corrente era troppo forte, l’acqua scorreva in mezzo alle pareti lisce, non si poteva risalire, si poteva solo proseguire verso il basso senza sapere cosa avremmo trovato più avanti: una cascata, un dirupo o altro. Ci sentimmo improvvisamente come dei topi in trappola e per la prima volta nella mia vita pensai di aver fatto la cazzata più grande, che non ce l’avrei fatta. Si trattava, per gran parte del tratto che percorremmo, di lasciarsi trascinare dalla corrente gelida, come avevamo fatto prima, perché in quel tratto di fiume la riva era quasi inesistente.
Calò un silenzio di tomba, nessuno aveva voglia di parlare, ad ogni tratto di fiume tentavamo di risalire i costoni alla ricerca di vie d’uscita ma trovavamo solo strapiombi. Dopo averci zittito, l’unica a parlare fu la natura. Ci tenne una lunga lezione, durata 10 ore, senza mangiare né bere, che terminò poco prima del tramonto (intorno alle 19.30) quando, sull’ennesimo costone risalito, notammo degli alberi tagliati (segno del passaggio dell’uomo) e, in lontananza, la luce di una casa alla porta della quale bussammo e, un anziano sbigottito, ci accolse e riaccompagnò alle tende con la sua auto. Avevamo percorso, in dieci ore, circa 1 km e mezzo in linea d’aria. Stanchi e affamati mangiammo tutto quello che avevamo portato dietro per il weekend.
All’epoca ero un normale “cittadino”, il mio rapporto con la natura si limitava alle gite con gli amici ed è questo il grande problema di oggi. La maggior parte delle persone non conosce (come non la conoscevo io) la natura, si approccia ad essa solo quando è in vacanza, perché non vive nella natura. La disgrazia è sempre dietro l’angolo e succede perché, spesso, manca la conoscenza di cosa sia un fiume, un albero, delle specie animali che vivono in un bosco, di come ci si orienta, di cosa fare quando c’è un temporale etc. etc.
All’epoca dei fatti non c’era ancora il boom del rafting che registriamo oggi, in tutta la giornata non scese neanche un gommone. Eravamo soli nel ventre della natura a misurarci con i nostri limiti e il nostro antropocentrismo, non avevamo neanche i cellulari. Ogni volta che leggo di disgrazie accadute in montagna il mio pensiero va a quel giorno di venti anni fa, quando la natura mi insegnò l’umiltà che oggi mi consente di approcciarmi ad essa con rispetto per vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita e per vedere se sono capace di imparare quanto essa ha da insegnarmi, come scrisse Henry David Thoreau.

Massimiliano Capalbo

Commenti

Lascia un commento

21 Agosto 2018/1 Commento
Condividi questo articolo
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su X
  • Condividi su WhatsApp
  • Condividi su Pinterest
  • Condividi su LinkedIn
  • Condividi su Tumblr
  • Condividi su Vk
  • Condividi su Reddit
  • Condividi attraverso Mail
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/gole-del-raganello.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2018-08-21 08:06:212018-08-21 08:06:21Quando la natura mi insegnò l’umiltà
1 commento

Trackbacks & Pingbacks

  1. Agire significa rischiare ha detto:
    22 Agosto 2018 alle 08:38

    […] Perché ergersi a giudici? Quanti di noi lo hanno fatto prima di loro e sono stati più fortunati (il sottoscritto ad esempio) uscendone vivi? Io ho un grande rispetto per tutti i morti di questa vicenda. Queste morti ci […]

    Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Visita il Giardino Epicureo

L’autore:

Massimiliano Capalbo

www.massimilianocapalbo.it

Agisco nel mio piccolo mondo, cercando di gettare ponti attraverso legami deboli.

News

  • Il Giardino Epicureo
    Il primo giardino sensoriale e terapeutico basato sulla filosofia epicurea in Italia.
Ereticamente
Gruppo Pubblico · 1973 membri
Iscriviti al gruppo
Oggi può considerarsi eretico chi sfida lo status quo. E’ eretico chi non crede, chi non riesce ad accettare ciò che viene spacciato come dogma o verità assoluta.

Newsletter – Resta sintonizzato

Perchè Ereticamente.it

Per valorizzare l’eresia considerata come arché, come forza primordiale in eterna espansione, creatrice di ogni trasformazione, iscritta in ogni atomo di materia.

Search Search
2019 © Copyright - Ereticamente.it
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Youtube
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
This website uses cookies to improve your experience. We'll assume you're ok with this, but you can opt-out if you wish. Cookie settingsACCEPT
Privacy & Cookies Policy

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these cookies, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may have an effect on your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA