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Sars-Cov-2, la chimera creata in laboratorio

E’ uscito un anno e mezzo fa ma è stato censurato da tutti i media. E’ stata un’intervista al Prof. Joseph Tritto, segnalatami da un’amica, a mettermi sulle tracce di questo straordinario libro, “Cina Covid 19, la chimera che ha cambiato il mondo” che ho letto in tre giorni e che, non solo porta una montagna di prove riguardo l’origine artificiale di Sars-Cov-2, ma apre uno squarcio nell’omertà dilagante sul tema della manipolazione della vita in corso nei laboratori di mezzo mondo.
Una censura e un’omertà indotti anche dalla caccia alle streghe che, da un anno a questa parte, viene condotta dalle più alte istituzioni dei paesi cosiddetti democratici per impedire che narrazioni diverse, rispetto a quella dominante, emergano. Censura e omertà rafforzati dalla paura di essere etichettati come no-vax o complottisti ma che adesso trovano in questo libro date, pubblicazioni, nomi, cognomi, riferimenti, ricerche, che il professore Tritto, presidente del World Academy of Biomedical Technologies, sciorina con dovizia di particolari e con competenza ed esperienza incontestabili, per sollevare dubbi sulla natura non-artificiale del virus che ha bloccato e modificato profondamente il corso della storia umana. Quando lo avrete letto vi renderete conto che il 90% delle informazioni che avete ricevuto e continuate a ricevere su questa vicenda sono quisquilie in confronto a quelle che non avete ricevuto e continuate a non ricevere.
In sintesi, Sars-Cov-2, secondo le prove scientifiche e documentali portate da Tritto, sarebbe sfuggito (probabilmente accidentalmente) dal laboratorio di Wuhan, dalle mani della famosa dottoressa Shi Zheng-Li (scomparsa tra l’altro nel nulla) nel corso di esperimenti per la realizzazione di armi batteriologiche che, fin dai primi anni del 2000, si tengono regolarmente nei laboratori americani, cinesi e pakistani senza alcun controllo da parte della politica e dietro il finanziamento di organizzazioni pubbliche (prevalentemente apparati militari) e private. Oggi i virus stanno diventando la nuova frontiera della ricerca biotecnologica sull’uomo e sulla biosfera. “Il grande progresso tecnologico delle scienze informatiche, delle scienze biologiche – inclusa la genetica – e delle biotecnologie di sintesi – spiega il Prof. Tritto – permette di disegnare un quadro esaustivo del microbioma (le comunità di microorganismi che vivono in un habitat particolare ndr) terrestre e umano.” E ancora: “la convergenza e l’integrazione della biologia sintetica … con le nano e le pico tecnologie applicate alla medicina consentono ai ricercatori di studiare e approfondire l’interazione dei virus con il genoma umano e, nello stesso tempo, di generare in laboratorio bio-nano organismi in grado di interfacciarsi con le nanomacchine della micro e nano ingegneria“. E’ quello che, con molta probabilità, è accaduto a Wuhan, il cui famoso laboratorio è diventato in pochi anni “il carrefour degli interessi industriali e biotecnologici, nazionali ed internazionali, il centro di interessi finanziari e il campo di gara di una competizione scientifica senza pari per riuscire ad ottenere fondi di ricerca e risultati unici. L’istituto di virologia di Wuhan (oggi diretto dal generale maggiore dell’esercito popolare cinese, Chen Wei, esperta di armi biochimiche e bioterrorismo) è l’esperimento riuscito della strategia di fusione tra pubblico e privato, tra militare e civile, una realtà di grande interesse anche per le forze armate, che hanno iniziato a fare ingenti investimenti perseguendo priorità strategiche che cancellano ogni paradigma tradizionale in materia militare“. Mentre le istituzioni occidentali scaricano sui cittadini le loro responsabilità sulla pandemia, scopriamo che i novelli Frankestein orientali sono stati formati dai paesi occidentali (Stati Uniti in primis) per essere in grado di produrre in autonomia armi biologiche (BioWarfare) “programmate per causare un’ampia diffusione degli agenti patogeni ed un importante impatto sociale.” Sars-Cov-2 probabilmente è sfuggita al controllo ma le prossime?

Massimiliano Capalbo

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