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Storia di un talento e di un bene riconosciuti e valorizzati

Questa è la storia di un pianoforte abbandonato e di quello che è diventato il suo padre adottivo, che lo ha scoperto e se n’è preso cura fino a consentirgli di tornare a suonare. E’ la storia di un Yamaha C7, un piccolo gioiello del valore di circa 60 mila euro che giaceva dimenticato nelle sale del comune di Montepaone Lido prima e, dal 2010, dell’antico palazzo Pirrò, nel centro storico del paese, che è tornato a suonare venerdi 29 luglio, per merito di un giovane (25enne) e promettente pianista calabrese che risponde al nome di Davide Cerullo.
E’ una bella storia perché racconta del riconoscimento di un talento e di un bene locali da parte di un’amministrazione pubblica, evento più unico che raro nella nostra regione, dove per essere riconosciuti e considerati i giovani talenti devono prima emigrare diventare qualcuno e poi tornare per essere ipocritamente accolti e osannati e i beni essere raccontati da bocche straniere.
Davide, che studia musica dall’età di 5 anni, ha incontrato la scuola pianistica del M° Antonio Consales che lo fa approdare al Conservatorio “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza, dove consegue il diploma accademico in pianoforte di I livello nel 2020 e di II livello appena una settimana fa, entrambi con il massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore. Da giovanissimo ha partecipato a numerosi concorsi nazionali e internazionali aggiundicandosi sempre il primo posto.
Viene contattato, nell’ottobre del 2020, dal vicesindaco di Montepaone, l’avvocato Giuseppe Tuccio, che gli chiede consiglio per rimettere in sesto il pianoforte. Nel corso del sopralluogo si trova davanti uno strumento provato dal tempo e dall’abbandono, con i tasti e i pedali non funzionanti, le corde arrugginite, la cassa rigata. Nel corso dei lavori di ristrutturazione dell’antico palazzo Pirrò, oggi sede di uffici comunali, non aveva ricevuto le dovute attenzioni che meritava.
Scoprirà, successivamente, che il valore di questo pianoforte, non è dato solo dal costo di acquisto (effettuato negli anni ’90 dal comune e quindi dalla collettività), ma dal fatto che nell’estate del 1998 su questo pianoforte si è esibito, proprio a Montepaone, forse per l’ultima volta, uno dei più grandi pianisti del ‘900, Sergio Fiorentino, che morirà di li a poco, il 22 agosto del 1998.
Davide si mette in moto e coinvolge la sua rete di contatti professionali. Contatta Enzo Sansone, che da più di 20 anni in Calabria rappresenta un punto di riferimento nel campo dei pianoforti, che corre al capezzale del malato ed effettua la diagnosi: il paziente è mal ridotto ma può essere guarito.
Il comune decide di mettere in bilancio la spesa per il restauro e dopo l’approvazione del bilancio partono i lavori (prima dell’estate del 2021) sulla parte meccanica del pianoforte che si concluderanno poco prima di Natale. La seconda ondata di pandemia costringe il comune a rinviare qualsiasi evento pubblico e si arriva all’inizio del 2022 quando il vicesindaco richiama Davide per chiedergli di curare l’organizzazione di alcuni concerti e consentire al pianoforte di tornare a suonare con il patrocinio dell’amministrazione comunale. In collaborazione con l’Associazione “Ri-vivi-amo Montepaone” nella persona della presidente, Anna Migliano, Davide può finalmente rendere pubblica la locandina dei concerti che vedono oltre alla propria esibizione di apertura, avvenuta venerdi scorso in una sala gremita di pubblico, anche quella di altri due giovani artisti pluripremiati, Francesco De Chiara e Lorena Gaccione, che si esibiranno rispettivamente il 3 e l’11 agosto prossimi.
Questa è la storia di un pianoforte dimenticato che è tornato a diffondere le sue note nei vicoli del centro storico di Montepaone, grazie ad un lavoro di squadra che ha visto coinvolti tutti coloro che hanno deciso di farsi istituzione per il raggiungimento di questo obiettivo comune. Questa è la storia del riconoscimento e della valorizzazione di alcuni talenti locali, finalmente. Pensate se per ogni bene, persona, risorsa o luogo della nostra regione, che meritano attenzione, fossero prestate le stesse cure e venisse impiegato lo stesso spirito di collaborazione che emergono da questa storia. Pensate che piacevole melodia potrebbe diffondersi nella nostra vita. Ciascuno di noi può dare il proprio contributo a comporre un nuovo spartito, una nuova melodia, il più semplice, ad esempio, è quello di riempire la sala di Palazzo Pirrò anche il 3 e l’11 agosto prossimi.

Massimiliano Capalbo

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