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Una nuova fase costituente nel dopo pandemia

Il tentativo del governo di imbrigliare le manifestazioni del movimento anti green pass è miseramente fallito. Se fino a pochi mesi fa nelle piazze c’erano poche centinaia di persone ora è un fiume in piena. Tutte le città italiane, sabato e domenica scorsi, nonostante il divieto di fare cortei, nonostante la pioggia battente in tutto il centro nord, nonostante il silenzio dei media, hanno visto piazze stracolme di manifestanti.
Anche il sud, con Piazza Plebiscito a Napoli, stracolma di persone festanti. Non è il numero comunque la cosa di rilievo, più importante è constatare che queste manifestazioni sono la parte visibile di un movimento sotterraneo, profondo, e di lunga durata, che viene da prima della pandemia, è stato congelato dalla pandemia e ora sembra riprendere vita.
Basta esaminare modalità e protagonisti per rendersene conto: sono manifestazioni spontanee e senza caratterizzazione partitica, vi aderiscono sia i non vaccinati che i vaccinati, sia chi ha il gp sia chi non lo ha, a volte si svolgono in forma tradizionale con slogan e cartelli, a volte assumono la forma di feste collettive. Ci sono anche i meditanti che, in silenzio, come a Bologna, stanno seduti sul prato e sotto la pioggia a sviluppare quelle energie sottili che la nostra cultura non conosce, ma che sono pane per chi ha pratica di meditazione. Ci sono gli studenti, sono una minoranza, ma rompono il silenzio di una generazione e, quando parlano, sono saggi e pieni di cultura, danno spesso vita a lezioni all’aperto in alternativa a quelle chiuse all’università con il gp, è come un’università libera che non dà titoli, ma solo quell’accrescimento umano che ormai scuola e università, dominate da tutto ciò che è artificiale e virtuale, non sanno più dare.
Ci sono le donne che a Firenze hanno dato vita a una propria autonoma manifestazione, solo di donne, ed è stato bello vederle a decine di migliaia (qualcuno dice 50.000) con ombrelli colorati sotto la pioggia, hanno smesso di chiedere agli uomini un posto e han deciso di fare da sole. E’ una molteplicità di forme di vita che irrompe a contrastare il tentativo di ridurre all’uniformità gli esseri umani. La politica è uniformante, come la tecnica, la vita è multiforme e pratica la diversità. E’ come se avessero preso piede due società diverse, parallele, non si incontrano perché esprimono mondi vitali diversi, differenti antropologie umane. Il parallelismo è ancor più evidente nelle aggregazioni dei medici eretici che han dato vita a comitati per le cure domiciliari che non sono riconosciuti dal ministero e che pertanto guariscono con totale gratuità della prestazione. Alcuni di questi comitati si spingono anche a dare sostegno economico alle imprese in difficoltà (conosco ad esempio Contiamoci).
C’è chi pensa che il movimento green pass sfocerà nella formazione di un partito per le prossime elezioni, credo sia una visione miope. Anche se dovesse nascere, per iniziativa di qualche leader locale, non andrebbe oltre percentuali ridicole, perché la logica dei movimenti in atto non è più partitica. Alla manifestazione di Trieste, il magistrato Paolo Sceusa ha proposto di praticare un’astensione di massa alle prossime elezioni politiche. Già nella recenti amministrative i votanti non hanno superato la soglia del 50%, se si riducesse ulteriormente e drasticamente, ogni governo che ne risulterebbe perderebbe qualsiasi autorevolezza e allora, propone il magistrato, si potrebbe chiedere di fare una nuova Costituente per riscrivere la Costituzione. Nell’attuale carta solo la forma dello stato, repubblicana, non è modificabile, tutto il resto è modificabile, si tratta allora di puntare a un nuovo testo in cui siano resi inviolabili e immodificabili i diritti del cittadino e la dignità della persone umana, che sono stati pesantemente violati negli ultimi due anni. Il controllo della legittimità costituzionale degli atti di governo è ora in mano alla Corte Costituzionale la quale, per un terzo è di nomina partitica e per gli altri due terzi discende da ambiti che sono in qualche modo anche loro influenzati dalla partitica. Nel nuovo testo occorrerà prevedere norme di diffuso controllo sociale dei poteri che impediscano gli atti di arbitrio compiuti finora dall’esecutivo. La politica della pandemia è stata miope. Abusando della Costituzione l’ha posta in essere e suscitato il bisogno di una fase costituente nuova.

Giuliano Buselli

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