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Eretiche riflessioni

Chi crea trova

Il lavoro che non c’è sembra essere il tema del momento, o forse lo è sempre stato. Sta di fatto che come al solito, finiamo sempre per osservare il dito che indica la luna. Esistono due modi per ottenere un lavoro: trovandolo o creandolo. Ma per trovarlo c’è sempre bisogno che qualcuno lo crei.
Il primo modo, che potremmo definire “passivo” e che è tra i più praticati, è quello che ci fa ritenere che cercare un lavoro sia come andare a funghi. Dopo una passeggiata nel tal bosco, consigliato da qualcuno o dalla nostra personale esperienza, in cui si ritiene sia molto probabile che ce ne siano, si può ritornare a casa con un bel cesto di funghi pregiati o meno pregiati oppure a mani vuote. Dipende dalla stagione, dal clima, dalla nostra esperienza di cercatori e anche da un pò di fortuna. Se la località scelta non restituisce nulla di buono, ci si può sempre spostare da qualche altra parte e riprendere la ricerca. Mettersi in cerca di un lavoro non consente di fare tanto gli schizzinosi, si deve prendere ciò che viene, bisogna adattarsi, essere flessibili e disposti a cambiare zona se in quel bosco la ricerca è stata poco proficua.
La seconda modalità, che potremmo definire “proattiva” (una persona proattiva è quella che sa operare senza attendere che qualcosa accada e prende l’iniziativa per realizzare ciò che è giusto e necessario) è quella meno praticata, certamente più faticosa, ma che alla lunga consente di ottenere maggiori garanzie in termini di conservazione del posto di lavoro. E’ quella di crearselo il lavoro. Come? Puntando sui propri talenti e dotandosi di una buona dose di resilienza (capacità di impegnarsi per migliorarsi e superare gli ostacoli). D’altronde se non ci fosse chi crea il lavoro non ci sarebbe neanche chi lo cerca. La seconda modalità, infatti, permette alla prima di attuarsi.
Mentre in passato gli imprenditori erano pochi e le aziende molto grosse oggi la tendenza è quella inversa, molti imprenditori che gestiscono piccole aziende, addirittura si parla del popolo delle partite iva, perchè prima di essere imprenditori di un bene o di un servizio si è imprenditori di se stessi e delle proprie competenze. Bisogna cercare di essere indispensabili, ricercati, possibilmente unici per distinguersi dai concorrenti e diventare appetibili. Per fare questo occorre formazione continua, capacità di innovare, mente aperta, fiducia nelle proprie capacità ma soprattutto disponibilità a mettersi in discussione ogni giorno.
Non è vero che non esiste il lavoro in Italia, così come altrove. Il lavoro esiste ed esisterebbe se solo fossimo in grado di riconoscerlo. Spesso basta guardarsi intorno per scoprire centinaia di opportunità, spesso è la vocazione del territorio a suggerirci la soluzione, l’idea vincente. Altrettanto spesso sono le soluzioni ai problemi che possono trasformarsi in idee imprenditoriali, basti pensare ad esempio alle numerose occasioni di lavoro che si potrebbero creare per risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti.
Non è neanche una questione di risorse economiche (scusante che spesso viene tirata in ballo per giustificare l’incapacità di fare), non c’è bisogno di grandi cifre per far partire un’idea, le idee che hanno avuto maggior successo nella storia dell’imprenditoria sono nate con pochi spiccioli, spesso in un garage, con molti sacrifici e molto impegno. Le idee fallite, invece, altrettanto spesso dietro avevano quantità enormi di denaro (pubblico). C’è bisogno, semmai, di collaborazioni, di mettersi insieme per affrontare le sfide che da soli non possiamo vincere. Ma, soprattutto, c’è bisogno di guardarsi dentro perchè prima ancora di decidere che lavoro vogliamo fare dobbiamo decidere che persone vogliamo essere, solo allora scopriremo che trovare o creare un lavoro non è mai stato così facile.

Massimiliano Capalbo

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6 Febbraio 2012/3 Commenti
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https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/lavoro.jpg 317 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2012-02-06 16:34:342012-02-06 16:38:00Chi crea trova
3 commenti
  1. Stefano Caccavari
    Stefano Caccavari dice:
    6 Febbraio 2012 in 17:23

    Mi sto accorgendo che la pensiamo sempre quasi uguale!!! Sei un modello ora per me !! Dobbiamo fare due chiacchiere :)))

    Stefano

    Rispondi
  2. Vincenzo Bruno
    Vincenzo Bruno dice:
    6 Febbraio 2012 in 17:52

    Concordo in pienissimo! D'altronde se eravamo al raduno delle Imprese Eretiche qualcosa che ci accomuna c'era, no?

    Però (ebbene si c'è un però) si potrebbe sostituire l'ultima parla con "difficile", perchè ciò che è facile per alcuni può essere impossibile per altri e "decidere che persone vogliamo essere" non è affatto banale, anzi per la maggioranza delle persone è un problema che non passa nemmeno per l'anticamera del cervello per tutta la vita.

    Rispondi
  3. Nuccio
    Nuccio dice:
    6 Febbraio 2012 in 18:33

    Troppo spesso mi capita di incrociare giovani ragazzi che mi chiedono: che posso fare. Io rispondo: chi vuoi essere? Questo falso mito del lavoro (vedi su ereticamente: http://www.ereticamente.it/riscriviamo-larticolo-… ci ha fatto perdere di sintonia con ciò che c'è di più umano. Creare lavoro, inventare lavoro, tutte cazzate! Creiamo uomini, artisti, sognatori e non robottini dipendenti e non dal posto fisso o mutevole che sia! Forse un pittore vale di meno perché nn timbra un cartellino? Forse un poeta è meno uomo perché non è iscritto al collocamento? La libertà di impresa è intesa solo come libertà di azienda, non come libertà di espressione dell'uomo e dell'umanità ad egli insita, che si sviluppa nel confronto con l'altro, con se stesso e con la natura di cui è parte. Quando si parla di lavoro si mette la burocrazia davanti l'anima!!!

    Rispondi

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