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Eretiche riflessioni

Cletomania

Siamo tornati a Cleto, domenica scorsa, per partecipare al secondo incontro organizzato dal comitato “Difendiamo il Paesaggio, Cleto bene comune” e volto ad informare la cittadinanza, e chiunque tenga a cuore il suo bellissimo centro storico, del progetto che l’amministrazione comunale ha intenzione di realizzare: costruire una strada che consenta agli anziani di arrivare in cima al castello.
E’ proprio così, tra le motivazioni che vengono addotte c’è proprio questa, permettere agli anziani di raggiungere facilmente e in auto il castello. Inutile sottolineare come la consistenza di tali motivazioni sia paragonabile a quella della marmellata. Infatti dopo l’attenta, documentata e impeccabile ricostruzione che i ragazzi del comitato hanno presentato nel corso dell’incontro, i partecipanti hanno potuto apprendere le vere ragioni dell’intervento.
Hanno scoperto, infatti, che non è vero quello che aveva affermato il sindaco nel primo incontro, ovvero che questi soldi (circa 600 mila euro) fossero disponibili come le mele sugli alberi, e che bisognasse scegliere se raccoglierle o farle marcire ma, al contrario, che è stata l’Amministrazione comunale a richiederli appositamente per questo tipo di intervento, scelto tra tanti altri possibili come la realizzazione di: acquedotti, fognature, ambulatori, piazze, rete idrica, spazi pubblici etc.
Hanno scoperto, inoltre, che il progetto si divide in due stralci: il primo, un progetto definitivo-esecutivo, volto a migliorare la viabilità già esistente; il secondo, un preliminare, per la realizzazione di un percorso ad anello, la cui realizzazione non ha nulla a che vedere con il miglioramento della viabilità nè con la raggiungibilità del castello tanto agognata, che minerebbe la stabilità e l’estetica della meravigliosa rocca sulla quale si erge maestoso il castello e che caratterizza, rendendolo unico, questo borgo.
Ma, soprattutto, hanno scoperto che come tanti, troppi progetti in questa regione, è stato ideato senza una strategia, senza una logica, senza una visione, se non quella di portare a casa i soldi (la solita mania) e che rischia di rendere piatto, banale e già visto qualcosa che invece è unico ed irripetibile.
Cleto, come la maggior parte dei centri storici della Calabria è un bene comune da tutelare e valorizzare così com’è. Non ci vogliono grandi progetti per comprendere che occorre intervenire su due fronti: l’amministrazione comunale deve riqualificare le vie e l’arredo urbano del centro storico e renderlo visitabile e accessibile ai turisti; i giovani (e quindi i privati) devono creare imprese/attività turistiche in grado di fornire servizi (ristorazione, botteghe artigiane, eventi, guide, etc.) di qualità ai visitatori.
Il secondo fronte c’è, è composto da giovani cletesi qualificati, appassionati, veri, pronti a sfidare il giudizio degli altri, a superare il vittimismo imperante, a sfatare tanti luoghi comuni e tante falsità ma soprattutto a mettersi in gioco per dimostrare a tutta la Calabria che, se è possibile progettare il futuro di Cleto, forse sarà possibile progettare anche quello dell’intera regione. Cleto può essere un laboratorio per altri territori, il suo esempio potrà generare in altri centri calabresi quella che potremmo definire e coniare da subito come una nuova mania, una Cletomania.
C’è tanto ancora da scoprire qui come altrove, c’è tanto lavoro da creare, c’è tanta creatività che attende di esprimersi. Manca al momento il primo fronte, l’amministrazione comunale, che può e deve affiancare questi giovani in un percorso volto al miglioramento della qualità della vita di tutti i residenti.
La frase “non tutte le strade portano turisti” è stata citata a più riprese nel corso dell’incontro di domenica, per ribadire che ci sono altre azioni, altri progetti che possono e devono essere proposti per ripensare il futuro di questo bellissimo borgo, quasi a voler ribadire che forse per Cleto è arrivato il momento di imboccare una volta per tutte quella giusta.
Per aiutare i giovani di Cleto in questo intento e l’Amministrazione comunale a comprenderne le ragioni, vi invitiamo ad inviare un’e-mail al sindaco per suggerirgli di mettersi in ascolto, un messaggio in cui si chiede di poter visitare per l’ultima volta il borgo di Cleto (a breve organizzeremo una gita molto particolare) un messaggio che recita più o meno così:

Pregiatissimo Sig. Sindaco,

ho saputo che è ferma intenzione Sua, e dell’Amministrazione da Lei rappresentata, procedere all’avvio dei lavori per la costruzione di una strada ad anello (progetto preliminare) che consentirà di raggiungere, in auto, il centro storico di Cleto. Le scrivo perchè fortemente preoccupato per tale progetto e per esternarLe i miei sentimenti in merito. Ritengo che tale opera non sia necessaria, perché deturperebbe il paesaggio e cambierebbe irreparabilmente il volto di uno dei borghi più belli dell’intera regione. Rimpiango sin d’ora la sensazione di pace e di benessere che si avverte passeggiando per le viuzze del borgo, senza auto, una sensazione quasi mistica.
Quanta cultura e quanta arte andranno sprecate, quante occasioni di lavoro sostenibile perse e quante risorse storiche, turistiche e ambientali non potranno più essere valorizzate come meritano. Per tale motivo, Le chiedo se sia ancora possibile visitare il centro storico di Cleto, così com’è oggi, per imprimere nella mente, per l’ultima volta, la bellezza incontaminata di un bene comune che appartiene alla collettività e dunque a tutti noi e che, in seguito alla realizzazione dell’opera, rischierebbe di non esserci più.
In attesa di un Suo cortese riscontro porgo cordiali saluti.

Ereticamente
Massimiliano e Nuccio

Commenti

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19 Aprile 2012/4 Commenti
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https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/cleto.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2012-04-19 14:55:042012-04-19 14:59:39Cletomania
4 commenti
  1. Gloria
    Gloria dice:
    19 Aprile 2012 in 15:25

    Ma in genere i centri storici li chiudono alle auto, in tutta Europa e in tutta Italia e da molti decenni!!!

    Rispondi
  2. Francesco Saccomanno
    Francesco Saccomanno dice:
    21 Aprile 2012 in 09:54

    Ottimo! Condivido tutto.

    Rispondi
  3. Corrado Nicastro
    Corrado Nicastro dice:
    23 Aprile 2012 in 03:50

    Un anello stradale per raggiungere il castello?
    Un paesaggio straordinario che mi viene in mente e guardare il paesaggio di Cleto da dove è adesso il municipio. Stupendo.
    Coprire questo con un anello stradale è pazzesco e innaturale. Non si può considerare un alternative che migliori l'accesso al castello? Forse un rinnovo sulle strade esistenti sarebbe una soluzione migliore che non cambiarebbe tanto l'aspetto naturale del nostro (dopo tanti anni lo sento ancora mio).
    slutissimi
    Corrado Nicastro

    Rispondi

Trackbacks & Pingbacks

  1. Ereticamente » Una forza della natura ha detto:
    21 Marzo 2014 alle 09:47

    […] se questo nuovo metodo di dialogo tra gli attori che agiscono sul territorio è possibile. Ha già funzionato a Cleto, dove l’amministrazione comunale aveva in progetto di costruire una strada per raggiungere il […]

    Rispondi

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