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Eretiche riflessioni, Turismo

Questione di paraculaggine

Qualche giorno fa sono stato a Parma, per lavoro, ed ho dormito per 2 notti in un B&B in pieno centro storico, a due passi dal Battistero, che mi è stato prenotato dagli organizzatori dell’incontro. Se quello che sto per raccontarvi fosse successo al Sud e il malcapitato fosse stato un turista o un imprenditore del Nord sarebbe già uscito qualche articolo sui giornali per avallare lo stereotipo che al Sud “non sappiamo fare turismo”, e invece…
Il B&B in questione è ricavato in una vecchia (più che antica) casa del centro storico. Vengo sistemato in una stanza che fa parte di un appartamento composto anche da un soggiornino e un cucinino. Mi accoglie la madre della proprietaria che, gentilissima, al telefono si scusa perchè non potrà essere presente al mio arrivo, il marito è ricoverato in ospedale per degli accertamenti e mi chiede a che ora voglio fare colazione la mattina dopo, restiamo d’accordo per le nove. La stanza è un pò lugubre, una tenda scura alla finestra, arredata con i mobili che non sapresti altrimenti dove mettere, con il copriletto macchiato e per nulla accogliente. Ma il pezzo forte è il bagno, vecchio e rattoppato, con una vasca di almeno 20 anni fa che non dispone neanche di un gancio alla parete per il soffione della doccia e con una finestrella che affaccia su una specie di inghiottitoio interno all’abitazione dal quale sale su un piacevole olezzo di fogna e dove dei piccioni (che sentivo tubare) hanno ricavato il proprio nido. Chiedo se nell’appartamento ci sono solo io e mi viene risposto di si, mi vengono consegnate le chiavi, mi sistemo ed esco per cenare.
E’ una splendida serata primaverile, fa caldo, sono le 21.00 circa e vago per il bellissimo centro storico deserto (sembra esserci il coprifuoco) alla ricerca di un ristorante dove cenare e scopro che quelli nei dintorni del B&B sono tutti chiusi (almeno 3) e che il quarto, l’unico aperto, è forse il più caro di Parma, sta proprio a due passi dal Battistero ed è per buona parte occupato da stranieri. Per fortuna non ho molta fame perchè il conto è di 23 euro per una fetta di cosciotto di agnello con due patate di contorno, una bottiglia d’acqua e un bicchiere di vino.
Rientro nel B&B e, convinto di avere l’appartamento tutto per me, mi metto a dormire lasciando la porta della stanza aperta.
Alle 7.30 mi sveglia il rumore della serratura della porta dell’appartamento che si apre, una persona entra e la sento arrivare fino alla porta della mia camera che, essendo aperta e affacciando sul soggiornino, viene richiusa. Sento rumori di stoviglie e ogni tanto una tosse catarrotica e comprendo che chi è entrato nell’appartamento sta per preparare la colazione e che quel soggiornino è lo spazio comune per la colazione, non il mio appartamento privato. Inutile tentare di riaddormentarsi, dopo un pò arriva un’altra ospite del B&B per fare colazione e iniziano a conversare.
Alle nove sono pronto per la colazione, la signora si scusa nuovamente per non essersi fatta trovare all’arrivo e per non avere potuto preparare la colazione come avrebbe voluto, perchè lei fa dei biscotti biologici al Kamut ed altre genuinità simili, ma è molto preoccupata per la salute del marito. Il tempo per la ricevuta fiscale invece l’ha trovato e me la consegna in anticipo (sono 120,00 euro, 60 euro a notte). Pago e bevo il mio thè. Mi raccomanda di applicare una marca da bollo da 1 euro e dispari alla ricevuta, perchè per importi superiori ad una certa cifra è obbligatoria, scusandosi per non averla applicata lei perchè purtroppo le ha terminate. Dopo un pò le viene uno scrupolo e mi promette che sarà lei a comprare la marca e che il giorno dopo me la farà trovare a colazione.
Il giorno dopo la signora è più tranquilla, gli accertamenti fatti dal marito hanno scongiurato malattie preoccupanti, ha potuto preparare i suoi dolci (4 grossi biscotti) sono li in un piatto davanti a me e me li presenta (raccontandomi come li prepara e gli ingredienti che utilizza) come se fossero una rarità, dei pezzi unici. Bevo il mio thè, evitando accuratamente i biscotti, saluto e ringrazio.
Chi mi conosce sa che non sono un tipo schizzinoso, che sa adattarsi, ho dormito e dormo in rifugi, in tenda, in ostelli senza problemi, il problema nasce quando a fronte di un servizio mi viene richiesto un pagamento che non corrisponde alla qualità del servizio fornito, qualunque esso sia.
Dopo questa ennesima esperienza sono sempre più convinto che se gli operatori del Sud avessero la stessa paraculaggine, la stessa gentilezza di facciata di quelli del Nord non ce ne sarebbe per nessuno, perchè le nostre strutture ricettive di medio livello sono nettamente superiori in termini di qualità ma soprattutto più competitive in termini di prezzo. Anzi, credo che molte strutture si sottovalutino a causa del complesso di inferiorità che si portano dietro da tempo, perchè lo stereotipo è duro a morire.
Mentre sono sul treno che mi riporta a Bologna, per raggiungere l’aeroporto, mi squilla il telefono. E’ la signora del B&B. Mi dice che è mortificata per aver dimenticato di consegnarmi la marca da bollo la mattina a colazione: “l’avevo comprata ma ho dimenticato di dargliela, lei è già partito?“

Massimiliano Capalbo

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3 Maggio 2014/2 Commenti
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https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/20140429_202551.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2014-05-03 09:19:292015-04-02 21:07:46Questione di paraculaggine
2 commenti
  1. Luigi Trippa
    Luigi Trippa dice:
    5 Maggio 2014 in 13:35

    Caro Massimiliano,
    non esiste un Nord e non esiste un Sud. Ti aggiungo una notizia: non esiste neppure un’Est ed un’Ovest. Esistono luoghi e persone, luoghi deserti ed accoglienti e luoghi deserti e mono accoglienti (come la sera e di notte accade a Parma in certe zone), persone accoglienti e persone apparentemente accoglienti (come sembra tu abbia trovato in questa occasione). Esistono tempi (come quello attuale) nei quali trovare sincerità (anche nella vendita) è sinonimo di “coglionaggine” e paraculaggine è sinonimo di “doti imprenditoriali interessanti”. A Parma lo sanno. Dopo Parmalat si sono ritrovato in una cittadina svuotata dai lustrini della “Milano da bere” dove è apparso a tutti evidente che il tuo amico paesano ti aveva rifilato una solenne fregatura. Che tutto quello che credevi oggi è privo di punti di riferimento. Rimangono una vasca da bagno degli anni ’80, un rubinetto che perde, una marca da bollo da quasi 3.000 lire e rumori furtivi nella stanza a fianco. Mettiamo le sbarre al cervello Massimiliano… il nemico è dentro di noi.

    Rispondi
  2. Massimiliano
    Massimiliano dice:
    6 Maggio 2014 in 07:06

    Caro Luigi concordo con te. Ho utilizzato le etichette Nord-Sud perchè lo stereotipo si basa sulle etichette e per far comprendere proprio quello che dici tu, siamo molti più simili di quanto fino ad oggi ci hanno fatto credere o raccontato.

    Rispondi

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