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Comunicazione, Eretiche riflessioni

La notizia senza il giornalista

Quando, nel ’92, decisi di frequentare il corso di laurea in Scienze della Comunicazione, volevo fare il giornalista. Nonostante fossi rimasto affascinato per un periodo, come un pò tutti all’epoca, dall’informatica ed avessi conseguito il diploma di Perito Tecnico Industriale avevo sempre conservato la passione per la lettura e le materie umanistiche.
In quegli anni ero abbonato ad un settimanale di inchiesta indipendente, che si chiamava Avvenimenti, edito dalla Libera Informazione Editrice S.p.A. Quel giornale mi affascinava a tal punto che decisi di diventare anche azionista di quella impresa editoriale, acquistando la mia piccolissima quota (si trattava di azionariato popolare), un esperimento molto ben riuscito che durò una decina d’anni.
Leggendo quella rivista imparai molto di quel mestiere, forse più che frequentando l’università che, invece, si rivelò decisiva nel farmi cambiare idea circa la mie iniziali intenzioni. In particolare, fu un’esperienza di stage presso la redazione de “Il Mattino” di Salerno, al termine della quale compresi che il livello di preparazione raggiunto all’Università non sarebbe stato né apprezzato né valorizzato all’interno di quegli ambienti, a farmi cambiare idea, visto che il criterio meritocratico non era il faro che guidava le strategie editoriali di quello come di altri giornali locali in quel periodo.
La conferma di ciò la ebbi un pò di tempo dopo, quando alcuni miei colleghi che scelsero quella strada e che oggi lavorano in Rai o a Mediaset, mi raccontarono quanto fosse “apprezzato” il loro lavoro e soprattutto la precarietà dei loro contratti che dura tutt’oggi.
Mi resi conto che il mondo stava cambiando, che i nuovi media consentivano di diventare emittenti o editori dei propri contenuti e dunque compresi che avrei potuto, comunque, coltivare la mia passione autonomamente, come faccio oggi attraverso Ereticamente o pubblicando i miei libri col “print on demand”.
Mentre in quegli anni Berlusconi iniziava la sua ascesa politica e mediatica, nelle redazioni iniziava il lento e inesorabile declino del giornalismo italiano. Mentre all’università ci veniva raccontato che il giornalista era il cane da guardia della democrazia, nel mondo reale diventava sempre di più il cane da compagnia del politico di turno.
Questa generazione di giornalisti risulta, oggi, incapace di leggere gli avvenimenti perchè ha vissuto in questi ultimi vent’anni al riparo dalla realtà, nel chiuso delle proprie redazioni, al seguito dei rispettivi schieramenti politici combattendo una guerra fredda di cui oggi osserviamo le macerie. Siamo certamente ad una svolta nei rapporti tra Stato e cittadini ma siamo vicini anche ad una svolta tra media e cittadini. Così come i partiti fino a poco tempo fa hanno rappresentato l’interfaccia tra i cittadini e le istituzioni, i media hanno rappresentato l’interfaccia tra i cittadini e le notizie.
Ma nell’era di Internet, il medium diventa sempre più personale, se il giornalista non è più un interprete perchè non sa più interpretare la realtà, il medium resta appunto solo un mezzo attraverso il quale leggere direttamente la realtà, gli accadimenti, senza bisogno dell’intermediazione del giornalista, che spesso distorce la realtà. L’esistenza del giornalista potrebbe continuare ad avere un senso solo a due condizioni: 1) se quest’ultimo fosse in grado di prevedere gli accadimenti, avvisando per tempo i cittadini, ma per farlo dovrebbe essere libero da “legami” politici ed economici, lavorare per onore della verità con umiltà e serietà, senza protagonismi; 2) se fosse capace di dare, degli stessi eventi, una lettura più approfondita. Due capacità che, purtroppo, oggi non sembrano appartenere alla maggior parte dei giornalisti italiani.

Massimiliano Capalbo

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8 Marzo 2013/1 Commento
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https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/youreporter.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2013-03-08 16:00:042015-11-14 18:24:55La notizia senza il giornalista
1 commento
  1. Umberto Santucci
    Umberto Santucci dice:
    8 Marzo 2013 in 16:51

    Oggi ho comprato un nuovo telefono, un Sony Xperia che oltre alle funzioni voce e internet ha una fotocamera da 12 Mpx e una telecamera hd 16:9. Con un apparecchio del genere, ognuno è in grado di fare un reportage e pubblicarlo in tempo reale. CHe cosa può fare un giornalista di più e di diverso? Collegare notizie per far emergere strutture singificanti: il vicino col lontano, il presente col passato, la causa con l’effetto, e così via.

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