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Eretiche riflessioni, Società

Generazioni e degenerazioni

giovaniIl 2012, tra le sue non sempre rassicuranti novità, ci ha regalato un nuovo slang, rottamare. E’ stato utilizzato da Matteo Renzi per alludere a politici  deposti dai fallimenti, prima ancora che dall’anagrafe. A me, per la verità, ha fatto pensare ad altro: a chi, soprattutto  negli ultimi anni, ha tradito, rottamato appunto, le generazioni ed ha fatto salve le degenerazioni.
Sono anni che i giovani sono considerati un peso, un fastidio quasi, per il Paese. Tutto è stato ordito contro di loro: l’allontanamento dell’età pensionabile, la blindatura delle pensioni d’oro, il costo del lavoro, la legittimazione di caste parassitarie, la valanga, di risorse sottratte al bene comune, l’invisibile infusione di miliardi di euro per banche e banchieri, il compat act – cioè l’accordo di rientro dall’indebitamento globale – che verrà pagato dai soliti ignoti.
E così, mentre i tributi crescono, l’IMU svuota contribuenti già vuoti, gli asili chiudono, gli ospedali ed i posti letto spariscono, i servizi si dileguano, le scuole si miniaturizzano, i Comuni scivolano verso l’abisso, le mense sociali si affollano, assistiamo impotenti al decadimento della prima risorsa di un paese: la gioventù. Calano i figli, cala la popolazione attiva, declina la creatività, si infittiscono gli anziani, le case si accalcano di ragazzi inoccupati o disoccupati che non sanno dove andare e cosa fare, crescono i silenzi, la malinconia, la paura.
E mentre questo accade, gli autori dell’ecatombe non trovano di meglio che riproporsi, lanciando proclami, occupando giornali, televisioni, lo spazio ed il tempo disponibili. E lo fanno con fastidioso senso di impunità, come se la negazione del merito, delle libertà, lo scempio di conoscenze e saperi sia cosa loro estranea, come se sotto il balcone da cui cinguettano non ci sia un popolo vivo, ma una platea di essenze assenti.
E tuttavia, c’è un punto di non ritorno in tutto questo. La storia, anche quando prona ai  totalitarismi, ha sempre rispettato  un elemento vitale: il patto tra le generazioni. E’ questo ad averci assicurato il futuro, nonostante le pestilenze, le guerre, le violenze. Ebbene, si è fatto strame anche di questo. Hanno cancellato il patto generazionale e, con esso, la libertà di esistere della nuova generazione. Hanno generato una sorta di neo-nihilismo, questa volta non gemmato dal pensiero, ma da un diffuso senso di  smarrimento e resa.
L’Italia, se continuerà così, fra qualche decennio non esisterà più, non come l’abbiamo conosciuta, ereditata, amata. Esisterà come entità morfologica, ma sfiorirà come entità identitaria.  Sarà un luogo dove le memorie di Leonardo, Tiziano, Raffaello, Botticelli, Canova, Marinetti, D’Annunzio, De Chirico, Manzoni, Dante, Vico, Lorenzo, Boccioni, Albino sfumeranno, mentre arderà un deserto, pieno di domande, povero di risposte. Non è uno scenario da apocalisse. L’apocalisse è già qui. Basta imbucarsi in uno dei mille paesi calabresi, per cogliervi il silenzio impotente che vi abita e quello livido dei pochi giovani che attendono. E’ bastata una generazione per  inchiodare la realtà. Ne basterà un’altra, se la rotta non invertirà, per inchiodare quel che resta.  In democrazia c’è solo un modo per cambiare: scegliere. Scegliere, nel nostro caso, di rottamare  le degenerazioni e mettere avanti a tutto le generazioni. Restituiamo al bene comune, ai giovani, quel che spetta.  E dimostriamo che il senso di un popolo consiste nel darsi pensiero dei suoi gioielli, i giovani appunto  ed i meritevoli,  qualunque ne  sia l’orientamento, la provenienza, il limite.

Domenico Sorace

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25 Gennaio 2013/0 Commenti
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https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/giovani.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2013-01-25 15:38:302013-01-25 15:40:10Generazioni e degenerazioni
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