Italia: la mediocrità al potere
C’è sempre stata la tendenza in Italia a scegliere la mediocrità, a ripiegare sul meno peggio, ad accontentarsi, in tutti gli ambiti della vita sociale. Non perchè i migliori non ci siano o non siano disponibili ma perchè a sceglierli dovrebbero pensarci i mediocri che sono in maggioranza e occupano posti di potere.
E’ nelle cose. Una comunità di mediocri non può essere governata dai migliori per la stessa ragione per cui una comunità di ladri non può essere governata da un onesto.
Eleggere il migliore significherebbe mettere in cattiva luce i peggiori e offuscare le ambizioni di potere dei mediocri. Significherebbe dare la misura, semmai ce ne fosse ancora bisogno, dello scarto che c’è tra il meglio e il peggio.
Un atteggiamento, questo, sempre più diffuso negli ambienti istituzionali, luoghi che dovrebbero servire a stimolare il cambiamento e dove, invece, si sceglie sistematicamente e consapevolmente di abdicare a questo compito. Sindaci, assessori, presidenti, direttori agiscono quotidianamente facendo molta attenzione a non pestare i piedi a nessuno (anche perché essendo stati collocati li appositamente per fare gli interessi di questo o quel potente non hanno grande autonomia d’azione) e a non fare emergere nessuno in particolare. Manifestazioni, eventi, progetti, iniziative vengono realizzate stando attenti a non scontentare e a non sollecitare gli umori di nessuno, soprattutto di quelli che non amano muoversi e che non vedono con favore quelli che invece optano per l’azione. Questo atteggiamento penalizza e scoraggia notevolmente chi è mosso da maggiore spirito d’iniziativa e da chi agisce con spirito libero.
Chi si rende protagonista di un’iniziativa meritoria non solo non viene portato ad esempio per stimolare negli altri lo spirito di emulazione ma viene occultato, quando non denigrato o ostacolato per aver osato. Tutto viene appiattito per non alterare lo status quo, per non creare squilibri e malumori e mantenere nello stato di coma vegetativo le comunità che si presume, in questo modo, di governare.
Ma mentre, fino a ieri, il livello della mediocrità si era fermato ai piano bassi, non aveva osato salire di livello, oggi il virus della mediocrità ha superato la soglia di sbarramento, il limite della decenza e ha raggiunto la Presidenza della Repubblica, ultimo baluardo istituzionale a difesa delle nostre comunità.
Persino le nostre aspirazioni (?) velleità (?) di essere rappresentati, in quanto nazione, da una personalità in cui specchiarsi e riconoscersi con orgoglio vengono tradite, deluse, uccise a favore della mediocrità, del compromesso e degli interessi di parte.
Massimiliano Capalbo


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