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Ambiente, Calabria, Eretiche riflessioni

La farsa del biologico

Mettiamo in scena da tempo un’ipocrita sceneggiata noi italiani, raccontando al mondo intero che i nostri cibi sono di qualità e biologici quando la verità purtroppo è un’altra. L’avidità di denaro e la tendenza all’industrializzazione dei prodotti sta uccidendo le nostre tipicità, le uniche armi che abbiamo a disposizione per competere col resto del mondo.
Il biologico non esiste più, è una farsa. Per una semplice ragione, le fonti di inquinamento sono ormai troppe e molto diffuse e i sistemi di produzione tendono sempre più all’industrializzazione.
Solo per restare in Calabria, dall’inquinamento marino (penso ai depuratori che non funzionano o ancora peggio alle navi dei veleni affondate al pari delle inchieste avviate sul loro conto) a quello dei terreni (penso per esempio alla realizzazione di industrie chimiche come la Pertusola di Crotone i cui veleni sono stati sversati sul territorio e addirittura occultati nel cemento utilizzato per costruire delle scuole), da quello dei bacini idrici (penso all’inchiesta in corso sulla diga dell’Alaco nelle Serre Calabresi) a quello dell’aria (penso a tutte le centrali turbogas realizzate fin qui e all’imminente realizzazione di un rigassificatore a Gioia Tauro e di una centrale a carbone a Saline Joniche), dagli elettrodotti (Terna ne vuole realizzare uno che taglierebbe in due la Presila Catanzarese) alle pale eoliche (spesso in odor di n’drangheta) alle trivellazioni nell’Alto Jonio Cosentino, niente viene risparmiato.
L’inquinamento è nell’aria, le nanoparticelle prodotte da impianti a combustione sono eterne e sottili, una volta prodotte non svaniscono ma semplicemente si spostano spinte dai venti e viaggiano anche per migliaia di chilometri e si depositano sulla frutta e la verdura che mangiamo. Fa semplicemente sorridere, quindi, ascoltare dichiarazioni di genuinità da parte di produttori che essendo distanti dalle fonti di inquinamento ritengono i propri prodotti al sicuro o dichiarazioni di ministri che, alla stregua di maghi, parlano di operazioni di bonifica.
L’inquinamento è nelle acque, nelle falde, e alla fine viene trascinato nel mare che è ormai diventato la cloaca della nostra “civiltà”. “Analizzate come una società usa la sua terra e arriverete a conclusioni piuttosto attendibili sul suo futuro” scriveva Ernst Schumacher uno dei più grandi economisti del ‘900.
Il paradosso è che ciò che un tempo avevamo gratis e scontato (il cibo genuino) oggi sta diventando molto costoso, nonostante nessuno sia in grado di garantirlo come tale. Questo è il risultato geniale delle politiche economiche del ‘900.
La tendenza al gigantismo, la rincorsa alle economie di scala, all’industrializzazione dei prodotti, ha generato i disastri che oggi registriamo. All’aumentare della distanza tra il prodotto ed il produttore (che quasi sempre coincide con l’aumento delle quantità) corrisponde una diminuzione della genuinità e della qualità del prodotto stesso. E’ inevitabile. E’ sempre Schumacher a metterci in guardia: “nel nostro tempo il maggior pericolo per la civiltà nel suo complesso, deriva dalla determinazione con cui l’uomo di città applica all’agricoltura i principi dell’industria.”
E’ necessario ritornare a coltivare la terra prima che sia troppo tardi, nel senso soprattutto morale di attendere con premura, di prendersi cura, rispettarla, venerarla e abitarla. Ma soprattutto di ritrovare una ragione d’essere insieme con la natura altrimenti “quando lo spazio spirituale disponibile non è riempito da qualche superiore motivazione, allora sarà necessariamente riempito da qualcosa di inferiore: dal piccolo, dal volgare, calcolato atteggiamento verso la vita che viene razionalizzato nel calcolo economico.“

Massimiliano Capalbo

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21 Giugno 2013/1 Commento
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https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/biologico.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2013-06-21 10:51:222015-04-13 16:06:29La farsa del biologico
1 commento
  1. Massimo Andreuccioli
    Massimo Andreuccioli dice:
    26 Agosto 2013 in 07:28

    Grande! Sono d’accordo con te. Si deve ritornare in capagna, si deve strappare la terra dalle mani delle agro corporazioni.

    Rispondi

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