Ereticamente.it
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Youtube
  • Essere eretici
  • Eretiche Riflessioni
    • Ambiente
    • Calabria
    • Comunicazione
    • Economia
    • Hacking
    • Politica
    • Società
    • Tecnologia
    • Turismo
  • Eretiche incursioni
  • Eretica TV
  • Scuola Eretica dell’Essere
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu
Eretiche riflessioni, Società, Turismo

Turisti o viaggiatori?

Per la maggior parte degli italiani le ferie sono terminate, si rientra al lavoro ed è subito allarme “stress da rientro”. In tv e sui giornali le interviste a psicologi e sociologi, sull’argomento, non si contano. Il fenomeno non è un’invenzione dei media, è reale, lo si percepisce facilmente entrando negli uffici o nei centri commerciali e interagendo con gli addetti, l’espressione del viso è eloquente, ci troviamo di fronte a dei soggetti depressi che hanno scelto di vivere da turisti e non da viaggiatori.
Cominciamo coll’intenderci sulle definizioni. C’è una sostanziale differenza, infatti, tra il turista ed il viaggiatore. Mentre il viaggiatore è sempre esistito, (la storia dell’uomo è una storia di spostamenti), il turista è nato con l’avvento della modernità, quando la disponibilità economica ed il modello di società, soprattutto occidentale, guidato dall’etica protestante del lavoro (in una sola parola il capitalismo), hanno creato la cosiddetta vacanza (dal latino vacans participio presente di vacare essere vacuo, sgombro, libero, senza occupazioni) per definire la condizione di non-lavoro, considerata dai più come un’occasione per sottrarsi alla routine quotidiana. La vacanza difatti è l’inverso del lavoro, una rottura della quotidianità, un’occasione per uscire dal rituale e sperimentare altro. Quello del turista è dunque un ruolo a tempo che dura il tempo della vacanza, non è egli stesso a determinarne la durata e il momento in cui abbandonarsi all’ozio ma il datore di lavoro, l’azienda, l’ufficio, l’ente per cui lavora.
Essere viaggiatore, invece, è una condizione dell’anima, una predisposizione nei confronti della vita non limitata al tempo delle ferie. Si può essere viaggiatori nel quotidiano, nella propria città, e turisti altrove. Non è neanche, quindi, un problema di luoghi.
C’è chi sceglie di vivere da turista, a tempo, separando rigidamente luoghi, tempo, spazio e occasioni. Per questi soggetti Ferragosto e Natale sono come i pit stop per le auto che gareggiano in un circuito automobilistico, le uniche due occasioni che hanno per fermarsi ai box e fare rifornimento, per poi reinserirsi nel flusso ininterrotto delle auto in corsa. Il panorama che si offre agli occhi del turista è piatto, monotono, schematico, predefinito. Tutto ciò ha un vantaggio, minori responsabilità e minori rischi. Chi sceglie di essere turista sceglie di entrare nel circuito controllato e sicuro della gara, dove tutto o quasi è previsto, dove si paga per partecipare, l’unico pericolo potrebbe venire dalla perdita di controllo del mezzo a causa della sempre maggiore velocità con cui si circola. In realtà il turista non parte mai veramente ma nonostante ciò è sempre un pò spaesato, è sempre inutilmente alla ricerca di sé stesso perché non riesce ad evolversi, ad emanciparsi.
Chi sceglie di vivere da viaggiatore, invece, lo fa ad un ritmo più lento, scegliendo le occasioni, i luoghi e i tempi. Si sposta liberamente, ma a proprio rischio e pericolo. La strada non è sempre asfaltata, anzi spesso è uno sterrato e non si sa esattamente dove porti. E’ facile che lungo il suo cammino il viaggiatore si imbatta nella bellezza e nel fascino dell’imprevisto. Egli si assume il rischio e la responsabilità del proprio viaggio, abbandona le comodità, si accontenta di ciò che il destino gli offrirà, è affascinato dalla possibilità di stupirsi.
I turisti sono perennemente insoddisfatti, sempre affamati, costantemente alla ricerca di ulteriori occasioni per evadere dal quotidiano, dal solco già tracciato da qualcun altro. Anzi, l’esperienza di viaggio gli permette di comprendere la distanza che passa tra la vita che vivono e quella che potrebbero ma non possono vivere perché gli manca il coraggio e tutto ciò non fa che aumentare il sentimento di frustrazione che provano. Il viaggiatore, invece, è in perenne movimento, per lui la vita è sinonimo di movimento, nulla è per sempre, il mondo che lo circonda è sempre in continua evoluzione, sempre nuovo. Questo continuo movimento impedisce alle idee di stagnare, alla membra di adagiarsi se non per il tempo necessario e prepararsi per un altro viaggio, alla depressione di prendere il sopravvento.
Così come organizziamo le nostre vacanze organizziamo il nostro modello di vita, le due cose si assomigliano sempre di più. Si tratta di scegliere cosa essere: turisti o viaggiatori?

Massimiliano Capalbo

Commenti

Lascia un commento

4 Settembre 2010/1 Commento
Condividi questo articolo
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su X
  • Condividi su WhatsApp
  • Condividi su Pinterest
  • Condividi su LinkedIn
  • Condividi su Tumblr
  • Condividi su Vk
  • Condividi su Reddit
  • Condividi attraverso Mail
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/viaggiatore.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2010-09-04 09:19:232015-11-02 12:14:40Turisti o viaggiatori?
1 commento
  1. Nu
    Nu dice:
    4 Settembre 2010 in 14:05

    Ho letto da qualche parte che il viaggio è nelgli occhi di chi si sposta, o qualcosa del genere. In effetti non è il luogo a fare il viaggiatore, ma l'attitudine. Non condivido l'invito finale, la sceltra tra l'uno e l'altro polo. Per una ragione di ordine generale. La persona non può essere segmentata in definizioni precise: turista/viaggiatore. La dicotomia potrebbe non riuscire a rappresentare lo spirito di una persona, se non in un momento preciso o secondo una precisa inclinazione di spirito. Probabilmente, tale inclinazione può essere riscontrata anche al di là del viaggio, dello spostamento. Anche star fermi implica la disponibilità della persona a vivere ciò che gli sta attorno, oppure lasciarsi scorrere tutto via senza troppo soffermarsi. In questo contesto, cogli bene due grandi categorie dello spirito.

    Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Visita il Giardino Epicureo

L’autore:

Massimiliano Capalbo

www.massimilianocapalbo.it

Agisco nel mio piccolo mondo, cercando di gettare ponti attraverso legami deboli.

News

  • Il Giardino Epicureo
    Il primo giardino sensoriale e terapeutico basato sulla filosofia epicurea in Italia.
Ereticamente
Gruppo Pubblico · 1973 membri
Iscriviti al gruppo
Oggi può considerarsi eretico chi sfida lo status quo. E’ eretico chi non crede, chi non riesce ad accettare ciò che viene spacciato come dogma o verità assoluta.

Newsletter – Resta sintonizzato

Perchè Ereticamente.it

Per valorizzare l’eresia considerata come arché, come forza primordiale in eterna espansione, creatrice di ogni trasformazione, iscritta in ogni atomo di materia.

Search Search
2019 © Copyright - Ereticamente.it
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Youtube
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
This website uses cookies to improve your experience. We'll assume you're ok with this, but you can opt-out if you wish. Cookie settingsACCEPT
Privacy & Cookies Policy

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these cookies, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may have an effect on your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA