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Comunicazione, Eretiche riflessioni

Costruttori di notizie

gruUn tempo i media si limitavano a riportare le notizie, il bravo giornalista veniva inviato sul posto inizialmente col taccuino poi col microfono in mano, osservava i fatti (spesso a rischio della propria vita o del proprio posto di lavoro) e trascriveva o filmava ciò che accadeva dal proprio punto di osservazione. Oggi non è più così, i media non riportano più le notizie ma sempre più le fabbricano.
La diffusione sempre più capillare di videocamere, smartphone ed altre diavolerie simili ha trasformato ciascun cittadino in un reporter spesso improvvisato, basti pensare al successo di siti web come YouReporter. Non è più necessario, dunque, inviare il giornalista per catturare la notizia perchè è la notizia che arriva già confezionata nelle redazione di tv, giornali e radio senza il minimo sforzo da parte loro che devono solo limitarsi a “controllarla”, filtrarla, inserirla nel palinsesto e commentarla. Ecco dunque che l’evento, il fatto di cronaca, già documentati, spesso in tempo reale, servono a dare lo spunto per ricamarci sopra per aggiungere informazioni, per creare una notizia di secondo livello che diventa poi quella oggetto dell’attenzione dell’opinione pubblica.
Una foto, un video, una dichiarazione, anche per il semplice fatto di essere stati de-contestualizzati possono cambiare completamente significato e generare reazioni su reazioni che finiscono per avere conseguenze reali. L’attenzione di ciascuno di noi finisce, sempre più spesso, per essere catturata e assorbita dal commento sul commento alla notizia. Se pensiamo, infatti, a cosa succede quando la notizia viene data in pasto alla Rete e sottoposta ai commenti spesso superficiali e irresponsabili dei navigatori, ci accorgiamo che il rischio più grosso che corre oggi la società post-moderna è che la distorsione della realtà possa generare ulteriori distorsioni, in questa babele dell’informazione in cui siamo immersi dalle conseguenze inimmaginabili sulla vita di ciascuno di noi.
Non parliamo poi delle notizie volontariamente manipolate, distorte o nascoste, magari a fini politici o economici, dai media controllati e pagati dal potente di turno a tutti i livelli. In quel caso la diffusione della notizia viene attentamente calcolata nei modi e nei tempi e fatta esplodere o no come una bomba ad orologeria per generare gli effetti desiderati. Non si spiegherebbe altrimenti la disparità di trattamento riservata, per citare solo gli esempi più recenti, al ministro Cancellieri e al Premier Letta. La prima sottoposta alla gogna mediatica per mesi per alcune telefonate di interessamento nei confronti di un detenuto eccellente e il secondo neanche minimamente sfiorato da alcunché dopo l’inchiesta delle Iene che dimostrava la sua “vicinanza” alle lobby del gioco d’azzardo (che aveva anche prodotto l’emendamento-slot poi ritirato dopo la rivolta dei sindaci) che in qualsiasi altro Paese del mondo lo avrebbe costretto alle dimissioni immediate.

Massimiliano Capalbo

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6 Gennaio 2014/1 Commento
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https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/gru.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2014-01-06 11:41:462014-01-06 11:41:46Costruttori di notizie
1 commento
  1. Rossella
    Rossella dice:
    6 Gennaio 2014 in 13:37

    Bell’articolo. Analisi realistica che richiama un’affermazione del giornalista Marco Pratellesi, esperto del web, che nel suo libro “New journalism. Dalla crisi della stampa al giornalismo di tutti” sostiene che “i giornalisti non sono più padroni esclusivi della notizia, l’opinione pubblica non dipende più solo da loro”. Siamo nell’era della crisi del giornale in cui spicca la figura del giornalista post-internet alle prese con nuove regole. Ma è pur vero che ad una ricchezza di informazioni degli ultimi anni bisogna saper rispondere con una accurata selezione delle stesse. La tipica figura del giornalista deve prendere atto dei cambiamenti e misurarsi con le nuove tendenze, consapevole del fatto che ora ha sicuramente maggiori responsabilità rispetto al passato. In ogni caso, quello che gli viene richiesto, oggi come un tempo, è coerenza e professionalità.

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