La forma invece della ragione
Oggi a Ventotene si svolge il summit tra Italia, Francia e Germania per “rifondare l’Europa”. I leader dei tre paesi si incontrano nell’isola 75 anni dopo il “Manifesto per un’Europa libera e unita”. C’è una leggera differenza tra la stesura del manifesto ad opera di Altiero Spinelli, Ernesto Rossi e Eugenio Colorni e l’incontro di oggi tra Merkel, Holland e Renzi. I protagonisti dell’epoca erano figure di primo piano, quelli di oggi sono solo delle controfigure.
Spinelli, Rossi e Colorni erano in soggiorno forzato a Ventotene per opera del regime fascista mentre Merkel, Holland e Renzi vi si recheranno in vacanza per poche ore, per un colloquio informale che non avrà (perchè non può) alcun effetto concreto. I tre autori del manifesto erano calati nella cruda realtà dell’epoca, i tre rappresentanti dei governi europei vivono nella comoda virtualità del presente e rappresentano solo delle controfigure, dei portavoce delle lobby economiche mondiali. Spinelli, Rossi e Colorni avevano un ideale condiviso di Europa, i nostri si incontrano per esigenze di immagine. Il silenzio post-Brexit è più eloquente di molte parole. L’Europa è in palla. Occorre dare l’impressione, attraverso i media, che i leader si stiano occupando del problema. La forma rivendica ancora una volta il primato sulla ragione.
Quando i leader europei sono in difficoltà vanno a ripescare nel paniere delle idee e dei valori degli altri e se ne riempiono la bocca, di quelli che in passato ci credevano e hanno lottato e sofferto (spesso fino alla morte) per far sì che oggi noi potessimo trarne un qualche vantaggio. Useranno queste idee finchè farà loro comodo, per dare la sensazione ai rispettivi elettorati di stare ad agire eticamente, poi quando dovranno decidere se e quali provvedimenti adottare per l’economia, il lavoro, il welfare e l’immigrazione dimenticheranno Spinelli e tutti gli altri padri fondatori.
Per dare una svolta alla politica europea occorrerebbero dei politici, ovvero degli uomini dotati di una visione e di una strategia, merce sempre più rara nel contesto mondiale odierno. Finchè il primato dell’economia sulla politica permarrà non vedremo uno straccio di cambiamento ma solo un lento e inesorabile declino. Spinelli era un comunista che “negava alle fondamenta tutto l’insieme della politica comunista quale si era configurata dal periodo del «socialfascismo» fino alla politica dei fronti popolari” e rilevava come “la dittatura del proletariato si era trasformata in dittatura del partito, poi del Comitato centrale, poi personale di Stalin” (da Wikipedia). Nel suo discorso per il Congresso del popolo europeo, tenuto a Torino nel 1957, mise in discussione e criticò la legittimità del concetto di stato-nazione ed ebbe un ruolo rilevante nella nascita e nella definizione in chiave moderna del concetto di Europa. Un eretico assolutamente in antitesi con i leader odierni, che se ne riempiono la bocca, proni e sottomessi alle logiche dei più forti. La dichiarazione di Ventotene aveva messo in chiaro che la priorità era costruire un’unione politica e promuovere la coesione sociale, ma il dio denaro ha piegato ai suoi fini tutto e tutti. L’Unione Europea è stata solo un’unione monetaria finalizzata alla tutela degli interessi dei più forti, come sempre accade quando si utilizzano le istituzioni come paravento per nascondere secondi fini. Si è abbandonata la ragione a favore della forma.
Scriveva John Warr nel 1648: “alcune specie di disobbedienza sono più legittime dell’assoggettamento: vale a dire, quando le prescrizioni della ragione si scontrano con le ingiunzioni della forma. In questo caso il traditore è chi abbandona la ragione per abbracciare la forma“.
Massimiliano Capalbo


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