Siamo circondati dalla poesia
Sono andato a vedere una mostra particolare, “Van Gogh Alive – The experience“: 3000 immagini di grandi dimensioni sincronizzate con una colonna sonora e movimentate in modo da produrre un’immersione multisensoriale nell’opera del pittore. Sono uscito con la convinzione che i grandi artisti sono degli scopritori, vedono quello che non è visto dalla maggior parte della gente, infatti noi vediamo solo quello che siamo mentalmente preparati a vedere.
Quegli alberi frementi e vibranti sono un sogno di Van Gogh? Un effetto del suo sguardo alterato? O piuttosto lui ha scoperto che la terra è un organismo vivente che freme ed emana vibrazioni come afferma oggi l’ecologia profonda?
E quegli zoom nei cieli stellati (emozionanti!) non sono forse un’anticipazione delle immagini cosmiche che ci trasmette ogni tanto la NASA?
Il grande artista va oltre le percezioni delle visioni quotidiane, stabilisce connessioni neuronali nuove e inesplorate, il grande artista insomma è la contraddizione della banalità delle visioni correnti, per questo sperimenta la sofferenza (bisogna trasformare se stessi per andare oltre la realtà consolidata) e la solitudine.
L’arte non è entertainment, “siamo circondati dalla poesia” diceva Van Gogh, ma quanta sofferenza per vederla e dipingerla!
Con l’entertainment raduni 220.000 persone in un giorno, con l’arte vendi un solo quadro in tutta la tua vita, con l’entertainment riproduci ciò che esiste, con l’arte scopri nuove dimensioni del reale. Con l’entertainment sei destinato a sparire, è inevitabile, sei legato al tuo tempo e non puoi sopravvivere ad esso, con la grande arte quello che hai visto e percepito si imprimerà per sempre nei corpi sottili dell’umanità, come accade con quei mandala orientali che, appena terminati, vengono con un soffio dispersi, noi occidentali diciamo: è per simboleggiare la fugacità della vita, invece per tanti saggi orientali significa che quello che hai realizzato va oltre la materia che hai usato, ciò che è andato disperso si imprime nella terra perchè niente va distrutto.
Ti va un gelato? Chiedo a mia figlia all’uscita, siamo a cinquanta metri da una delle migliori cremerie di Bologna. No, grazie, sono sazia, i colori di Van Gogh mi hanno saziato, completamente.
Giuliano Buselli


Lascia un Commento
Vuoi partecipare alla discussione?Sentitevi liberi di contribuire!