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Ambiente, Calabria, Eretiche riflessioni, Società

Il crimine è direttamente proporzionale alla paura

Nei giorni scorsi ignoti hanno compiuto un sacrilegio nei confronti di un bosco di pino laricio ubicato nel comune di Cotronei. Oltre 20 piante di questo esemplare tipico del Parco Nazionale della Sila, per il quale lo stesso è stato candidato a patrimonio dell’UNESCO, sono state abbattute con l’ausilio di motoseghe in Località Pugnale-Difisella. Un gesto bruttissimo che non genera paura o intimidazione come gli autori vorrebbero ma rabbia e sdegno. La paura semmai è quella che spinge individui del genere a compiere tali gesti. Chi si rende protagonista di simili atti, infatti, è un soggetto prigioniero della paura. Colpire la natura equivale a colpire se stessi, equivale a suicidarsi e il suicidio è ricercato da chi è disperato e si trova intrappolato nelle proprie miserie e frustrazioni senza intravvedere una via d’uscita. I crimini sono reazioni alla paura che affligge l’uomo, più la paura è grande più il crimine è feroce. E’ direttamente proporzionale alla paura.
Nei giorni scorsi è stato compiuto un sacrilegio perché il bosco è un luogo sacro, alla stregua di un tempio. Le popolazioni cosiddette “primitive” avevano un grande rispetto per la natura perché erano connesse con essa ed erano consapevoli di dipendere da essa. Avvertivano le onde gravitazionali molto tempo prima che la fisica quantistica ne scoprisse e raccontasse le caratteristiche ai “civili” post-moderni. Il bosco è un superorganismo che interagisce, come tutti gli esseri viventi, con l’ambiente e questo gesto avrà delle ripercussioni sugli equilibri naturali del luogo. E’ una ferita che genera e diffonde sofferenza tutto intorno. I disperati che l’hanno compiuto, così facendo, non hanno fatto altro che accrescere la propria disperazione. Chi colpisce il creato colpisce l’azione del Creatore e questo non può non avere ripercussioni nell’universo.
Matthew Fox, teologo di fama internazionale, ci ricorda che per l’essere umano la distruzione è una scelta. “L’essenza della nostra natura è dare vita, non distruggere. E’ creare… Ma le stesse capacità creative possono essere usate per distruggere.” Gli uomini si distinguono dagli animali perché hanno l’immaginazione e questa può essere utilizzata anche per distruggere, per fare del male. I campi di sterminio di Auschwitz e Dachau sono un esempio di creatività al servizio del male.
“La nostra creatività è non solo il luogo in cui si incontrano il Divino e l’umano ma anche il Divino e il demoniaco“. Chi sceglie di usare la creatività per dare vita diventa co-creatore dell’universo e così facendo collabora con lo spirito che avvolge e ispira l’universo. Chi sceglie di usarla per distruggere cede alla paura, sceglie la morte. La creatività, infatti, richiede coraggio e fiducia. “La nostra mancanza di fiducia tradisce il nostro rapporto con l’universo. Impariamo ad avere fiducia osservando l’affidamento che gli altri esseri fanno sull’universo.” Nei piccoli centri della nostra regione, infatti, è proprio la mancanza di fiducia nel prossimo a generare questi mostri e queste mostruosità. La paura si impossessa delle persone e il risultato finale è il gesto distruttivo verso di sé e verso gli altri. Il deprecabile gesto, infatti, è stato accompagnato da messaggi intimidatori nei confronti del Comandante della locale stazione dei Carabinieri Parco, il brigadiere Massimo Salerno, al quale va tutta la nostra solidarietà e il nostro sostegno.
Gli alberi sono gli esseri più forti, più resistenti, più longevi e più intelligenti esistenti sul pianeta, esistevano prima del nostro arrivo ed esisteranno anche dopo, nonostante il nostro agire distruttivo. Il regno vegetale rappresenta il 99,5% della biomassa presente sul pianeta Terra, mentre solo lo 0,1-0,5% è rappresentato da animali ed esseri umani. Loro possono tranquillamente fare a meno di noi, noi no. Nonostante l’agire dell’uomo, in natura niente si distrugge, tutto si trasforma. Anche gli autori di questi crimini, infatti, sono destinati a diventare concime per gli alberi e finalmente potranno contribuire a generare vita invece che morte.

Massimiliano Capalbo

2 Febbraio 2018/1 Commento
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/bosco-sacro.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2018-02-02 22:10:152018-02-02 22:12:12Il crimine è direttamente proporzionale alla paura
Calabria, Eretiche riflessioni, Società

La migliore opera d’arte di Rocco

Martedì 26 dicembre sono stato invitato alla presentazione di un libro a Cassano allo Ionio e fin qui, voi direte, cosa c’è di eretico? Le presentazioni di libri non si contano sul territorio (comprese le mie) e, quasi sempre, sono anche noiose. Vero, ma questa è stata proprio eretica. Non solo per la modalità con cui è avvenuta quanto per la qualità delle persone che l’hanno ideata e per le particolari caratteristiche del territorio nella quale si è svolta.
Chi non è mai stato a Cassano non può capire. Ci troviamo in un territorio veramente molto difficile, l’aria pesante si respira ovunque nelle vie di questo paese. Il comune è stato recentemente sciolto per infiltrazioni mafiose; l’emigrazione conosce picchi elevatissimi; le costruzioni orrende degli anni ’70 e ’80 la fanno da padrone; se capiti all’ora di pranzo è praticamente impossibile trovare un locale dove mangiare a parte qualche piccolo bar; la segnaletica stradale per raggiungerlo è inesistente; le iniziative culturali un miraggio. Insomma è quasi come se tutto fosse finalizzato a tagliare i ponti con il resto del mondo, per creare le condizioni perchè il malaffare e la criminalità possano agire indisturbati. Eppure, così come è dal letame che crescono i migliori fiori, è nei posti più difficili che spuntano le idee migliori, così come è nei posti più improbabili che vivono le persone più straordinarie che decidono di farsi istituzione al posto di quelle inutilmente deputate a farlo.
Mentre la maggior parte delle opere dell’uomo a Cassano, come in Calabria, lasciano a desiderare ma sono contemporaneamente le più raccontate dai media, quelle della natura sono meravigliose e puntualmente ignorate. Quello che la maggior parte delle persone non sa, infatti, è che a Cassano ci sono tantissime grotte, le più famose delle quali sono quelle di Sant’Angelo. E’ per questo motivo che qui ha sede un’associazione speleologica che si chiama Liocorno che, alcuni mesi prima dell’evento di cui vi sto per parlare, ha fatto visita ai locali seminterrati del Santuario-Abbazia della Madonna della Catena che si trova un pò fuori dal centro abitato, in un luogo molto suggestivo, certamente dotato di un genius loci. Lo scopo era quello di individuare eventuali collegamenti sotterranei tra gli ambienti seminterrati e quelli sotto la chiesa superiore del complesso monastico. “Restammo colpiti – ci racconta Carlo Forace, presidente dell’associazione – dalle condizioni in cui questi ambienti erano ridotti, divenuti un deposito di materiali di ogni genere, nell’abbandono più totale.”
Rosa Maria Alario aveva un marito artista. Si chiamava Rocco Tunno. Era nato a Castrovillari nel 1960 ed è scomparso prematuramente a soli 39 anni nel 1999. Ha vissuto tra Cassano e la Germania, a Freiburg per la precisione, dove ha sviluppato gran parte del suo percorso creativo. La sua arte è suddivisa in varie forme di espressione e diverse fasi, può essere percepita con un tutt’uno, un’unica opera con significati e contenuti nati nel secolo scorso, ma proiettati per la loro vivacità e attualità, nel nostro presente.
L’occasione di presentare il libro “Il concetto e l’azione, pensieri di un artista”, uscito nel mese di luglio per raccontare l’idea di arte di Rocco Tunno, e di realizzare una mostra delle sue opere ha incontrato, quindi, la voglia dei soci del Liocorno di poter ripulire e riutilizzare quegli ambienti abbandonati e dimenticati. Carlo e Rosa Maria decidono quindi di rivolgersi alle autorità ecclesiastiche e offrirsi di ripulire e riportare al loro antico splendore i locali seminterrati dell’antico santuario. “Chiedemmo a Don Nunzio e a Suor Caterina se potevamo ripulire, sistemare e utilizzare gli ambienti per l’evento e, dopo un ovvio scetticismo dovuto allo stato veramente pietoso in cui versavano, ci diedero il consenso“. Al termine di due mesi di lavoro che hanno visto impegnate circa 6 persone sono stati riportati alla luce (è il caso di dirlo) oltre a 13 stanze e una grande sala a doppio livello che risalgono alle prime tra le varie fasi costruttive dell’abbazia (con molta probabilità, ma saranno necessari approfondimenti storici, risulta la primitiva chiesa naturalmente anteriore al 1500) anche elementi marmorei di antichi altari; due angeli preganti di fattura molto pregiata; una piccola lastra di marmo di Carrara che riporta il nome dell’artista cassanese Giacinto di Vardo del 1893; numerose pietre con reliquie di santi; visi di angeli e numerose decorazioni e solo 8 di 14 litografie datate 1821 e realizzate dal famoso artista Bartolomeo Pinelli raffiguranti una via crucis, che sono state ripulite e inserite in nuove cornici di legno e affisse per l’occasione.
Il 26 dicembre a Cassano non è stato presentato un libro e non è stata allestita una mostra. E’ stato riportato alla luce un monumento sconosciuto ai cassanesi e alla Calabria intera di grande valore storico e spirituale. E’ stata riportata la cultura e l’arte in un luogo ammalato proprio per l’assenza di cultura e arte. Centinaia di persone hanno partecipato all’evento che è iniziato con una performance teatrale curata dall’associazione culturale Khoreia 2000 di Castrovillari, in cui gli attori, alla stregua dei membri dell’associazione Liocorno, con un gesto fortemente simbolico, si toglievano reciprocamente di dosso la polvere dell’indifferenza. In questa storia c’è la curiosità che spinge a portare alla luce quello che è dimenticato, c’è la voglia di collaborare insieme al raggiungimento di un obiettivo comune, c’è la voglia di rischiare dove altri non oserebbero mai, c’è la generosità di restituire alla comunità qualcosa che si è perso. Ci sono tutti gli elementi che Rocco Tunno esprimeva con la sua arte. Lui cercava l’incontro diretto con la realtà di tutti i giorni per non fare della sua arte un’arte esclusiva. Voleva un’arte in movimento. Percepiva che l’uomo si allontanava sempre più da se stesso e dal suo “essere umano” per diventare sempre più solo forma. E questa è stata l’ultima e forse la migliore opera d’arte che, per mezzo dei suoi amici più cari, ha regalato alla sua comunità.

Carlo Forace e Rosa Maria Alario saranno tra i protagonisti del prossimo Raduno delle Imprese Eretiche.

Massimiliano Capalbo









14 Gennaio 2018/1 Commento
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/IMG_0012.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2018-01-14 12:59:332018-01-14 13:01:02La migliore opera d’arte di Rocco
Calabria, Economia, Eretiche riflessioni

Il ritorno dei talenti

Ci sono bellissime storie che raccontano di talento, bellezza, competenza ed entusiasmo ben lontane dai pregiudizi e dagli stereotipi che troppo spesso vengono associati alla Calabria. La storia di Azzurra Di Lorenzo è quella di una giovane donna del Sud, con le ali in giro per il mondo e le radici piantate nella sua terra – la Calabria – nella Costa jonica, tra le colline che profumano di ginestra e il mare azzurro, come il suo nome. Azzurra Di Lorenzo è una stilista che dopo gli studi a Milano e collaborazioni con note case di moda, decide di concretizzare la sua passione creando la propria linea per capi di alta moda, aprendo un suo atelier nel capoluogo lombardo. Il brand rispecchia una vocazione sentita fin da bambina, quando la merceria di famiglia è stata la prima palestra per armeggiare con pizzi, bottoni e merletti e dove la sua vena creativa ha iniziato a prendere forma. Istinto, spirito di osservazione delle forme femminili ed un innato talento per il disegno, spingono Azzurra verso la ricerca del bello attraverso l’arte. Lo stile Azzurra Di Lorenzo è ricerca di bellezza: un paesaggio, un quadro, un ritratto, l’uso della luce e dei colori.
Azzurra Di Lorenzo è un talento vero. Ha recentemente partecipato alla Catanzaro Design Week, curata da Officine AD, un format innovativo sviluppato per la prima volta in Calabria che ha l’obiettivo di creare una rete che mappa il mondo del design autoprodotto, ed è stata pubblicata su Vogue Sposa, in un inserto dedicato al mondo del Wedding. Diversi i riconoscimenti conseguiti, tra i quali il primo premio a Cannes al concorso The Link (Fiera Internazionale MarediModa), Premio allo stile ed originale eleganza al The look of the Year, varie edizioni di World of Fashion (AltaRoma).
“Tutte le mie creazioni – spiega Azzurra – sono frutto di un’accurata ricerca stilistica, una meticolosa selezione dei materiali d’alta qualità e un’elevata cura dei dettagli sartoriali, elementi propri del Made in Italy che rispecchiano il mio estro e la mia passione”. Divenuta ormai milanese di adozione, Azzurra mantiene un forte legame con la sua terra di origine, tornando periodicamente in Calabria, dove la famiglia ed il mare fanno da linfa per la sua ispirazione. Ma ora ha deciso, con determinazione e amore, di aprire una realtà anche a Soverato in cui proporre le proprie creazioni, sabato 20 gennaio nella splendida cittadina della costa jonica, nel centralissimo Corso Umberto I. Accanto ad Azzurra per questo importante passo non poteva mancare il suo amico, il maestro orafo Michele Affidato. Perché partire, per poi tornare, può essere un’avvincente e bellissima sfida.

Elena Bitonte

11 Gennaio 2018/0 Commenti
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/azzurra-di-lorenzo.jpg 321 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2018-01-11 10:14:152018-01-11 10:19:54Il ritorno dei talenti
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Massimiliano Capalbo

www.massimilianocapalbo.it

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