C’è un bosco in contrada San Nicola di Celico, nella presila cosentina, dove il padre del venerabile Gioacchino da Fiore coltivava una vigna e nel quale l’abate soleva passeggiare per elevare le sue preghiere a Dio, accompagnate spesso da lacrime. Gioacchino, grande profeta del suo tempo, non avrebbe mai potuto immaginare che a distanza di quasi mille anni, in quello stesso bosco, alcuni suoi compaesani avrebbero permesso la realizzazione di una discarica in grado di rappresentare una seria minaccia per la salute di se stessi e dell’ambiente circostante. Un livello di stupidità talmente elevato da essere imprevedibile, perfino per un profeta del suo calibro. Continua a leggere
E’ il posto fisso più fisso che c’è. Inamovibile, imperterrito, governa al di là di tutto e tutti, è più potente dei politici, sopravvive alle crisi, agli scandali, alle ruberie. Nessuno se ne occupa, i giornalisti spesso sono “al suo servizio”. In realtà fa parte della vera casta, è l’assicurazione sulla vita del sistema, quella che gli garantisce sempre un altro giro di giostra. E’ il dirigente, il vero monarca assoluto della Pubblica Amministrazione italiana. Continua a leggere
“Qui nessuno ha la bacchetta magica!” E’ l’affermazione che, con sempre più frequenza, esce dalla bocca dei partitici quando si trovano a dover mettere le mani nel ginepraio che, chi li ha preceduti, ha lasciato in eredità. Ed è quella che mi fa girare le balle più di ogni altra perchè in campagna elettorale, quando devono raccogliere consensi, si raccontano e si propongono come se fossero dei supereroi, salvo poi ridimensionarsi subito dopo, quando arriva il momento di passare dalle chiacchiere ai fatti. Continua a leggere
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