Il “monoteismo” mentale che ammala
Quando un medico investito di funzioni politiche (Venturi, assessore alla sanità Emilia Romagna) chiede l’allontanamento di un altro medico (Piazza, presidente dell’ordine dei medici di Bologna) perché esprime dubbi sulla legge regionale che obbliga a vaccinare, è chiaro che non siamo in presenza di una contesa scientifica. Una contesa scientifica, per definizione, non viene risolta con atti politici.
E’ chiaro da anni che esistono tesi differenti nell’ambito della comunità scientifica a riguardo dell’uso dei vaccini. La scienza non è, non può essere monolitica. Eppure mai come in questa vicenda si sente dire: “lo dice la scienza”.
Questa affermazione non è scientifica, ma teo-logica anche se in bocca a persone digiune sia di scienza che di teologia (e oggi sono la maggioranza). La proposizione “lo dice la scienza” è la riproposizione, in chiave laica, dell’affermazione “lo dice Dio”. Si sostituisce l’autorità scientifica all’autorità divina. Si dimentica che Galileo ha lottato soprattutto contro il principio dell’ipse dixit.
Gli scientisti possono ben dichiarare di essere atei agnostici laici ecc. sta di fatto che la logica che si esprime nella proposizione “lo dice la scienza” deriva direttamente dalla tradizione religiosa che loro credono di aver superato, come quei figli ribelli che combattono il padre tiranno per prenderne poi il posto e comportarsi allo stesso modo. La storia ne è piena. Superare i propri padri richiede atti di libertà.
E’ dunque il monoteismo religioso (“esiste un solo Dio ed è il mio, tutti gli altri sono falsi e bugiardi”) che ha prodotto il dogmatismo-scientifico.
E come il dogmatismo religioso ha portato guerre e persecuzioni, così farà, anche se con mezzi formalmente diversi, il monoteismo scientifico. Il recente decreto sui vaccini sembra un atto dei tribunali dell’inquisizione e prelude ad una vaccinazione per tutte le malattie secondo il sogno di big pharma. Totalitarismo sanitario (destinato a fallire).
Questi due monoteismi, apparentemente opposti e nemici, sono però i fondamenti del pensiero unico occidentale e tutti noi siamo stati educati secondo questa logica. O li superiamo entrambi o ripetiamo vicende del passato. E’ il “monoteismo mentale” dell’occidente il problema. I pericoli vanno oltre il caso vaccini.
Lo stato di nevrosi collettiva circa la pericolosità del “non vaccinato” dimostra che l’ossessivo appellarsi ad un’autorità esterna (l’esperto) produce un indebolimento del pensiero e della volontà: le malattie sono viste come portate da agenti esterni, come se non avessimo alcuna relazione intima con esse, come se non ci appartenessero, come se fossero di qualcun altro; sfugge che in questo modo diventano davvero incurabili. Possiamo infatti curare solo quello che ci appartiene, che è nostro.
Si realizza così il paradosso che chi è ossessionato dalla propria sicurezza si disarma volontariamente e diventa aggredibile da qualsiasi evento esterno, a cominciare dalla paura diffusa a man bassa da chi ci realizza profitti.
Giuliano Buselli


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