Il battito d’ali di Angela e Fabio
L’impresa di cui vi parlo oggi non ha partita iva, non fattura, non ha sedi, non ha macchinari. E’ l’impresa di una coppia di Montalto Uffugo (CS), l’operatrice culturale Angela Zwingauer e il musicista Fabio Cinque creatori, nel medesimo borgo cosentino, di un laboratorio di contaminazione musicale chiamato “Suoni erranti”. Cosa c’è di eretico? Starete pensando voi. Adesso ve lo racconto.
A Montalto Uffugo, da circa tre anni, è in funzione uno SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) gestito dalla Cooperativa Atlante, anche in questo nulla di nuovo, la Calabria è ormai disseminata di SPRAR. Le persone ospitate in questi centri hanno diritto d’asilo, si tratta di una seconda accoglienza. A Montalto però gli immigrati vivono nelle case del centro storico e non ammassati in grandi strutture, escono per fare la spesa, vivono nel borgo e interagiscono con gli abitanti. La finalità è aiutarli ad integrarli, visto che hanno diritto d’asilo e quindi alla cittadinanza, fanno anche esperienze lavorative, studiano l’italiano, prendono la patente. Fin dal primo momento questo centro ha funzionato bene e i ragazzi sono stati ben voluti, anche se possono ospitare fino ad 80 persone non ne accolgono più di 40 perchè, spiegano, è piu facile permettergli di integrarsi.
Tutto procede per il meglio fino a quando, circa un anno fa, succede un fatto che rischia di interrompere o danneggiare seriamente questa esperienza. Una ragazza extracomunitaria viene ricoverata in ospedale per un malore, e viene diramato via Facebook un allarme per sospetta meningite (poi rivelatosi inesistente). Scoppia il caso che spinge i montaltesi a chiudersi e i ragazzi si trovano improvvisamente di fronte alla diffidenza (c’è chi racconta di cittadini che mettevano i fazzoletti davanti la bocca quando li incrociavano per strada).
Angela e Fabio decidono di prendere posizione e di difendere questi ragazzi sui social network e anche fuori. Nel frattempo Fabio, con sua figlia Elisa, aveva scritto una canzone dal titolo “Ricadi”, che parla dei momenti della vita in cui cadi e alla fine ti rialzi col sorriso perché capisci che vale sempre la pena di viverla, che nel mese di dicembre riceve il premio “Musica contro le mafie” sotto l’egida di Libera. Arriva Natale e i ragazzi dello SPRAR invitano Angela e Fabio ad una festa, in quella occasione danno merito a Fabio ed Elisa di aver scritto quella canzone e, due ragazzi del Senegal, nel corso della serata provano a cantarla. Da questa esibizione nasce l’idea. Perché non creare un laboratorio di contaminazione musicale gratuito ed aperto a tutti, sia agli extracomunitari che ai montaltesi?
Nasce così “Suoni erranti”. In accordo con la cooperativa Atlante il laboratorio si apre alla comunità e a tutti quelli che, a prescindere se sappiano cantare o suonare, avevano voglia di condividere tempo e conoscenze con gli altri.
“Avevamo da tempo il desiderio di metterci in contatto con gli immigrati ospiti a Montalto, li vedevamo sempre girare per il paese – ricorda Angela – l’idea è stata semplicemente quella di aggregarsi, non speravamo di riuscire a scrivere una canzone, ma alla fine è saltata fuori. Si intitola “Ghesht banau musìca” che significa “Suoni erranti” in curdo. E’ scritta in italiano, in curdo, in arabo e in maliano e parla di questo laboratorio. Abbiamo chiesto a tutti i ragazzi di darci delle definizioni, degli aggettivi su questo laboratorio, che cosa ha significato per loro e le sensazioni che hanno provato e tutto è finito nel testo e nella musica.”
Al laboratorio, partito a fine aprile di quest’anno, hanno partecipato una trentina di ragazzi dai 14 ai 40 anni (la maggior parte sono ventenni) sia montaltesi sia immigrati per la maggior parte curdi, iracheni, senegalesi, nigeriani e maliani. Si concluderà domani sera con una grande festa (nonostante la maggior parte di loro osservino il Ramadan) ognuno porterà da mangiare il cibo della sua tradizione. Molti musicisti si sono autoinvitati: alcuni della Costa d’Avorio, altri di Santa Sofia D’Epiro (comunità Arbereshe), altri ancora da Bisignano, compreso il maestro di canto Alessandro Rosace che si è offerto di partecipare e contribuire all’evento. Qualcuno degli ospiti dello SPRAR in questi mesi ha anche imparato a strimpellare e potrà esibirsi per l’occasione.
A breve si passerà alla registrazione della canzone in studio, perchè Enrico Lucchetta proprietario di uno studio di registrazione a Montalto, si è offerto gratuitamente di farlo e l’obiettivo è di regalarla ai ragazzi che a breve partiranno alla ricerca di fortuna in qualche altra parte del mondo.
“Ci teniamo che resti un bel ricordo – sottolinea Angela – di questa esperienza perché per questi ragazzi si è trattato del raggiungimento di un piccolo obiettivo che nel loro paese non sarebbero mai riusciti a ottenere. Da questa esperienza abbiamo capito che se cambiamo noi per primi il nostro ambiente cambia, anche con piccole azioni, è proprio dalle piccole azioni che nascono le reazioni più grandi, il battito d’ali di una farfalla qui può generare un uragano altrove, infatti altri SPRAR della provincia di Cosenza che sono venuti a conoscenza di questo progetto ci hanno chiesto di far errare questi suoni anche in altre comunità della provincia.”
Angela e Fabio ci hanno dimostrato che un problema è tale finchè non hai la capacità di vederlo da un altro punto di vista e di trasformarlo in un’opportunità. Li dove tutti, fino ad oggi, avevano visto un problema (quando non un’occasione di sfruttamento) loro sono stati capaci di vedere una risorsa e di tirare fuori un valore. Sono due eretici a tutti gli effetti, hanno nel loro dna i geni della vera ospitalità calabrese, quella che nei secoli passati ha permesso a questa regione di accogliere le più grandi culture.
“Gli immigrati avevano bisogno di calore umano – conclude Angela – e noi che lo abbiamo pensato e realizzato avevamo bisogno di sentirci utili. Decidere di fare questo laboratorio ci ha permesso di scalare le montagne della nostra diffidenza, abbiamo capito che aprirsi agli altri rende la vita più facile da superare, ti senti utile e meno sola, senti che la tua vita ha un valore al di là del problema che stai affrontanto in quel momento, senti che sei parte di qualcosa di più grande rispetto al piccolo problema che hai. Quando impieghiamo il tempo a creare valore questo rende la vita più bella.”
Angela e Fabio saranno tra i protagonisti del VI Raduno delle Imprese Eretiche e molto probabilmente i loro suoni erranti arriveranno anche alle nostre orecchie.
Massimiliano Capalbo


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