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Eretiche riflessioni, Società

Non è un buon Natale

Non è un buon Natale. Anche se farete finta che lo sia non lo è, e lo sapete. Anche se brinderete, se parteciperete a cenoni, se ammasserete regali sotto l’albero, se sparerete fuochi d’artificio, quest’anno avrete quella sottile e persistente sensazione di disagio, avvertirete quella vocina che vi dirà che non va tutto bene, che questa non è la normalità ma solo un tentativo di rimuovere la triste realtà che avete di fronte. E la triste realtà non è costituita dalla pandemia, non è la paura di contrarre il pericoloso virus. No, la triste realtà è che ci sono altri (che ci sono sempre stati ma prima erano più lontani) che non stanno bene a causa di un virus molto più pericoloso di quello che ci raccontano: la paura. Sono persone molto prossime a voi, che conoscete e che hanno fatto scelte diverse dalle vostre e che per questo sono state emarginate ed etichettate come diverse e sbagliate.
La avvertiranno tutti quella vocina, nessuna categoria esclusa. La avvertiranno i medici che si sono contrapposti ai propri colleghi dissidenti costringendoli a rimanere a casa; i rappresentanti delle forze dell’ordine che hanno visto i propri colleghi emarginati; gli insegnanti che hanno perso colleghi di lavoro preziosi; gli imprenditori che hanno visto i propri dipendenti licenziarsi e i propri clienti dileguarsi; i partitici che hanno imposto ai propri elettori norme irrazionali e discriminatorie; i giornalisti (?) che continuano a raccontare bugie ai propri lettori e così via.
Potrete fare finta, recitare, simulare una normalità che non c’è, ma non servirà a nulla, quella sensazione di disagio vi raggiungerà comunque, entrerà nel vostro Natale che lo vogliate o no e i problemi che oggi pensate di rimuovere distraendovi o scegliendo la scorciatoia più comoda saranno soltanto rimandati, ingigantiti dalla vostra indifferenza. Se avvertirete quella vocina sarà un buon segnale, perché vorrà dire che dentro di voi c’è ancora un barlume di speranza, vorrà dire che risiede ancora in voi un pò di quell’essere “umano” che vi differenzia da un animale o da una macchina. Se non avvertiste quella vocina allora avreste di che preoccuparvi. Quella vocina si chiama coscienza. Un cervello privato delle funzioni emozionali non può avvertire la propria coscienza.
Ogni essere umano, animale o vegetale emette vibrazioni attraverso i propri atomi, le proprie cellule e queste vibrazioni si aggiungono a quelle provenienti dall’ambiente esterno in cui vive e agisce. Chi è in grado di avvertire queste vibrazioni è in grado di riconnettersi con quella coscienza universale che governa l’universo. E’ per questo che non potrete sfuggire, perché tutto è Uno.
Queste vibrazioni possono essere positive (se sono in armonia con quelle universali) o negative (se sono disarmoniche). Il grado di coscienza di ogni essere umano è racchiuso nelle parole che esprime e queste a loro volta producono vibrazioni basse (quando parlano alla mente) o alte (quando arrivano al cuore). Le parole ad alta energia esprimono unità, condivisione, comunione; quelle a bassa energia rivelano divisioni, individualità, separazione. “La coscienza ha sempre sentito l’etica naturale, il senso di giustizia, l’incanto per la bellezza, l’anelito a un mondo giusto, saggio e prospero – ci ricorda l’astrofisica Giuliana Conforto – La coscienza è un mistero perché implica l’auto osservazione, quel “conosci te stesso” suggerito da Socrate millenni fa.”
Questo Natale non può essere un buon Natale perché le vibrazioni che stiamo emettendo, le parole che stiamo pronunciando sono basse. Creano disarmonia, barriere, prigioni che noi stessi abbiamo costruito e all’interno delle quali ci siamo rinchiusi. La coscienza è schiava di una conoscenza imposta dall’alto utile a creare schieramenti opposti e a farli scontrare tra di loro. “Un livello superiore di coscienza è l’elemento chiave per la rinascita di un’umanità che vuole superare confini e limiti, riconoscendo che non esistono.” Un nuovo livello di coscienza sta emergendo da tempo e questo sta generando degli attriti, è quello che avviene anche quando nasce un nuovo astro nell’universo, ha bisogno di accumulare energia prima di rilasciarla.

Massimiliano Capalbo

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24 Dicembre 2021/0 Commenti
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https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/cometa.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2021-12-24 15:34:562021-12-24 15:41:55Non è un buon Natale
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