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Ambiente, Calabria, Eretiche riflessioni

Gli agricoltori, la vera calamità

Venerdì scorso il presidente di Coldiretti Calabria, Franco Aceto, è andato a lanciare il grido d’allarme sulla siccità al TGR Calabria, ha scritto una lettera al presidente della Regione, Santelli, per avviare l’iter per il riconoscimento dello stato di calamità. “Non solo per la scarsità di piogge – afferma intervistato da Antonio Liotta – ma anche per il cambiamento climatico a cui stiamo assistendo quotidianamente da qualche anno a questa parte. Perché ci sono aree dove, oltre all’assenza di piogge, anche l’anomalia delle temperature registrate in quest’ultimo periodo hanno compromesso completamente la produzione.”
Se la percezione della realtà che il presidente di un’associazione di categoria (quindi di quelli che dovrebbero essere considerati degli addetti ai lavori) è questa, immaginate quale può essere quella di un consumatore qualsiasi che il campo coltivato non l’ha mai visto perché la verdura la trova sullo scaffale del supermercato. Secondo Aceto, il cambiamento climatico è un fenomeno verificatosi “da qualche anno a questa parte“, l’anomalia delle temperature una variabile “registrata in questo periodo“, e questi sono fenomeni discesi dal cielo per una maledizione divina, di cui gli agricoltori sono soltanto delle vittime inconsapevoli. E, a proposito di vittime inconsapevoli, riporta l’esempio perfetto: “mi riferisco in particolare alla zona del crotonese dove la produzione di finocchi è completamente andata a male, tant’è che sui vari web girano una seria di filmati dove fanno vedere i nostri colleghi agricoltori che stanno seppellendo il prodotto nei terreni perché non ha più una qualità tale da poter essere immesso sul mercato.”
Peccato che il sottoscritto, qualche giorno prima di questa intervista, si sia recato a Crotone per un convegno, e abbia potuto osservare, inorridito, nella zona di Campolongo e Isola Capo Rizzuto, intere distese di coltivazioni di finocchi innaffiate in pieno giorno, con il sole cocente, con enormi pompe che, forse, sono state e continuano ad essere parte del problema che il presidente Aceto, da buon calabrese, non solo evita di riconoscere ma ritiene essere stato un modo per rimediare al problema. Infatti, aggiunge: “mentre da una parte con la gestione delle risorse irrigue abbiamo in qualche modo sopperito alla scarsità delle piogge, non si può fare nulla per quanto riguarda il processo dei cambiamenti climatici.” E certo, perché i cambiamenti climatici non derivano anche da una gestione dissennata delle risorse idriche, oltre che di quella del patrimonio boschivo e dei metodi di coltivazione. No, secondo il Presidente di Coldiretti sembra che l’agricoltura sia scivolata in una tempesta perfetta tra siccità, cambiamenti climatici, coronavirus, agromafie, accerchiata da una serie di fattori che la stanno a poco a poco soffocando e di cui la sua categoria è solo spettatrice impotente. Per lui questi fattori sono un evento casuale molto simile alla sfiga che, ovviamente, colpisce quei territori (come la Calabria) che hanno una particolare predisposizione ad attrarre verso di sé eventi funesti.
La verità è che gli agricoltori tradizionali sono tra i principali nemici della natura, sono loro la vera calamità e i loro rappresentanti hanno sempre avuto il compito di vestire i panni delle vittime e di andare a piangere pubblicamente (cioè a battere cassa) invece di riconoscere di essere complici, se non artefici, del disastro di cui ancora neanche gli scienziati immaginano le conseguenze, figuriamoci i presidenti delle associazioni di categoria.
“Ci siamo attivati per far istituire un tavolo alla Santelli affinché vengano rivisti i contratti con le aziende che producono energia idroelettrica” conclude, perché secondo Aceto i laghi sono risorse infinite e l’acqua che contengono non viene dal cielo ma da un rubinetto magico. Quando avranno terminato l’acqua dei laghi probabilmente chiederanno di convocare un tavolo con il Padreterno per decidere dove fare piovere di più.

Massimiliano Capalbo

3 Marzo 2020/0 Commenti
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/irrigazione-campi.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2020-03-03 08:42:082020-03-03 08:48:00Gli agricoltori, la vera calamità
Calabria, Economia, Eretiche riflessioni

Quando il caffè incontra il bergamotto

La parola inglese coffee viene dal francese café che, come l’italiano caffè, proviene dal turco kahveh, che a sua volta deriva dall’arabo qahwa. E’ dalla metà del 1600 che in Europa si inizia a parlare del caffè, questa bevanda di origine mediorientale, inizialmente come di un medicinale. Nel 1700, infatti, l’aristocrazia europea iniziò ad utilizzarla, prima che si trasformasse in una moda, per far passare le sbornie. Nei paesi d’origine aveva la funzione, all’interno dei kawhe kawhe (primordiali caffetterie) di allietare le conversazioni tra gli intellettuali dell’epoca. Funzione che mantenne anche in Europa quando, a Parigi, un siciliano di nome Francesco Procopio, entrato nelle grazie del Re Sole per un prodotto tipico calabrese, il bergamotto, decise di aprire il primo caffè europeo.
I caffè europei, così come gli omologhi arabi, divennero anch’essi dei luoghi di incontro. Ed è proprio dall’incontro di due imprese calabresi, Marago Caffè e Phytocal, che nasce Caffeotto: il caffè al bergamotto. Due prodotti molto diversi tra di loro, se presi singolarmente, ma perfetti se messi assieme. Una simbiosi di aromi e profumi.
Caffeotto scaturisce dalla miscela “la bottega” di Marago Caffè, composta dall’80% di robusta naturale e dal 20% di arabica lavata, un blend dal tipico gusto dell’espresso italiano, pieno e permanente, con un corpo molto denso, che mantiene l’essenza di bergamotto sotto la crema e lo sprigiona nella sua interezza al momento dell’assaggio. La storia di questo incontro è stata raccontata il 26 gennaio scorso, presso l’Emporio Marago di Vibo Marina dove i presenti, come il sottoscritto, hanno potuto degustare in anteprima il prodotto.
Le due imprese si sono unite per mettere in una tazza il profumo che ha reso famosa la Calabria (il bergamotto) e la bevanda italiana per eccellenza (l’espresso). Marago Caffè è una piccola impresa di torrefazione con sede a Vibo Marina, a conduzione familiare, che fa dell’artigianalità un valore aggiunto. La mano, l’olfatto e l’udito del tostatore diventano così fondamentali per ottenere il miglior risultato possibile. Si è posta, nel 2019, due obiettivi: la certificazione bio (dando vita a BIOemme, l’inizio di un processo di riconversione verso la sostenibilità) e la creazione di una nuova zona di emporio (la caffetteria di Vibo Marina) per far conoscere il caffè in tutte le sue sfaccettature e andare oltre la semplice degustazione. “Vogliamo dare l’opportunità di andare oltre l’espresso – spiega Antonino Messina, giovanissimo imprenditore (appena ventenne) rientrato in Calabria per aiutare l’azienda di famiglia dopo essersi laureato in Economia Aziendale e Bancaria a Roma – di guardare al caffè come ad un esempio di unione tra usi, costumi e tradizioni di popoli differenti che si sintetizzano in un simbolo della tradizione italiana, l’espresso.” Quale migliore territorio per farlo se non in Calabria, terra di accoglienza e di tradizioni?
Phytocal, con sede a Potenzoni (VV), è specializzata nella ricerca e nello sviluppo di prodotti 100% naturali da piante autoctone coltivate provenienti dal territorio calabrese, ed è guidata dai biologi Michele Crudo, fondatore del progetto, Roberto Calcaterra, che ha ideato ed ottimizzato personalmente il processo di aromatizzazione del Caffeotto. Dalla passione per il loro lavoro e per la loro terra ha preso vita anche il progetto ”Crudo – Italian Essence”; una linea di essenze e prodotti completamente naturali ottenuti con processi innovativi ed esclusivamente da piante del territorio.
La vera notizia, dunque, non è solo la nascita di un prodotto innovativo come il Caffeotto ma il fatto che due aziende calabresi, per giunta della stessa provincia (quella considerata da sempre tra le ultime nelle classifiche), si sono messe insieme adottando un approccio basato sulla cooperazione, una simbiosi fatta non solo di prodotti ma anche di idee. Un miracolo per una regione che ha sempre fatto della diffidenza un ostacolo al suo sviluppo, un esempio dunque per molti.
I protagonisti di questa impresa eretica sono giovani e questo fa ben sperare per il futuro, se passate da Vibo Marina fermatevi a degustare il Caffeotto e se vi piace contribuite a scatenare un passaparola positivo e suggerite al vostro bar di fiducia di rifornirsene, d’altronde è proprio così che il caffè è arrivato in Europa.

Massimiliano Capalbo

28 Febbraio 2020/0 Commenti
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/caffeotto.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2020-02-28 16:32:112020-02-28 16:36:43Quando il caffè incontra il bergamotto
Calabria, Eretiche riflessioni, Politica, Società

Fuori l’ego e dentro i temi

Tra le poche novità di queste ultime elezioni regionali registriamo l’ampio consenso elettorale ottenuto dall’ingegnere Vincenzo Voce che, con 3079 voti raccolti in particolare nella città di Crotone, è risultato il più votato in città nelle liste del movimento creato da Carlo Tansi, Tesoro Calabria.
L’ingegnere Voce, esperto di tematiche ambientali, è sempre stato in prima linea nella battaglia contro il colosso Eni Syndial, in merito alla vicenda della bonifica industriale dell’ex Pertusola che tutti pensano, erroneamente, trattarsi di un problema circoscritto alla città di Crotone. Con l’associazione “La Collina dei Veleni” ha condotto e continua a condurre la battaglia per la tutela dell’ambiente e della salute dei crotonesi (ma io oserei dire dei calabresi). Lo scorso novembre ho avuto l’occasione di partecipare ad una sua conferenza che, come ho raccontato a suo tempo su questo blog mi ha sconvolto.
L’ing. Voce è uno dei pochi candidati in Calabria ad essere stato votato per aver già fatto qualcosa. Mentre la maggior parte dei candidati si candidano promettendo di fare, l’ing. Voce si è già fatto istituzione in questi anni a Crotone, autoproclamandosi tutore della salute dei suoi concittadini. La sua presenza alle conferenze dei servizi ed alle riunioni operative, in cui occorreva decidere cosa fare per smaltire migliaia di tonnellate di veleni che per 67 anni sono state riversate nei terreni di pertinenza dell’ex Pertusola, e nelle quali spesso si registrava l’assenza invece di chi era stato eletto per farlo (ovvero il sindaco), è sempre stata costante. Vincenzo Voce quindi è il sindaco, di fatto, della città. Un esempio che racconta, più di mille parole, quello che vorrei far capire a chi ha deciso di leggere questo articolo.
Ripeto da tempo che occorre farsi istituzione, che non c’è bisogno di candidarsi per agire a tutela del territorio ma che è sufficiente essere capaci di raccogliere il consenso e la fiducia dei cittadini attorno ai temi importanti che riguardano la salute e il futuro del territorio, se veramente lo si vuole. Nell’imminenza delle elezioni il numero di quelli che sentono “il dovere di fare qualcosa per la propria regione” cresce sempre esponenzialmente salvo poi svanire nei cinque anni successivi. Nella maggior parte dei casi questo trasporto è strumentale, quindi finalizzato al risultato elettorale, mentre la restante minoranza in buona fede si illude che sia sufficiente ottenere un posto nei consessi pubblici per avere il potere di fare. L’agire di Vincenzo Voce (ma anche di altri calabresi che conosco) conferma che è vero l’esatto opposto. Il candidato che ha già fatto è molto più credibile ed ha maggiori probabilità di portare a casa un buon risultato, rispetto a quello che promette di fare.
Ora, se dovessi ragionare come ragiona la maggior parte delle persone, dovrei affermare che l’equazione: Vincenzo Voce è una persona seria e positiva, si è candidato con la lista “Tesoro Calabria” di Carlo Tansi (altrettanto serio e positivo) ergo tutto ciò che farà da oggi in poi la lista “Tesoro Calabria” sarà condivisibile e positivo, è vera.
In realtà non è così. L’esperienza e la storia ci insegnano che sono gli uomini che agiscono a fare la differenza e non i loghi o i simboli che col tempo, soprattutto quando il consenso aumenta, possono essere piegati per altri scopi ed altre finalità, diverse da quelle originarie. E’ giunto il momento di lasciar perdere l’infatuazione e la fidelizzazione nei confronti di un brand, alla quale ci ha educati per decenni la pubblicità, e che ci ha reso tutti complici passivi dei danni fin qui generati. Per essere efficaci (risolvere i problemi) bisogna iniziare a prescindere da simboli e persone e concentrarsi sui temi, come l’ing. Voce ci ha insegnato. Occorre cominciare a pensare che persone e simboli sono solo strumenti, finalizzati al raggiungimento di obiettivi (temi da affrontare) e non alla propria sopravvivenza o perpetuazione. Se da domani mattina i cittadini più illuminati (liberandosi dalla schiavitù mentale delle appartenenze) si incontrassero per discutere sui temi che stanno loro più a cuore (più che sulle persone) e, una volta stilato l’elenco, raccogliessero il consenso di quelli meno attivi, al fine di obbligare chi è stato eletto (a prescindere dal simbolo con cui è stato eletto) ad adoperarsi burocraticamente e istituzionalmente per attuare i provvedimenti condivisi (facendogli sentire costantemente il fiato sul collo e controllando i passaggi) allora si scoprirebbe, come per magia, l’irrilevanza del nome del candidato (che sarebbe considerato alla stregua di un dipendente pubblico) o dell’appartenenza partitica.
Occorre eliminare l’ego dalla politica e rimettere al centro i temi. E’ quello che ho cominciato a fare da tempo e che sto continuando a fare con tutti quelli che concordano (e ultimamente pare che si stiano moltiplicando) con questo modo di agire. Nessun’altra proposta, che si limiti a riproporre vecchi schemi e situazioni passate già vissute e fallimentari, mi troverà (così come non mi ha trovato in passato) partecipe.

Massimiliano Capalbo

8 Febbraio 2020/0 Commenti
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/lista-della-spesa-2.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2020-02-08 12:52:172020-02-08 12:56:11Fuori l’ego e dentro i temi
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