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Eretiche riflessioni, Politica

Ripristinare la democrazia prima di tutto

La scelta del Presidente Mattarella, come previsto, si è rivelata disastrosa. Mai mossa di un Presidente della Repubblica fu così azzardata. Avrebbe potuto agire diversamente, come spiegano persone più competenti del sottoscritto. E invece un grande segnale di debolezza e di paura è stato inviato al resto del mondo che ha scatenato le iene del mercato contro l’Italia e diviso il Paese. Era dalla Presidenza Cossiga che non si vedeva un Presidente della Repubblica dividere invece che unire il Paese.
Il giorno dopo il suo discorso ai conti correnti le reazioni degli italiani non si sono fatte attendere, l’opinione pubblica ha reagito e continua a reagire ad un’ingiustizia palese, e questo è stato un segnale estremamente positivo. Il Paese c’è ed è partecipe, è tornato ad appassionarsi di politica. Per anni abbiamo criticato gli italiani per la loro apatia e il loro disinteressamento nei confronti di ciò che accadeva nei palazzi del potere, oggi che se ne interessano vengono derisi (adesso sono tutti costituzionalisti, adesso sono tutti esperti, leggo sui social network). Preferisco gli insulti su Facebook alle bombe nelle piazze.
Non c’è bisogno di essere esperti per giudicare le ingiustizie. Le ingiustizie non richiedono qualifiche, titoli di studio o competenze specifiche. Ogni essere umano, capace di mettere da parte le ideologie e la faziosità e di mettere davanti l’interesse collettivo, è in grado di riconoscere le ingiustizie, ascoltando la propria coscienza.
Mattarella farebbe bene a dismettere i panni dell’amministratore delegato delle agenzie di rating, che ha indossato per pronunciare il discorso ai conti correnti, e a rimettere quelli di Capo di Stato di un paese sovrano, a rinunciare al cinismo che trasudava dal suo ultimo intervento e ad usare parole di conciliazione e di concordia per il bene dell’Italia.
Ho visto in questi giorni molta più saggezza nei giovani leader partitici che in quest’uomo di lungo corso che forse si è lasciato trascinare e influenzare da cattivi consiglieri. Ieri il leader dei Cinquestelle Di Maio si è detto pronto a chiedere scusa e si è detto disponibile a trovare una soluzione. Mi è sembrato un atteggiamento responsabile e maturo in un momento delicato come questo. Giorgia Meloni ha dato la sua disponibilità ad appoggiare la nascita del governo, mi pare una scelta di buon senso.
Ma è un atteggiamento che deve caratterizzare tutte le forze politiche, opposizioni comprese. In questo momento occorre mettere da parte i piccoli calcoli di bottega, se la nave affonda non serviranno a nessuno. Occorre che tutti lavorino per dare un governo a questo Paese rispettando la volontà degli elettori, ci sarà tempo in Parlamento per battagliare e fare opposizione, mi auguro nel merito delle proposte e non per partito preso. Gli italiani attendono un governo democraticamente eletto dal 2011, anno in cui i poteri finanziari europei inaugurarono la “financial suasion” facendo cadere il governo Berlusconi. Da sette anni la democrazia in questo Paese è sospesa, urge ripristinarla prima di ogni altra cosa, almeno una parvenza.
I partiti che rischiano di perdere quel briciolo di credibilità che gli è rimasto (mi riferisco in particolare al PD) ritrovino l’orgoglio di essere italiani, dimostrino che quel sostantivo “Democratico” che portano nel nome non è solo per bellezza. Il pericolo in questo momento non è interno al Paese, è esterno. Un coacervo di poteri finanziari sta tentando di mettere sotto scacco la democrazia utilizzando l’Italia come banco di prova, il metodo ce l’ha confermato ieri il Commissario UE Gunther Oettinger.
L’Italia ha in mano il destino dell’Europa, la responsabilità è doppia. E’ un’occasione irripetibile, se falliamo questa volta sarà difficile tornare indietro.

Massimiliano Capalbo

30 Maggio 2018/0 Commenti
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/bandiere-italia-europa.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2018-05-30 08:38:182018-05-30 08:44:54Ripristinare la democrazia prima di tutto
Eretiche riflessioni, Politica

Discorso ai conti correnti

Il discorso di Mattarella, ieri sera, mi ha lasciato esterrefatto. Ero solo al volante della mia auto e non potevo dire a qualcuno di pizzicarmi per capire se stessi sognando. L’ho ascoltato e riascoltato, non credevo alle mie orecchie. Per un attimo ho pensato ad un’imitazione di Crozza e invece no era tutto vero. Chi scrive non è andato a votare, non va a votare da un pò di tempo (nonostante gli appelli di partitici come Mattarella) per le ragioni che oggi, alla luce di questa crisi istituzionale, appaiono più che palesi. E’ tutto inutile, si tratta di una farsa. La democrazia non esiste ma almeno una parvenza era stata sempre garantita, fino ad oggi, soprattutto dai capi di stato.
Chi scrive non ha speso una sola parola fino ad oggi per commentare le scelte compiute dalle forze politiche nella formazione di questo governo ma ne aveva apprezzato lo sforzo e il tentativo. Si è limitato ad osservare, con un atteggiamento super partes. Ma non può tacere di fronte a quanto accaduto ieri sera perché è stato formalizzato dal Capo dello Stato (che ha parlato come un capo politico) ciò che avevamo intuito da tempo: non siamo più una nazione sovrana, abbiamo ceduto la nostra sovranità non ad un’altra nazione o ad una unione di stati ma ad un coacervo di interessi economici che il presidente Mattarella si è assunto la responsabilità di tutelare attraverso un discorso che, certamente, passerà alla storia come il discorso ai conti correnti (più che alla nazione). Un discorso che qualcuno definirebbe “irresponsabile” perché mette l’Italia in una situazione di agitazione (non solo finanziaria ma anche sociale), inviando al resto dell’Europa messaggi di sfiducia e di allarme in un momento in cui di tutto c’era bisogno tranne che di questo. Intendiamoci, i messaggi di sfiducia e di allarme non sono quelli verso i mercati che oggi ovviamente sono in rialzo e festeggiano ma per quegli altri paesi europei che immaginavano di poter seguire l’esempio dell’Italia, un discorso che rappresenta un monito per chiunque osasse provarci un domani.
Il Parlamento di questo Paese ha visto nella sua storia, tra i suoi scranni, prostitute, mafiosi, piduisti, massoni, corruttori contro i quali mai nessuno si è sognato di porre veti e oggi la nascita di un governo, democraticamente eletto dal popolo a larga maggioranza, viene impedita adducendo come motivazione le sgradite opinioni di uno dei suoi potenziali ministri. Una cosa inaudita, di una gravità senza precedenti. Il Presidente Mattarella ha chiaramente formalizzato con la sua decisione che, per far parte di un governo in Europa, oggi, occorre allinearsi, senza se e senza ma, al pensiero unico europeo. Chi può sollevare dubbi sul conducente non deve salire sull’autobus. Siamo passati dal voto di opinione al veto di opinione. Non era mai successo prima se non in regimi dittatoriali.
Badate bene tutto questo, formalmente, rientra nei poteri del Presidente della Repubblica (le richieste di impeachment che circolano in queste ore, infatti, sono del tutto velleitarie, infilarsi nei cavilli giurisprudenziali non è una mossa intelligente) ma nella sostanza lo stesso Presidente Mattarella, che ha sottolineato di essersi reso disponibile ad accogliere le richieste delle forze politiche (come se non fosse la prassi ma una sua gentile concessione) e di aver dato l’incarico al professor Conte nonostante non fosse stato eletto (mi pare che anche gli ultimi quattro presidenti del Consiglio non lo fossero) è stato eletto da una maggioranza parlamentare non più rappresentativa della volontà dell’elettorato italiano e di questo dovrebbe sostanzialmente tenere conto.
Mentre il Presidente del Consiglio incaricato Conte, nei giorni scorsi, ha parlato di cittadini truffati, di persone deboli da aiutare, di disoccupati, il Presidente della Repubblica ieri ha parlato di mercati, di borse, di operatori economici e finanziari (quelli che giocano con i risparmi e il destino di chi lavora seriamente). Secondo Mattarella la sovranità italiana è solo una questione di carattere finanziario. Nessuna parola per gli uomini e le donne di questo Paese. Un discorso di un’aridità senza precedenti.
Con un solo discorso il Capo dello Stato ha: minato la credibilità politica dell’Italia nel mondo; ha confermato l’inutilità del voto come strumento di partecipazione democratica alla vita del Paese; ha chiuso tutte le vie democratiche al dissenso rischiando di incanalarlo in altre meno democratiche; ha confermato il primato della finanzia (e non dell’economia) sulla politica (se non sei risparmiatore o investitore non hai diritto di espressione politica); ha ribadito la dittattura e il pensiero unico dell’euro; ha rafforzato le tesi dei complottisti; ha inaugurato la Repubblica presidenziale e ha ucciso la speranza di molta gente che si era illusa di poter cambiare le cose andando a votare. Neanche Napolitano era riuscito a fare tanto.

Massimiliano Capalbo

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28 Maggio 2018/1 Commento
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/mattarella.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2018-05-28 08:21:022018-05-28 08:23:39Discorso ai conti correnti
Ambiente, Calabria, Eretiche riflessioni

L’ultimo dei crociati

Prima dell’avvento delle religioni, paradossalmente, le popolazioni tribali erano esseri più spirituali. Vivevano nella (e a contatto con la) natura e consideravano i boschi luoghi sacri. Gli alberi, in particolare quelli più vetusti, erano venerati e considerati abitati da spiriti e dei, alla loro base venivano innalzati altari e ricevevano offerte. Una costante di tutte le culture umane ad ogni latitudine. Con l’avvento della Chiesa organizzata e dunque del potere religioso tutto assunse un altro significato, “l’anima dell’uomo, la foresta interna, fu messa in ceppi e venduta prima che la società tagliasse e vendesse quella esterna” scrive Fred Hageneder, pittore e suonatore d’arpa. I Romani prima e il Cristianesimo dopo sradicarono, prima degli alberi, le persone che vivevano nelle loro colonie recidendo quei legami che li tenevano vincolati alla terra. Le genti impararono ad essere egoisti e ad inseguire la ricchezza e il potere come avviene ancora ai nostri giorni.
La crociata cristiana contro gli alberi non ebbe nulla da invidiare a quella contro le altre religioni. Colui che diede l’avvio alla persecuzione degli alberi secolari fu Martino vescovo di Tours, che nel IV secolo, in Gallia avviò la distruzione dei boschi sacri per motivi religiosi. A lui (che distrusse i cinque alberi sacri d’Irlanda) fecero seguito molti altri “santi” come San Bonifacio che non soltanto abbatté la Quercia Sacra di Donar, in Franconia, ma avvelenò anche la sorgente sacra. Nel 772 Carlo Magno distrusse il tempio Irmin in Westfalia (impiegando tre giorni, indice dell’imponenza del luogo). All’inizio del XI secolo il vescovo Unwan di Brema ordinò di abbattere tutti i boschi sacri della sua diocesi in Germania. Poi toccò alla Boemia, dove nel 1093 Brzetislav bruciò gli alberi e i boschi considerati “pagani”, alla Lituania dove nel 1386 il granduca Yagello, dopo aver adottato la religione cristiana come religione di stato, tagliò i boschi sacri del suo paese. Ma numerosissimi altri luoghi, alberi, boschi, altari, punti di accoglienza vennero rasi al suolo in tutta Europa. Molti resistettero strenuamente e dove il Cristianesimo non riuscì a rimuovere completamente usanze e tradizioni pagane le inglobò, cambiandone senso e significato.
Se l’Europa non è diventata un deserto lo si deve a Cristoforo Colombo perché con la scoperta e conseguente colonizzazione dell’America gli europei trasferirono i loro interessi e i loro saccheggi al di là dell’Oceano riducendo il taglio e la devastazione delle foreste di casa nostra.
La separazione tra Uomo e Natura fu il peccato più grande (forse il vero peccato originale) che la Chiesa Romana commise all’epoca e che continua a commettere ancora oggi. L’ultimo dei crociati sembra risiedere in Calabria, e precisamente a Serra San Bruno, tale don Leonardo Calabretta che nei giorni scorsi si è reso protagonista del taglio di alcuni platani secolari, sotto i quali tempo fa avevo avuto il privilegio di soffermarmi per percepirne lo spirito e la sacralità. Evidentemente lui non ha avuto questa capacità. Stando al racconto di Francesco Bevilacqua che nei giorni scorsi si è recato a Serra San Bruno per avere contezza di quanto accaduto, sembra che il crociato non abbia voluto sentire ragioni quando, perfino i boscaioli incaricati del taglio, hanno tentato di farlo desistere dal peccaminoso intento suggerendo, in alternativa, una semplice potatura delle piante.
Per lui quei quattro muri di cemento, che costituiscono il suo tempio, hanno un’importanza maggiore di quei templi naturali che hanno preceduto (lui e la sua chiesa) e che lo avrebbero anche seguito se non li avesse abbattuti. Per lui il bosco è ancora una selva oscura di medievale concezione e con questa operazione è convinto di aver riportato la luce. Non sa però che gli alberi sono l’elemento di congiunzione tra la terra il cielo e che, interrompere questa relazione, significa contribuire alla creazione del deserto non solo ambientale ma anche spirituale contro i quali magari tuona nelle sue omelie domenicali. “Gli esseri umani – scriveva O.M. Aivanhov – che non conoscono l’importanza dei legami nel campo spirituale, continuano a interrompere il contatto con il Cielo, e in seguito, sono sorpresi: “Perché sono infelice? Perché non ho alcuna aspirazione, alcuno slancio? Perché mi sento morto?…”
Non so se Papa Francesco, autore di un’enciclica “Laudato si” che rimette al centro la natura dopo secoli di indifferenza, sia al corrente dell’azione del presule. Se non lo fosse qualcuno dovrebbe informarlo perché si tratta di peccati contro il Creato e occorre alzare la voce perché Don Calabretta passi alla storia come l’ultimo dei crociati.

Massimiliano Capalbo

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21 Maggio 2018/0 Commenti
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/albero-tagliato.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2018-05-21 15:18:302018-05-21 15:24:52L’ultimo dei crociati
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