Ereticamente.it
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Youtube
  • Essere eretici
  • Eretiche Riflessioni
    • Ambiente
    • Calabria
    • Comunicazione
    • Economia
    • Hacking
    • Politica
    • Società
    • Tecnologia
    • Turismo
  • Eretiche incursioni
  • Eretica TV
  • Scuola Eretica dell’Essere
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu
Eretiche riflessioni, Politica, Società

Il senso di colpa e il gregge

A giudicare dalle opinioni più comuni, che si trovano soprattutto sui social network, io sarei un cattivo cittadino e dovrei sentirmi in colpa. Non ho votato al Referendum scorso così come alle Politiche di ieri, non ho firmato il registro contro la ‘ndrangheta, non festeggio il 25 aprile e il 1 maggio (anzi sono tra le giornate dell’anno in cui lavoro di più), non commemoro anniversari, non scendo in piazza con cartelli in mano per protestare (l’ultima volta risale ad una decina d’anni fa e l’ho fatto per esprimere solidarietà ad un imprenditore vessato dalla criminalità organizzata). Tra affermazioni patetiche del tipo “pensa a chi ha lottato per garantire che oggi noi potessimo votare” e altisonanti come “faremo la rivoluzione” ho preferito restare a casa. Anche perché è dal 2007 che vado in giro per l’Italia e l’Europa a fare politica e ogni tanto c’è bisogno anche di riposarsi.
Ho visto gente, alla stregua di fuochi di paglia, infiammarsi nelle ultime settimane e imbracciare un vessillo per cercare di convincere gli altri che questa fosse la battaglia decisiva, quella stessa gente che domani ritornerà a sedersi davanti alla televisione a fare lo spettatore o a lamentarsi delle cose che continueranno a non funzionare. Il voto, ormai, ha la stessa efficacia di un like messo su Facebook, esprime al massimo un sentimento, nulla di più. E in effetti è il sentimento quello che esce fuori da quest’ultima consultazione elettorale: paura del Nord di perdere il potere (soprattutto economico) detenuto fin qui ed ennesima richiesta di assistenzialismo proveniente dal Sud. Quando il processo di informatizzazione del voto, avviato dai 5stelle, diventerà diffuso e generalizzato sarà ancora più facile esprimere sentimenti con un click. Chi ha lottato per garantire che oggi potessimo votare si starà divertendo nell’osservare l’incapacità degli italiani di riformare gli strumenti attraverso i quali si ostinano a darsi un governo.
Quando c’è da compiere una scelta poco chiara, come ad esempio quella di andare a votare con una leggere elettorale truffaldina (le cui schede questa volta, ironia della sorte, avevano un tagliando antitruffa) il comportamento più diffuso tra le persone è quello di far sentire in colpa chi non si adegua, per un motivo molto semplice: non essendo sicuro di quello che stai facendo hai bisogno di confermare la tua scelta uniformandoti al gregge e di additare chi non lo fa. Anche perché quando sbagliano in tanti non sbaglia nessuno e tutti sono assolti. E’ lo stesso senso di colpa che quotidianamente spinge le persone a decidere di scegliere un lavoro piuttosto che un altro, una scuola piuttosto che un’altra, una moglie o un marito piuttosto che un altro, un abito piuttosto che un altro, se lo fanno tutti ti senti meno in colpa e più rassicurato. Anche per questo le maggioranze non mi sono mai piaciute.
Io il senso di colpa non ce l’ho. Sarà perché è dal 2007 che vado (a spese mie e della mia attività) a parlare nelle scuole per evitare che i ragazzi entrino a far parte del gregge, che pubblico libri per cercare di far riflettere sui nostri comportamenti quotidiani, che aiuto giovani imprenditori ad emergere portandoli sotto i riflettori o raccontandone l’agire anche quando a loro non sembra particolarmente importante farlo, che creo impresa e pago le tasse anche se non ho nulla in cambio dallo Stato (quando non ostacoli), che mi batto per difendere il territorio bloccando centrali che inquinano, evitando il taglio dei boschi, preservando le aree archeologiche, insomma che agisco quotidianamente facendo la mia parte senza chiedere nulla in cambio, come un vero politico. Non mi sento, quindi, in debito nei confronti della collettività, semmai mi sento in credito e intendo continuare a sentirmi così finché ne avrò voglia e capacità.

Massimiliano Capalbo

5 Marzo 2018/1 Commento
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/IMG_20171222_154759.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2018-03-05 11:55:062018-03-05 11:55:06Il senso di colpa e il gregge
Calabria, Comunicazione, Eretiche riflessioni, Politica, Società, Turismo

E’ la nostra gioia che può prendere vita

A San Lucido c’è un posto incredibile che testimonia come la vita sia una sapiente costruzione umana e non un accidentale elemento dato. “Ti vengo a prendere io in piazza – mi dice Enrico Sarli al telefono – perché la Tavernetta sta in un vicolo del centro storico.” Mi ha invitato in questo bel borgo calabrese per presentare il mio ultimo libro “Fatti foste a viver di turismo”. “Non ti aspettare le folle, il nostro è un posto molto particolare” mi avverte.
Non mi aspettavo le folle, non me le aspetto mai, quello che dico non è facile da ascoltare e richiede un impegno immediato, mentre le folle di solito prediligono gli incantatori in grado di farle sognare, di promettere meno sacrifici e più gratificazioni. Ma non mi aspettavo neanche di trovare quello che ho trovato.
Enrico ha 57 anni ma è un giovanotto pieno di idee ed energie, più di tanti giovani (all’anagrafe) che popolano questa regione. Non lo conoscevo prima di ieri ma è come se ci fossimo sempre frequentati, si è creata una sintonia immediata. Qui a San Lucido, cittadina di 7000 abitanti in provincia di Cosenza che d’estate diventano 20.000, ha creato la Tavernetta letteraria, un angolo di paradiso dove si diverte (è proprio il caso di dirlo) ad organizzare iniziative culturali ma anche conviviali coinvolgendo gli amici più sensibili. La tavernetta è un’isola felice, un luogo magico. Non si può descrivere o ricondurre a qualcosa di già visto, perché è il frutto di un percorso personale fatto di immagini e foto storiche di San Lucido appese alle pareti, di vecchie bottiglie di liquore e di vino, di libri antichi, di suppellettili d’epoca, di attrezzi storici e arredi antichi. Per comprenderla bisogna entrarci e respirarne la storia, avvertire il calore della piccola stufa e delle persone che la riscaldano.
La Tavernetta nasce da un’idea di Enrico che, ci tiene a sottolineare, “non è un’associazione ma un luogo di ritrovo tra anime gioiose. Ha lo scopo di custodire i tesori della storia sanlucidana, di promuovere il turismo enogastronomico e il centro storico di San Lucido. Proponiamo eventi enogastronomici, degustazioni soprattutto di vini perché è anche cantina non aperta al pubblico ma agli amanti del vino. E’ anche biblioteca aperta a tutti coloro che vogliono usufruire dei libri.” Gli eventi sono di carattere culturale: presentazione di libri, mostre fotografiche e di pittura, intrattenimento con artisti locali dilettanti e, iniziativa molto singolare, “4 chiacchiere in dialetto sanlucidano”, che si prefigge di tutelare e salvaguardare il dialetto locale.
“Vieni un pò prima – mi aveva raccomandato Enrico al telefono – che facciamo un’intervista radiofonica.” Si, perché in questo piccolo angolo di paradiso Enrico, assieme a Francesco Calomeni e Gianni Mantuano, ha creato Mondo Radio Web una webradio attraverso la quale trasmettono “Gli Amici della Tavernetta Letteraria”, una trasmissione che va in onda la domenica pomeriggio, dalle 17.30 alle 19.00.
L’idea è stata del dott. Massimo Cuconato, proprietario della radio, col quale Enrico e gli altri avevano già condiviso la nascita, negli anni ’80, di Radio San Lucido Centrale in fm, frutto della fusione di due radio già esistenti. Questo progetto portò una nuova ventata culturale a San Lucido per via della qualità dei programmi. Nacquero nuove iniziative, come la riapertura del Miramare, storica rotonda sul mare che già negli anni 60 era nota come pista da ballo. Tutto svani, alla fine degli anni ’80, quando la vita si fece più difficile da gestire, soprattutto in termini economici. Oggi, Enrico e gli altri, hanno ripreso a crederci e si sono fatti istituzione, perché a San Lucido sono un’istituzione.
Ma come coinvolgere il nuovo pubblico? La scelta è caduta su un argomento che non conosce crisi, il sesso, utilizzato in chiave satirica e proposto attraverso notizie definite “scientifiche” create con fantasia ma che, alla fine, sembrano reali. Tra una battuta e l’altra l’occasione è buona per introdurre temi seri. “Abbiamo iniziato tre anni fa – mi spiega Gianni – con un pubblico di 30 persone, oggi siamo arrivati a 450-500 a puntata. Ci ascoltano da Chicago e perfino dal Costa Rica.”
Ieri sera pioveva a San Lucido, come nel resto della regione, una serata grigia che non invogliava certo ad uscire di casa e partecipare, le strade erano deserte. Eppure la Tavernetta era piena di energia e di persone, come un cuore che pulsa nonostante tutto. Ho riconosciuto, in Enrico e nei suoi amici, la gioia di vivere e quella fantasia che un tempo (come oggi) li spingeva a creare, a escogitare iniziative anche senza i potenti mezzi di cui disponiamo oggi. Forse era proprio la scarsità di mezzi a indurli a ricorrere alla propria fantasia, cosa che ancora oggi li rende giovani che non hanno smesso di crederci ma soprattutto di insegnarci che non è la vita a darci la gioia ma è la nostra gioia che può prendere vita.
Enrico, Francesco e Gianni saranno tra i protagonisti del prossimo Raduno delle Imprese Eretiche.

Massimiliano Capalbo

A
B
C

D
E
F

G
H
I

L
M
N

O

26 Febbraio 2018/0 Commenti
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/tavernetta6.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2018-02-26 09:35:412018-02-26 13:26:33E’ la nostra gioia che può prendere vita
Comunicazione, Eretiche riflessioni, Politica, Società

La vera disuguaglianza

Qualche giorno fa, ad una presentazione, dopo aver ascoltato un mio intervento, una persona mi ha avvicinato e mi ha descritto con questa metafora: “tu hai un’altra pedalata, gli altri non ce la fanno a tenere la tua andatura.” La riporto non per accrescere il mio ego o la mia distanza dagli altri ma perché non è la prima volta che mi accade di percepire questo distacco. Ho compreso che, nonostante la globalizzazione, nonostante l’interconnessione mediatica e tecnologica, nonostante i collegamenti stradali, ferroviari, aerei, i cambiamenti non avvengono ad una velocità uniforme per tutti, come ci raccontano. Le persone evolvono molto più lentamente di quello che immaginiamo e con un alto indice di variabilità a seconda delle loro curiosità, propensione al rischio, paure, ambiente in cui vivono, creatività, personalità etc.
Racconto un aneddoto per descrivere molto bene questa diversa velocità. Nel 2009, un anno prima di ritenere conclusa la mia esperienza nel Meetup degli Amici di Beppe Grillo di Catanzaro (che creai nel 2006), pubblicai un libro dal titolo “Di là dal ponte” in cui affermavo che i Meetup avrebbero potuto rappresentare la prima forma di democrazia partecipata post-moderna e le liste civiche, che si iniziavano soltanto ad immaginare (ancora non esisteva il M5S), un primo passo verso la formazione di un movimento nazionale. Ricordo i sorrisetti e le battute degli amici e dei conoscenti quando ne parlavo con loro. Ero considerato un illuso, ieri come oggi che affermo che il M5S è sul viale del tramonto (perché è sul viale del tramonto il sistema del quale sono entrati a far parte) e che il futuro è dato da nuove aggregazioni o comunità, formate da persone a cavallo tra gli imprenditori e i politici, che stanno nascendo spontaneamente un pò su tutto il territorio nazionale e che si rendono protagoniste di iniziative in grado di cambiare profondamente il territorio.
Quegli stessi che mi consideravano un illuso ieri, oggi sono candidati o bazzicano negli ambienti del movimento o si sono trasformati in alcuni tra i suoi più tenaci sostenitori. Ho potuto osservare questa incredibile trasformazione nel giro di dieci anni, un tempo enorme per i ritmi a cui siamo abituati oggi. Cos’è successo nel frattempo? Come si passa dallo scetticismo alla fede?
Ce lo spiega Richard Brodie, programmatore americano e autore del libro “Virus of the Mind: The New Science of the Meme”. La nascita di un nuovo paradigma, afferma, “comporta delle fasi di sviluppo che rispecchiano i passaggi che ogni nuovo quadro concettuale deve superare per affermarsi” e precisamente quattro fasi: la fase di compiacenza-marginalizzazione, in cui la nuova teoria viene considerata dalla maggior parte delle persone come bizzarra o fuori dal comune e quindi viene presa con simpatia; la fase di ridicolizzazione, quando chi non intende rinunciare alle proprie posizioni concettuali inizia ad ironizzare sul fenomeno e quindi l’iniziale compiacenza lascia il posto allo scherno e alla ridicolizzazione; la fase della critica, quando le nuove teorie iniziano e fare proseliti e questi si materializzano, questo suscita in chi non è disposto ad abbandonare le proprie convinzioni a favore delle nuove una reazione di paura e quindi l’attacco, il discredito; l’ultima fase è quella dell’accettazione, allorquando un numero sufficiente di persone si schiererà a favore del nuovo paradigma consentendo la sua accettazione all’interno della società. Tutto questo, però, richiede tempo, in questo caso un decennio.
Quando invitavo quelle stesse persone che oggi militano nel movimento a partecipare alle iniziative del Meetup in cui c’era solo da dare (bisognava dedicare tempo e risorse per difendere il territorio) si rendevano irreperibili o continuavano ad orbitare intorno a quelle aggregazioni partitiche contro le quali oggi si scagliano; oggi che c’è da guadagnare (stipendi, ruoli, carriere) sono tutti in fila, come soldatini, nella speranza di essere baciati dalla fortuna, un pò come i giocatori d’azzardo davanti ai centri scommesse.
Sempre in “Di là dal ponte”, dopo aver prefigurato lo scenario, mettevo in guardia affermando “funzioneranno se si differenzieranno rispetto ai vecchi concorrenti, i partiti, e se sapranno adottare un approccio innovativo nel metodo e nella struttura, se riusciranno a trovare un terreno comune di valori condivisi che ancora manca, se riusciranno a liberare le persone e non a legarle come hanno fatto i partiti finora.” Ovviamente le cose sono andate nella maniera esattamente opposta. Poiché gli uomini e le donne che sono confluiti nel movimento non sono sbarcati da Marte ma, nella maggior parte dei casi, sono fuoriusciti dai vecchi ambienti partitici, hanno la testa rivolta al passato e non sono in grado, pertanto, di generare futuro ma solo di riproporre il passato.
Per tornare alla riflessione iniziale, a me sembrano passati secoli. La pratica “meetup/movimento” è stata da me archiviata circa un decennio fa e vedere persone che oggi si accendono di entusiasmo per qualcosa che ritengono una novità e che io considero, invece, antiquata mi fa un certo effetto e mi fa comprendere la lentezza con cui le trasformazioni avvengono. E’ come se qualcuno oggi, nell’epoca degli mp3, si entusiasmasse per essere riuscito a registrare delle canzoni su un cd.
Forse aveva ragione Stefano D’Anna quando scriveva: “gli uomini appartengono a livelli diversi di comprensione, è questa la vera disuguaglianza tra loro.“

Massimiliano Capalbo

18 Febbraio 2018/0 Commenti
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/dialogo.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2018-02-18 10:59:582018-02-18 10:59:58La vera disuguaglianza
Pagina 69 di 139«‹6768697071›»

Visita il Giardino Epicureo

L’autore:

Massimiliano Capalbo

www.massimilianocapalbo.it

Agisco nel mio piccolo mondo, cercando di gettare ponti attraverso legami deboli.

News

  • Il Giardino Epicureo
    Il primo giardino sensoriale e terapeutico basato sulla filosofia epicurea in Italia.
Ereticamente
Gruppo Pubblico · 1973 membri
Iscriviti al gruppo
Oggi può considerarsi eretico chi sfida lo status quo. E’ eretico chi non crede, chi non riesce ad accettare ciò che viene spacciato come dogma o verità assoluta.

Newsletter – Resta sintonizzato

Perchè Ereticamente.it

Per valorizzare l’eresia considerata come arché, come forza primordiale in eterna espansione, creatrice di ogni trasformazione, iscritta in ogni atomo di materia.

Search Search
2019 © Copyright - Ereticamente.it
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Youtube
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
This website uses cookies to improve your experience. We'll assume you're ok with this, but you can opt-out if you wish. Cookie settingsACCEPT
Privacy & Cookies Policy

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these cookies, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may have an effect on your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA