Ereticamente.it
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Youtube
  • Essere eretici
  • Eretiche Riflessioni
    • Ambiente
    • Calabria
    • Comunicazione
    • Economia
    • Hacking
    • Politica
    • Società
    • Tecnologia
    • Turismo
  • Eretiche incursioni
  • Eretica TV
  • Scuola Eretica dell’Essere
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu
Comunicazione, Eretiche riflessioni, Società

La fabbrica della violenza

Due giorni fa sono rimasto colpito dall’arroganza, dalla violenza verbale gratuita e dalla frustrazione repressa che sono emerse dagli insulti che Antonio Ricci (ideatore di Striscia la notizia) ha rivolto al cantautore Claudio Baglioni.
Come quasi sempre accade in Italia, in circostanze simili, la tendenza è quella di prendere sottogamba tali atteggiamenti e la reazione avviene secondo uno schema mentale ben definito. Se la persona attaccata non rientra tra le mie preferenze, se non la stimo, se non è tra quelle presenti nel mio schieramento mentale, non reagisco, anzi sotto sotto godo perché posso usufruire di un attacco per conto terzi. Al contrario reagisco, coalizzandomi con i miei simili, se fa parte della mia fazione. Ed infatti i fans del cantautore hanno protestato esigendo da Ricci le scuse, come se fosse un fatto personale.
Questa vicenda dimostra, semmai ce ne fosse bisogno, che l’insulto oggi è all’ordine del giorno in tutti i campi, non solo in politica. È indice di una nevrosi, di un impazzimento generale dell’uomo post-moderno dovuto al modello di società in cui vive e ai ritmi che sopporta. La tendenza è quella di porre l’ego prima ogni cosa, di emergere a tutti i costi, a prescindere dalle capacità e dai meriti posseduti, di scalpitare in continuazione per sopraffare l’altro, di dettare l’agenda altrui sia per quanto riguarda le opinioni politiche che per i credi religiosi e finanche i gusti musicali. In Italia molta gente tenta, a più riprese, di imporre la dittatura in vari campi quando può. Per farlo si usano spesso le parole come se fossero un’arma e chi usa le parole come un’arma non dovrebbe avere spazio nei media perché diffonde violenza e pertanto è da ritenersi una persona socialmente pericolosa.
Non sono passate nemmeno 24 ore da quel mio commento che i fatti di Macerata hanno, purtroppo, subito confermato questa mia affermazione. Una persona facilmente influenzabile dai media (chi non lo è oggi e in che misura?) dopo l’omicidio di Pamela Mastropietro ha impugnato una pistola ed è andato in giro per Macerata alla ricerca di extracomunitari da uccidere, ferendone per fortuna solo sei.
La giornalista Lucia Annunziata parla di un confine superato, di un limite attraversato,  buttandola in partitica come sempre avviene in Italia, allo stesso modo in cui i commentatori delle affermazioni di Ricci l’hanno buttata in musica, dimenticando di far parte di quella fabbrica della violenza che sono ormai diventati i media, che non si limitano più a riportare le notizie ma le creano ad arte. Come è avvenuto proprio con Salvini che l’Annunziata addita come responsabile morale del gesto.
Se Salvini oggi è diventato noto e raccoglie consensi è perché, ad un certo punto della storia di questo paese, i media (Annunziata compresa) hanno deciso di accendere i riflettori su di lui quando non era nessuno e non vi era alcun criterio di notiziabilitá per farlo diventare famoso, se non le sue farneticanti iniziative. Chi ha deciso improvvisamente di parlare di Salvini ogni giorno quando si recava in missione provocatoria nei mercati, nei centri sociali, negli accampamenti rom e così via? Chi sono gli amici all’interno dei media che hanno deciso di sovraesporre Salvini all’attenzione dell’opinione pubblica? Forse è questa la vera indagine che andrebbe fatta per capire come si crea ad arte, oggi, un personaggio pericoloso. E attenzione, perché io non ho minimamente paura di Salvini, non ne ho mai parlato su Ereticamente, le sue posizioni estreme fanno parte di una strategia per posizionarsi ai bordi del mercato della partitica, così come si posiziona una scatoletta di pomodori in quello alimentare, si tratta di puro marketing. Più sei estremo più hai la possibilità di ritagliarti una nicchia di consensi.
Ho paura, invece, di chi crede in quelle affermazioni. Ho paura di quegli esagitati che, come ieri a Macerata, imbracciano un fucile o una pistola e danno forma alle loro paure sollecitati dalle affermazioni di questi irresponsabili.
La nostra società è quella del “l’ha detto la tv, c’è scritto su Internet, l’ha pronunciato quella persona influente, perciò è sicuramente vero… Smetti di credere a ciò che dicono le altre persone, sperimentalo di persona – ci avverte Serena Pattaro, longevity coach – Per la legge di risonanza ogni pettegolezzo che esprimi e in cui credi, ti ritorna un’energia uguale; poi, devi sprecarne altra per dimostrare che la verità su di te è un’altra. Ecco come la vibrazione ti torna indietro con gli interessi.“

Massimiliano Capalbo

4 Febbraio 2018/0 Commenti
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/sussurrare-orecchio.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2018-02-04 11:06:472018-02-04 11:11:49La fabbrica della violenza
Ambiente, Calabria, Eretiche riflessioni, Società

Il crimine è direttamente proporzionale alla paura

Nei giorni scorsi ignoti hanno compiuto un sacrilegio nei confronti di un bosco di pino laricio ubicato nel comune di Cotronei. Oltre 20 piante di questo esemplare tipico del Parco Nazionale della Sila, per il quale lo stesso è stato candidato a patrimonio dell’UNESCO, sono state abbattute con l’ausilio di motoseghe in Località Pugnale-Difisella. Un gesto bruttissimo che non genera paura o intimidazione come gli autori vorrebbero ma rabbia e sdegno. La paura semmai è quella che spinge individui del genere a compiere tali gesti. Chi si rende protagonista di simili atti, infatti, è un soggetto prigioniero della paura. Colpire la natura equivale a colpire se stessi, equivale a suicidarsi e il suicidio è ricercato da chi è disperato e si trova intrappolato nelle proprie miserie e frustrazioni senza intravvedere una via d’uscita. I crimini sono reazioni alla paura che affligge l’uomo, più la paura è grande più il crimine è feroce. E’ direttamente proporzionale alla paura.
Nei giorni scorsi è stato compiuto un sacrilegio perché il bosco è un luogo sacro, alla stregua di un tempio. Le popolazioni cosiddette “primitive” avevano un grande rispetto per la natura perché erano connesse con essa ed erano consapevoli di dipendere da essa. Avvertivano le onde gravitazionali molto tempo prima che la fisica quantistica ne scoprisse e raccontasse le caratteristiche ai “civili” post-moderni. Il bosco è un superorganismo che interagisce, come tutti gli esseri viventi, con l’ambiente e questo gesto avrà delle ripercussioni sugli equilibri naturali del luogo. E’ una ferita che genera e diffonde sofferenza tutto intorno. I disperati che l’hanno compiuto, così facendo, non hanno fatto altro che accrescere la propria disperazione. Chi colpisce il creato colpisce l’azione del Creatore e questo non può non avere ripercussioni nell’universo.
Matthew Fox, teologo di fama internazionale, ci ricorda che per l’essere umano la distruzione è una scelta. “L’essenza della nostra natura è dare vita, non distruggere. E’ creare… Ma le stesse capacità creative possono essere usate per distruggere.” Gli uomini si distinguono dagli animali perché hanno l’immaginazione e questa può essere utilizzata anche per distruggere, per fare del male. I campi di sterminio di Auschwitz e Dachau sono un esempio di creatività al servizio del male.
“La nostra creatività è non solo il luogo in cui si incontrano il Divino e l’umano ma anche il Divino e il demoniaco“. Chi sceglie di usare la creatività per dare vita diventa co-creatore dell’universo e così facendo collabora con lo spirito che avvolge e ispira l’universo. Chi sceglie di usarla per distruggere cede alla paura, sceglie la morte. La creatività, infatti, richiede coraggio e fiducia. “La nostra mancanza di fiducia tradisce il nostro rapporto con l’universo. Impariamo ad avere fiducia osservando l’affidamento che gli altri esseri fanno sull’universo.” Nei piccoli centri della nostra regione, infatti, è proprio la mancanza di fiducia nel prossimo a generare questi mostri e queste mostruosità. La paura si impossessa delle persone e il risultato finale è il gesto distruttivo verso di sé e verso gli altri. Il deprecabile gesto, infatti, è stato accompagnato da messaggi intimidatori nei confronti del Comandante della locale stazione dei Carabinieri Parco, il brigadiere Massimo Salerno, al quale va tutta la nostra solidarietà e il nostro sostegno.
Gli alberi sono gli esseri più forti, più resistenti, più longevi e più intelligenti esistenti sul pianeta, esistevano prima del nostro arrivo ed esisteranno anche dopo, nonostante il nostro agire distruttivo. Il regno vegetale rappresenta il 99,5% della biomassa presente sul pianeta Terra, mentre solo lo 0,1-0,5% è rappresentato da animali ed esseri umani. Loro possono tranquillamente fare a meno di noi, noi no. Nonostante l’agire dell’uomo, in natura niente si distrugge, tutto si trasforma. Anche gli autori di questi crimini, infatti, sono destinati a diventare concime per gli alberi e finalmente potranno contribuire a generare vita invece che morte.

Massimiliano Capalbo

2 Febbraio 2018/1 Commento
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/bosco-sacro.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2018-02-02 22:10:152018-02-02 22:12:12Il crimine è direttamente proporzionale alla paura
Ambiente, Eretiche riflessioni, Politica, Società

Degrado relazionale

Roma è sporca? Si, ve lo confermo, come la maggior parte delle grandi città. Ma non per colpa di questo, come dei precedenti sindaci, sarebbe troppo facile e comodo. Se Roma, come le altre grandi città, oggi è sempre più sporca le motivazioni sono da ricondurre a due motivazioni principali.
La prima, la più ovvia, è che chi ci vive è sporco. Le poche foto che ho scattato oggi, in un breve tratto della via Laurentina, testimoniano di una sporcizia fatta di consumi quotidiani: lattine, bottiglie di birra, cartoni di pizza.
La seconda, invece, non emerge mai perché la strumentalizzazione partitica e la mistificazione che si fa ormai su ogni problematica quotidiana, impedisce di vedere la realtà per quella che è. Le grandi città sono e saranno sempre più sporche perché chi ci abita le attraversa ma non le vive. Le città moderne, al contrario dei vecchi centri storici, non sono state progettate per essere vissute ma semplicemente per essere attraversate, temporaneamente. Le città sono sempre più dei non-luoghi, come aveva intuito a suo tempo Marc Augè. I non-luoghi sono spazi costruiti in rapporto a certi fini: di transito, di commercio. L’individuo si trova in rapporto con essi in una realtà contrattuale, si tratta di un accesso per l’uso. E in effetti nelle grandi, come ormai anche nelle piccole città, l’accesso è sempre più legato al pagamento di un pedaggio, di un parcheggio, di un servizio. Le città oggi danno vita “ad una contrattualità solitaria” come i centri commerciali. Sono e continuano ad essere concepite come zone di transito, per essere attraversate velocemente con le auto, gli autobus, i tram, le moto, i treni ma non a piedi e con lentezza. Continuando di questo passo arriveremo a pagare per accedere in zone sicure e pulite della città mentre le altre, quelle free, saranno sempre più sporche e insicure.
Ciascuno di noi, anche nei piccoli centri, ha ormai fatto propri i ritmi di vita delle grandi metropoli. Siamo sempre di fretta, usciamo di casa e ci infiliamo subito a bordo di un mezzo veloce (e se non è veloce abbastanza ci lamentiamo) progettato per passare sopra e attraverso ogni cosa (sporcizia compresa) e raggiungere il prima possibile la meta, un pò come i turisti che prendono un aereo per andare dall’altra parte del mondo a fare quello che potrebbero fare sotto casa, senza influire però sull’ambiente e la tranquillità delle destinazioni scelte. Non ci soffermiamo più su nulla, la vita ci scorre davanti e noi non siamo più neanche spettatori, men che meno attori. Non conosciamo (e dunque non possiamo tutelare) le risorse che ci circondano perché non le vediamo, ci sfrecciamo davanti quotidianamente senza accorgercene. Alberi secolari, monumenti, fontane, piazze, opere d’arte, palazzi storici, potrebbero anche non esistere, tutto ciò non influirebbe minimamente sui nostri programmi quotidiani.
Le vie, le aiuole e le piazze sono rimaste appannaggio dei poveri e dei senza tetto, dei miserabili che, ovviamente, le vivono riempiendole della loro quotidianità (cartoni, coperte, ciotole) e delle loro azioni (accattonaggio, furti, violenze). Gli altri non le frequentano più, perchè pagano per accedere a bar, locali, ristoranti, gallerie, cinema, sotto l’occhio vigile delle telecamere. Le frequentano solo per portare a pisciare il cane, il tempo di un bisogno. Se fossero vissute sarebbero abbellite, ripulite, illuminate, vive.
Le comunità sono fatte di persone che collaborano al mantenimento e al miglioramento degli spazi comuni, il degrado materiale è lo specchio del degrado relazionale in cui scegliamo quotidianamente, liberamente e consapevolmente di vivere. Se vogliamo città pulite e sicure dobbiamo ricominciare a tessere relazioni non votare questo o quel sindaco. Siglare patti tra condomini e vicini di casa coi quali neanche ci salutiamo più, non aumentare il numero di poliziotti. Improvvisamente ci accorgeremmo che le città sono più pulite, più sicure, più belle.
Gian Vittorio Caprara, Ordinario di Psicologia della personalità alla Facoltà di Psicologia dell’Università La Sapienza di Roma, in un suo articolo pubblicato tempo fa sulla rivista “Psicologia contemporanea”, riportò i dati di una ricerca del 1997, a cura di Sampson et al., svolta su 8782 residenti di 343 quartieri di Chicago, dalla quale risultò che “l’efficacia collettiva risultante dalla fiducia reciproca e dalla disponibilità dei cittadini a farsi carico attivamente della supervisione dei ragazzi e del mantenimento dell’ordine pubblico ha un ruolo cruciale nel contrastare crimine e violenza, anche in condizioni socio-economiche particolarmente svantaggiate. Quando tutta una collettività si sente impegnata a vigilare ed ha la convinzione di riuscire a contrastare abusi e prepotenze, e quando per una sorta di spionaggio positivo ogni passante, ogni finestra, ogni telefono diventa una spia pronta a riconoscere, stigmatizzare e denunciare, il crimine cessa di pagare.” Non ci sono soldati che tengano. Nessuno può pensare di poter delegare ad altri la propria sicurezza e il proprio futuro eppure il dibattito quotidiano, soprattutto mediatico, verte sempre su chi sarà il prossimo che si accollerà le responsabilità collettive. “Senza togliere niente alla responsabilità individuale – scrive Fernando Savater – è pero giusto riconoscere la nostra co-responsabilità sociale nel non saper evitare situazioni a noi vicine che spesso vanno a sfociare in crimini o catastrofi.”

Massimiliano Capalbo

k

n

J

28 Gennaio 2018/0 Commenti
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/roma-sporca.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2018-01-28 15:43:462018-01-28 15:56:44Degrado relazionale
Pagina 109 di 281«‹107108109110111›»

Visita il Giardino Epicureo

L’autore:

Massimiliano Capalbo

www.massimilianocapalbo.it

Agisco nel mio piccolo mondo, cercando di gettare ponti attraverso legami deboli.

News

  • Il Giardino Epicureo
    Il primo giardino sensoriale e terapeutico basato sulla filosofia epicurea in Italia.
Ereticamente
Gruppo Pubblico · 1973 membri
Iscriviti al gruppo
Oggi può considerarsi eretico chi sfida lo status quo. E’ eretico chi non crede, chi non riesce ad accettare ciò che viene spacciato come dogma o verità assoluta.

Newsletter – Resta sintonizzato

Perchè Ereticamente.it

Per valorizzare l’eresia considerata come arché, come forza primordiale in eterna espansione, creatrice di ogni trasformazione, iscritta in ogni atomo di materia.

Search Search
2019 © Copyright - Ereticamente.it
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Youtube
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
This website uses cookies to improve your experience. We'll assume you're ok with this, but you can opt-out if you wish. Cookie settingsACCEPT
Privacy & Cookies Policy

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these cookies, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may have an effect on your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA