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Ambiente, Economia, Eretiche riflessioni, Politica, Società

Quello che va fatto non porta voti

Mettendo ordine nella mia libreria e sfogliando alcune vecchie riviste, mi imbatto in un articolo pubblicato sulla rivista Wired del dicembre 2011 dal titolo: “Contagio: come perdere la guerra contro la prossima pandemia” e faccio un balzo sulla sedia. Lo racconta, in esclusiva per questa rivista, in un diario definito “pessimistico ma realista”, un grande studioso italiano in prima linea contro il virus a venire: Alessandro Vespignani, fisico e direttore del laboratorio per la modellizzazione dei sistemi biologici e sociali della Northeastern University di Boston e del laboratorio di epidemiologia computazionale della fondazione Isi di Torino. Entrambe le strutture, si legge sulla rivista, fanno parte del sistema di allerta e sorveglianza allestito dall’OMS: in caso di pandemie deve produrre simulazioni di come l’infezione si espande. E meno male, penso tra me e me. L’articolo di Wired è una simulazione uscita dai computer di Vespignani, un diario che comincia a fine gennaio e finisce a dicembre del 2012, che fa rabbrividire per la sua capacità di anticipare di un decennio quello che accadrà nel 2020. L’unica differenza è la collocazione del primo focolaio che non è in una grande metropoli cinese ma in uno sperduto villaggio della Siberia. Per il resto è a dir poco sconvolgente.
Cito questo articolo per dire che non è assolutamente vero che la prima ondata ci ha colti di sorpresa, come ci vogliono far credere. Ha colto di sorpresa forse noi disinformati, che leggiamo poco, che abbiamo deciso di delegare la nostra vita a qualcun altro, ma gli scienziati (quelli veri) e i governi ne erano per lo meno al corrente da un decennio. In questi giorni si ha il coraggio di affermare che anche la seconda ondata non era attesa, balle. Le cose sono due o qui ci troviamo di fronte ad incompetenti (cosa molto probabile) oppure quello che doveva essere fatto non è stato fatto non tanto e non solo per incapacità quanto perché tutto questo non porta voti.
Abbiamo trascorso l’estate a parlare di come spartire il prossimo bottino proveniente dalla UE oppure di come dovevano essere posizionati i banchi a scuola, quando anche l’ultimo dei competenti, ma ancora in grado di ragionare logicamente, aveva intuito che le categorie da proteggere erano gli anziani e i medici che nella prima ondata erano stati spazzati via dallo smantellamento del sistema sanitario italiano e dall’impreparazione nel fronteggiare la prima ondata. Occorreva trascorrere l’estate ad allestire servizi sanitari a domicilio per gli anziani ed evitare che si riversassero nuovamente negli ospedali. Un’occasione per rivoluzionare il sistema sanitario italiano. In tutto questo i soldi c’entrano poco, c’entra invece la capacità organizzativa di chi è deputato a gestire questi servizi. Bisognava semplicemente riconfigurarli o, per lo meno, cominciare a farlo.
La pandemia in corso dovrebbe una volta per tutte farci comprendere che i veri responsabili siamo sempre noi, che ci prestiamo al giochino della contrapposizione partitica ogni giorno, lasciando che i temi fondamentali della nostra vita siano utilizzati strumentalmente per colpire gli avversari o relegati in un cassetto perché non elettoralmente appetibili. I veri temi che hanno a che fare con la possibilità di avere un futuro vivibile non sono e non saranno mai nell’agenda setting dei media e dunque neanche della partitica se non saremo noi ad imporli. Nei prossimi decenni dovremo lavorare per riparare tutto quello che nel secolo scorso abbiamo rotto: gli equilibri ambientali, sociali, economici del pianeta. Saranno anni di emergenze climatiche, sociali, economiche, ambientali. Un equilibrio si è rotto e per ristabilirlo occorrono persone equilibrate, capaci di affrontarle con serenità e non in preda al panico, di prevenire e intervenire per tempo, di pianificare e agire con saggezza. Tutto questo non potrà essere affidato ad un governo centrale ma dovrà essere organizzato territorialmente dai cittadini che dovranno unirsi per trovare soluzioni da imporre al governo centrale. E’ giunto il momento di farsi istituzione, delegare la propria vita a qualcun altro ora dovremmo aver capito cosa comporta.

Massimiliano Capalbo

26 Ottobre 2020/0 Commenti
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/mascherine-in-piazza.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2020-10-26 09:48:452020-10-26 09:48:45Quello che va fatto non porta voti
Calabria, Economia, Eretiche riflessioni, Politica, Società, Turismo

Perché i vaccini si e le terme no?

Tra le follie seguite al pandemonio mediatico da Covid-19 registriamo la diminuzione del numero di presenze negli stabilimenti termali. Le Terme Caronte, ad esempio, nei pressi di Lamezia Terme, le cui sorgenti termali risultano tra le più importanti d’Italia, registrano un calo rispetto allo scorso anno del 75%. Avete letto bene: 75%! E’ il presidente della società Terme Caronte spa, Emilio Cataldi, a confermarlo: “stiamo lavorando per chiudere la stagione con il 70% di calo ma, capisce bene, che si tratta di una debacle.”
In pratica i luoghi che in questo periodo di emergenza (ma forse sarebbe stato meglio nel corso della tregua estiva) dovrebbero essere presi d’assalto per prevenire l’insorgere di patologie respiratorie, che sono le condizioni di base perché il virus possa attecchire, risultano semi-deserti. Le cure inalatorie svolgono azione trofica e decongestionante sulle mucose, anticatarrale e fluidificante le secrezioni, antisettica, antiallergica generale, stimolante la fagocitosi e l’anticorpopoiesi con potenziamento delle difese immunitarie. Sono indicate nelle patologie subacute o croniche delle vie aeree superiori e inferiori, specie se di tipo catarrale. In caso di rinite, ozena, sinusite, tonsillite, faringite, laringite e tracheite, bronchite, bronchite asmatica, bronchiectasie ed enfisema. Eppure nessuno ne approfitta. Il lavaggio del cervello compiuto dai media sta funzionando. Il risultato è che risorse straordinarie della nostra terra come queste vengono snobbate. Mi sottopongo da anni a queste cure e posso testimoniare che ho dimenticato cosa sia un raffreddore o un mal di gola. Vi parla un ormai ex allergico cronico che non usa più il fazzoletto come un tempo.
Perché nessuno scienziato le consiglia? Perché il Ministero della Salute e il Servizio Sanitario Nazionale non ne hanno mai consigliato e incentivato la frequentazione in questi mesi? Perché nessuno di quei numerosi personaggi televisivi, che dicono di avere a cuore la nostra salute, ne ha mai parlato? Perché tutte le speranze sono riversate su di un vaccino che non si sa quando arriverà e, soprattutto, quali effetti avrà sulle persone? Perché si mette a repentaglio l’esistenza di realtà preziose del nostro territorio come questa in un momento storico in cui potrebbero contribuire a ridurre il numero di sintomatici? Perché invece del vaccino anti-influenzale, al quale molta gente si sta sottoponendo più per paura del Covid che per la reale necessità, non vengono consigliate queste terapie naturali? Perché non vengono raccontate nei vari spot promozionali del turismo che si commissionano? Perché si privilegia la cura alla prevenzione? Domande ingenue, lo so, le cui risposte sono note a tutti da tempo.
Attenzione, non sto dicendo che le cure termali guariscono dall’infezione da Covid-19, sto dicendo che possono aiutare a ridurre le condizioni favorevoli perché il virus (ma anche tanti altri virus influenzali) possa attecchire. Certo, se ci mettessimo a studiarle seriamente magari potremmo scoprire anche qualcosa di più interessante.
Nel mese di agosto la Regione Calabria aveva annunciato due bandi per aiutare le Terme Storiche della Calabria, ma ad oggi siamo ancora alla fase di presentazione delle domande, con questa lentezza burocratica gli stabilimenti termali rischiano di non arrivare vivi alla fine dell’anno.
Le acque termali Caronte sono note fin dalla più remota antichità. Secondo autorevoli storici sarebbero da identificarsi con le “Acquae Angae” degli Itinerari Romani, conosciute fin dal II° secolo d.C. Secondo altri la loro conoscenza risalirebbe ai tempi Omerici e sarebbero raffigurate in alcune monete dell’antica città di Terina. E’ certo che, al tempo dei Normanni, le acque fossero già conosciute ed apprezzate. Roberto il Guiscardo, con le sue truppe, si sarebbe infatti attendato nei pressi delle fonti nel 1056 per riaversi dalle fatiche di una battaglia. I contemporanei, invece, che hanno rinunciato a combattere da tempo, vivono in preda alla paura veicolata da un sistema mediatico che sta distruggendo, a colpi di fake news, l’economia della nazione e la salute delle persone. Avete tempo fino a fine novembre per sottoporvi alle cure termali Caronte e attrezzarvi per affrontare l’inverno, poi chiuderanno. Rivederle aperte in primavera, assieme agli altri stabilimenti termali della regione, è un dovere di tutti i calabresi che vogliono difendere le proprie risorse e la propria salute.

Massimiliano Capalbo

22 Ottobre 2020/0 Commenti
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/terme-di-caronte.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2020-10-22 16:39:362020-10-23 17:48:10Perché i vaccini si e le terme no?
Comunicazione, Eretiche riflessioni, Società

Il Covid e il nichilismo della nostra civiltà

La notizia del premio Nobel a Roger Penrose per le sue ricerche sui buchi neri è apparsa e presto scomparsa dai giornali e dalle televisioni. Chi invece è curioso, e io lo sono, è andato a cercare in Internet e ha scoperto che assieme a Stuart Hameroff aveva suscitato qualche decennio fa clamore e scandalo nella comunità scientifica per le loro ricerche sulla coscienza.
La coscienza, sostengono, si sviluppa in quelli che loro chiamano microtubuli delle cellule cerebrali e, quando muore il corpo fisico, non scompare con esso, ma si riversa nel cosmo. La coscienza non muore, è parte del cosmo.
Che io sappia, è il primo tentativo di dare consistenza scientifica, utilizzando la teoria dei quanti, all’ipotesi dell’immortalità, di quel quid immateriale che viene chiamato coscienza o anima.
Sembra una notizia di poco conto nei giorni in cui si parla solo di Covid, eppure risponde, più di ogni discorso politico o sanitario, all’intimo e segreto terrore che sembra dominare oggi il mondo intero: se percepiamo il nostro essere solo come ammasso di carne bisognosa solo di nutrimento materiale (ed è quanto la mentalità consumistica occidentale ha insegnato a tutto il mondo), non possiamo che essere invasi poi dalla paura di ogni pur minimo rischio di morte, nasce il terrore che questo ammasso scompaia improvvisamente, inghiottito dalla nuda terra, diventi niente.
Il Covid rivela il nichilismo in cui è sprofondata la nostra civiltà. Nessuno dei loro libri sull'”anima quantica” è stato tradotto in italiano e questo dice molto sul fatto che siamo diventati il popolo più ipocondriaco (e ossessivamente materialista) d’Europa.

Giuliano Buselli

21 Ottobre 2020/0 Commenti
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/uomo-e-cosmo.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2020-10-21 07:03:052020-10-21 07:05:57Il Covid e il nichilismo della nostra civiltà
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Massimiliano Capalbo

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