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Calabria, Comunicazione, Eretiche riflessioni, Politica, Società

La schizofrenia non necessita di un cacciavite

Mustafà non è un essere umano, è il marocchino eroe. Non è un uomo che, di fronte ad un gesto di violenza nei confronti di una donna, ha reagito come farebbero tutti gli esseri umani sani di mente: difendendo l’aggredita. Nonostante tenti di sottolineare di non essere un eroe, tutti i media continuano a dipingerlo come un esemplare raro. In una società che ha smarrito le coordinate della normalità, dove l’avidità e il consumo hanno accecato e reso insensibili i consumatori, il suo gesto appare insolito e lui un extraterrestre sbarcato da chissà dove, un esemplare quindi da studiare e analizzare.
Non sa cosa lo aspetta da oggi in poi. Non ha ancora capito che la durata dell’aggressione, a cui ha posto fortunatamente fine, è nettamente inferiore a quella che la sua privacy subirà da oggi in avanti. Dopo l’onorificenza del comune di Crotone e di chissà quante altre istituzioni, gli toccherà andare a “Che tempo che fa” a rappresentare un esempio vivente di immigrato buono, in funzione anti-Salvini; poi a “La Vita in diretta” e in tutte quelle trasmissioni che diffondono paure e fantasmi, come esempio di eccezione che conferma la regola; poi Massimo Gramellini certamente gli dedicherà un articolo o la conclusione del suo programma; l’opposizione partitica lo userà come grimaldello contro la maggioranza e così via.
Mustafà non sa di essere appena entrato nel tritacarne mediatico italiano, alla continua ricerca di argomenti da utilizzare strumentalmente e ideologicamente contro o a favore di qualcuno. Non sa di vivere in un paese dove la schizofrenia non si esprime solo brandendo un cacciavite.

Massimiliano Capalbo

5 Dicembre 2018/0 Commenti
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/mustafa.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2018-12-05 14:36:292018-12-05 14:47:22La schizofrenia non necessita di un cacciavite
Calabria, Eretiche riflessioni, Politica

L’uso spropositato

E’ la prima volta, mi pare, che usare troppo Facebook viene portato a motivo di una rimozione da incarico pubblico, una rimozione furbescamente nascosta da un atto di sospensione a due giorni dalla scadenza di mandato, per impedire la riconferma di Carlo Tansi alla Protezione Civile di Calabria.
E per “uso spropositato di Facebook” qui non si intende che il dirigente in questione usasse i social per divertimento o per perder tempo come fanno tanti, no, usava i social per denunciare il malaffare che aveva trovato nella gestione della Protezione Civile della sua regione.
Lui, dirigente di un ente esterno alla regione, si era permesso di criticare un consigliere regionale il quale, secondo i “saggi” della Regione, “è insindacabile nell’esercizio delle sue funzioni”, insomma un consigliere regionale può dire le cavolate che vuole, ma Tansi no, lui deve soppesare parola su parola e pensare bene alle conseguenze di quello che dice, cioè al discredito che può nascere, come se il discredito che l’istituto regionale ha in Calabria fosse la conseguenza delle parole di un dirigente della protezione civile, invece che degli atti dei politici e dei dirigenti che hanno governato per decenni una regione devastandola in tutti i modi possibili.
Non è un caso che Cetto La qualunque sia nato in Calabria. Qui alligna la peggiore classe dirigente d’Italia. Il bello è che con questa rimozione-sospensione i dirigenti regionali confermano proprio le accuse di Tansi. I furbi sanno di infangare se stessi e le funzioni che ricoprono, ma si sentono impuniti e se ne fregano. Fino a quando? Quando i calabresi si decideranno a rimuovere i dirigenti e i politici della regione? Hanno fatto tutti un uso spropositato dei propri privilegi, Tansi solo di Facebook.

Giuliano Buselli

21 Novembre 2018/1 Commento
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/carlo-tansi.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2018-11-21 10:55:042018-11-21 11:02:57L’uso spropositato
Ambiente, Comunicazione, Economia, Eretiche riflessioni, Politica, Società

Non è un Paese per ignoranti

C’è una delinquenza informativa in Italia che precede quella agita. Far credere che il no agli inceneritori sia solo una posizione partitica, piuttosto che una saggia scelta di tutela dell’ambiente, ne è l’esempio più attuale. I media sono controllati dai poteri economici e i giornalisti sono sempre meno, nonostante la maggior parte di quelli che si definiscono tali scenda in piazza a invocare, a parole, una libertà che non ha mai conosciuto.
Nonostante si invochi il primato della scienza ad ogni piè sospinto, quando poi si tratta di avere certezze, in questo Paese, si alza una fitta nebbia che cambia direzione, a seconda degli interessi economici del momento. Dopo la politica, infatti, anche la scienza si è piegata al potere economico.
Non esiste un ente terzo (super partes) in grado di dirci, una volta per tutte, se un vaccino fa male (e in che misura) o no, se un inceneritore inquina (e in che misura) o no, se i cellulari e le relative antenne fanno male alla salute (e in che misura) o no, se un ponte è in grado di reggere alle sollecitazioni del tempo o no e così via. Anche le istituzioni, che dovrebbero rappresentare un punto fermo, una garanzia per i cittadini in questo senso, in realtà non lo sono. Il Ministero della Salute dovrebbe dirmi cosa fa bene e cosa fa male senza alcun dubbio, il Ministero delle Infrastrutture se una strada è sicura o no senza alcun dubbio, il Ministero dell’Ambiente se una centrale inquina o no senza alcun dubbio e così via. E invece ogni dibattito pubblico termina con meno certezze rispetto al suo avvio. Tutto è relativo. I cittadini più sensibili e attenti sono costretti ad informarsi, ad avere una laurea in ogni disciplina, perché il riferimento istituzionale che dovrebbe rappresentarli e tutelarli ha abdicato da tempo al suo compito.
Dal boom economico ad oggi un comune o una regione possono determinare la morte di territori poco informati e poco attenti al loro destino, come è avvenuto ad Augusta in Sicilia o a Gioia Tauro e a Crotone in Calabria per fare tre esempi a noi vicini, che sembrano però non aver insegnato nulla. Nella puntata de “I dieci comandamenti” del 18 novembre scorso, dal titolo “Pane Nostro”, uno dei pochi giornalisti in circolazione in Italia, Domenico Iannaccone, ci racconta, in un bellissimo quanto inquietante servizio, cosa succede quando si lascia campo libero alle istituzioni, prendendo spunto dalla storia di Augusta, in Sicilia, un paradiso trasformato in un inferno dalle istituzioni in collaborazione con le multinazionali della chimica, dietro il ricatto occupazionale. Una storia che al Sud si ripropone quotidianamente. Le grandi aziende fanno business due volte. La prima volta sull’ignavia dei residenti, incapaci di trasformare in valore le risorse che possiedono e delegando il proprio futuro ad altri in cambio della promessa di un posto di lavoro. Successivamente sul senso di colpa che provano dopo aver compreso che quel pezzo di pane che hanno portato a casa è un pane avvelenato, perché amici e parenti sono morti di cancro. Non hanno il coraggio di ribellarsi perché quel senso di colpa li riduce al silenzio, li fa vergognare e li relega nella rassegnazione, lasciando per la seconda volta campo libero alla devastazione.
E’ tempo di finirla con la rassegnazione e con l’abbandono. Occorre occupare i territori, prendersene cura, trincerarli, recintarli col filo spinato se necessario, prima che tutto ciò accada, per impedire che vengano sottratti da speculatori senza scrupoli che sulla nostra inettitudine hanno creato e continuano a creare le proprie fortune. Non è più tempo di piegare la testa. Occorre ristabilire il primato della politica sull’economia. Ma prima ancora occorre essere informati e competenti, perché questo non è un Paese per ignoranti.

Massimiliano Capalbo

20 Novembre 2018/0 Commenti
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/asino-1.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2018-11-20 11:23:362018-11-20 12:21:53Non è un Paese per ignoranti
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