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Economia, Eretiche riflessioni, Politica, Società, Tecnologia

I difetti ci salveranno

Giorni fa sono stato in centro a Bologna per il funerale di un’amica, le vie erano animate quasi come in una comune giornata pre-pandemia, così quando ho ascoltato Draghi dire che “indipendentemente dai dati epidemiologici” l’Italia resterà chiusa fino a fine Aprile, mi è venuto spontaneo pensare che anche i comuni cittadini vivono ormai “indipendentemente dai dati epidemiologici”. Questa primavera è diversa da quella dello scorso anno, si direbbe che gran parte dei cittadini, nei comportamenti pratici, abbia scelto di convivere con il rischio piuttosto che rovinarsi la vita per il timore del rischio. Mi pare un comportamento diffuso in entrambi i fronti contrapposti. Si dicono cose diverse, ma si agisce in modo uguale.
Appena varate le prime misure di lockdown, Boris Johnson, a un giornalista che osservava come gli inglesi fossero più indisciplinati degli italiani nel rispetto delle misure decise dal governo, rispose: “gli inglesi a differenza degli italiani amano le loro libertà”. In questo episodio si incontrano due stereotipi: 1) che gli italiani siano indisciplinati e anarchici; 2) che gli italiani siano poco inclini a difendere le proprie libertà e sempre supini ai dettami del potere politico.
Sono due stereotipi che, come tutti gli stereotipi, qualcosa di vero comunque rivelano: gli italiani si oppongono raramente in modo frontale al potere (non a caso in Italia non c’è mai stata una rivoluzione), scelgono un’altra via. Dicono SI, ma poi fanno di testa loro o come loro fa più comodo. Sono come quel fratello della parabola evangelica che, chiamato dal padre ad andare nella vigna a lavorare, dice SI ma poi non ci va, l’altro invece dice NO ma poi ci va. Gli italiani sono simili al primo.
Questo “stile di vita” è così riprovevole come di solito si dice in Italia dove c’è il gusto di criticare le proprie abitudini? Mussolini rispose una volta, a un giornalista che gli chiedeva se fosse difficile governare un popolo di individualisti: “difficile? è inutile”. Dichiarazioni simili sono state rilasciate da altri statisti italiani, da Giolitti ad Andreotti: è impossibile governare gli italiani.
Hitler non avrebbe mai pensato una cosa simile dei tedeschi. Anzi, un gerarca nazista al processo di Norimberga disse che era stato molto facile farsi seguire e obbedire dai tedeschi. I caratteri dei popoli esistono, non sono né convenzioni né invenzioni. Però si vedono solo se si osservano i fenomeni nei periodi lunghi. Popoli apparentemente servili nel tempo riescono a sfuggire al potere meglio di coloro che gli si contrappongono apertamente nella lotta.
Tanti temono che oggi sia in atto nel mondo un Grande Reset, un riassestamento globale dei poteri sia economico-finanziari che politici che militari da cui uscirà un mondo dominato da regole rigide gestite tecnologicamente, una prigione digitale, uomini ridotti ad automi attraverso l’intelligenza artificiale.
Non escludo che un disegno simile sia nei pensieri dei grandi uomini potenti che oggi comandano, ma osservo solo che, dopo un anno di pandemia, gli italiani cominciano a vivere “indipendentemente dai dati epidemiologici”. Dicono SI, ma poi fanno di testa propria. La massa si scioglie in tante entità individuali. E’ l’individualismo italiano che conosce tante sfumature: si passa dal menefreghisno e dalla mancanza di senso civico alle genialità di chi si costruisce una propria singolare via di realizzazione. Se Mussolini non è riuscito a governare gli italiani è perché la massa indistinta non ha mai agito come corpo unico, cosa che invece hanno fatto i tedeschi seguendo il loro Furher fino alla rovina totale.
Davvero riusciranno i governi attuali a fare quello che non è riuscito a fare Mussolini? E nel Grande Reset il digitale avrà più capacità coattiva del regime dittatoriale?
E’ una caratteristica della politica moderna simulare la propria onnipotenza. Mussolini era continuamente dedito ad ostentazioni di forza. Le scenate istrioniche dal balcone di Piazza Venezia di fronte alla folla acclamante somigliano un poco ai proclami che oggi imperversano nei media. Ho visto ieri un TG intitolare un servizio sui vaccini “Arrivano le munizioni” mentre il responsabile della Protezione Civile l’altro ieri ha detto che “siamo in guerra e occorrono leggi di guerra”. A me queste dichiarazioni suscitano l’impressione che si cerchi di celare la grande debolezza del cosiddetto Grane Reset, credo che potrebbe tradursi in una grande confusione globale. Tra il primo e il secondo esito c’è di mezzo il carattere dei popoli. Lo dimenticano coloro che sognano o temono il nuovo ordine mondiale.
Tanti, permeati di cultura meccanicistica, credono che l’uomo sia una macchina e le macchine non hanno carattere, si comportano come decidi tu, sono predeterminate, ma ogni tentativo di ridurre l’uomo a macchina sarà vano, è sempre fallito. I popoli non sono macchine, ma hanno propri caratteri.
Il carattere è costituito anche dai propri difetti e talvolta i difetti si rivelano una risorsa. I difetti degli italiani, fare il contrario di quel che si dice, hanno impedito agli italiani di interiorizzare fino in fondo il fascismo come invece hanno fatto i tedeschi che ostinatamente hanno seguito il proprio Furher fino alla rovina totale. I difetti ci impediscono di diventare macchine. Per questo il Grande Reset si potrebbe tramutare semplicemente in una grande confusione, un grande caos. Ma dal caos nasce ogni nuova creazione.

Giuliano Buselli

1 Aprile 2021/0 Commenti
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/inuovimostri.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2021-04-01 06:50:372021-04-01 06:50:37I difetti ci salveranno
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Una mattina, a colazione

“Ne abbiamo discusso a colazione“. E’ nato così il vaccino Pfizer-Biontech. E’ un’immagine che contrasta fortemente con quelle televisive che mostrano sempre, quando si parla di ricerca scientifica, macchinari complessi e laboratori pieni di provette a indicare quegli alti costi della ricerca che giustificherebbero l’esistenza dei brevetti farmaceutici. Invece, per Ugur Sahin e Ozlem Tureci, l’idea è venuta semplicemente discutendo di mattina a colazione. E’ quasi sempre così, le idee il più delle volte vengono nei momenti in cui non sei al lavoro, in cui la mente si occupa di altro.
E’ il 25 gennaio 2020 e i due, marito e moglie, entrambi medici oncologi ed entrambi tedeschi di origini turche, parlano a casa dello strano virus in Cina, sono subito colti dall’idea di essere in possesso di una tecnologia che avrebbe permesso di sviluppare un vaccino molto rapidamente. Hanno appena presentato a San Francisco una ricerca sul cancro, ma “improvvisamente tutto è cambiato“. Lunedì 27 Gennaio sono già al lavoro con il loro team. Sul vaccino. L’idea è “semplice”: ingannare il sistema immunitario in modo che creda di avere un virus che in realtà non ha, sottoporlo “a un training senza avere bisogno del virus“. L’idea viene loro dal lavoro svolto sul cancro. “Abbiamo fondato aziende e ong per sviluppare farmaci contro il cancro. La nostra idea è quella di usare il sistema immunitario contro il cancro. Questo è l’obiettivo di Biontech. Il successo del vaccino porta a una trasformazione dell’azienda. Per la prima volta abbiamo vere entrate da reinvestire“. Al movente altruistico (“dobbiamo fare qualcosa”) si unisce un movente egoistico, fare soldi, tanti e senza la trafila che di solito si deve fare per sfondare nel mercato. E’ il problema alla base di ogni ricerca scientifica, le idee non vengono messe a disposizione del mondo se il mondo non paga lautamente, di solito si usa dire che le idee vengono con gli investimenti, i macchinari, i laboratori. Qui son venute a colazione, a casa, non ci sono alibi per i brevetti.
La visione dei due è fortemente caratterizzata dall’esperienza precedente: i farmaci come unica risorsa contro il cancro, la vita, dicono, si può allungare solo con “trattamenti farmacologici”. E’ questo il retaggio che l’attuale pandemia rischia di lasciare alle nuove generazioni, l’idea che solo i farmaci possano garantire una buona e lunga vita.
Alla fine il giornalista chiede il significato di un amuleto che Sahin porta sempre con sé: “In turco si chiama Nazar Boncuk. E’ un occhio che protegge dagli sguardi maligni“. La scienza non ti protegge dall’irrazionale, come aveva a suo tempo ben intuito Kafka.

P.S. Ho tratto il materiale da un’intervista al Corriere della Sera del 22 Marzo. Tralascio ovviamente, in quanto non competente, il problema della validità del vaccino Biontech, se giocare con il sistema immunitario sia operazione inoffensiva o al contrario pericolosa. A me interessa mettere in luce che l’occasione avrebbe potuto generare il superamento della logica del brevetto, ovvero del denaro come unico criterio di sviluppo.

Giuliano Buselli

29 Marzo 2021/0 Commenti
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/pfizer.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2021-03-29 17:00:352021-03-29 17:03:34Una mattina, a colazione
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L’umanità, il vero pericolo per il pianeta

Migliaia di tonnellate di ossido d’azoto, derivate dall’esplosione di oltre 2700 tonnellate di nitrato di ammonio, da un paio di giorni, sono in circolazione per il pianeta, spostati dai venti, in attesa di depositarsi sotto forma di nanoparticelle su piante (frutta e verdura) e di essere respirati da animali ed esseri umani. A Beirut, nei giorni scorsi, mezza città è stata rasa al suolo per opera degli homo sapiens che ci vivono. Il nistrato di ammonio non è un composto chimico nuovo per il nostro organismo, viene utilizzato a manetta nelle coltivazioni intensive come fertilizzante, ma non ce lo dice nessuno.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità non ha lanciato nessun allarme per la salute, l’Istituto Superiore di Sanità tace, le task force di esperti non propongono nessun lockdown o precauzione, i media non scomodano nessun esperto. La Scienza latita. Eppure mai come nei prossimi giorni sarà utile indossare le mascherine (quelle serie non quelle che vediamo in giro) per evitare di respirare (o meglio ridurre nei limiti del possibile) la quantità di nanoparticelle inalabili che sono in viaggio per il globo terracqueo. Perché il mondo è rotondo e gira ma noi non la sappiamo. Perché tutto è connesso ma noi non lo sappiamo. Pensiamo sia un problema di Beirut, di Fukushima, di Wuhan, di Cernobyl, di un posto sempre lontano da noi.
Non è il primo disastro compiuto dall’uomo nella sua (tanto breve quanto deleteria) storia ma è stato tra quelli più mediatici, perché è stato ripreso con i telefonini. Vedere l’onda d’urto dell’esplosione espandersi per la città radendo al suolo tutto quello che trovava sul proprio cammino ha dato l’idea della nostra capacità distruttiva e anche della nostra idiozia. D’altronde siamo un’umanità in fase di regressione cerebrale, la nostra intelligenza grazie alle nuove tecnologie sta diventando sempre più primitiva. Non comprendiamo più il significato di un testo scritto, abbiamo bisogno del disegnino, delle immagini per capire.
Siamo stati gli ultimi a comparire su questo pianeta e saremo i primi a scomparire, ormai sembra una certezza. Un’umanità sempre più spaventata da ciò che la circonda (a partire dalla natura) non si rende conto che l’unico vero pericolo è rappresentato da se stessa.

Massimiliano Capalbo

7 Agosto 2020/0 Commenti
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/beirut.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2020-08-07 11:29:092020-08-07 11:34:22L’umanità, il vero pericolo per il pianeta
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Massimiliano Capalbo

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