Ieri ho visto in fb il post di un assessore regionale emiliano: i due colori della bandiera ucraina e, sopra, la scritta “Slava Ukraina”. Mi ha sorpreso, si tratta di un ex esponente del PCI che conosco personalmente, è persona colta e creativa, non discuto ovviamente la sua scelta di campo, ma la modalità.
L’assessore fa proprio lo slogan “Slava Ukraina” che usavano le formazioni filo-naziste di Bandera durante la seconda guerra mondiale in Ukraina. Certamente l’assessore non ignora la storia europea del 900. Non è un caso isolato. Tanti ex comunisti, sia ex dirigenti che semplici ex elettori, per esprimere oggi la propria opposizione ai russi usano parole, toni e ragionamenti che sono appartenuti al nazismo. E lo fanno senza alcun imbarazzo, quasi non ne avessero coscienza.
Mi chiedo il perché. Come è possibile che ex dirigenti, intellettuali, elettori che si son fatti vanto di esser antifascisti usino oggi parole fasciste? Fascismo e antifascismo sono per caso diventati reversibili? Aveva ragione Pasolini ad affermare che il fascismo peggiore era quello degli antifascisti? Oppure avevano ragione i vecchi liberali ad affermare che tra fascisti e comunisti c’era un’inconfessata corrispondenza?
Questo rovesciamento degli opposti mi lascia la sensazione, che ho già avuto durante la pandemia, che sia in atto nella società italiana una forma generalizzata di cedimento dell’autocontrollo, come una perdita improvvisa e subitanea delle proprie forze interiori che azzera un orientamento sociale e lo rovescia nel suo opposto.
Mi è venuta in mente l’esperienza personale del collasso. Anche una società può perdere improvvisamente il proprio orientamento e autocontrollo come avviene nel collasso cardio-circolatorio.
Per curiosa coincidenza oggi mi è arrivata la newsletter del blog di Jerry Adams. C’è un articolo sulla situazione interna degli USA e le parole più ricorrenti sono “collasso” e “intossicazione”. Secondo l’autore la società americana sta collassando per un eccesso di tossine accumulate nel corso di decenni. Adams fa un lungo elenco delle tossine, sia quelle materiali che quelle immateriali: alimentazione, inquinamento, ossessione del denaro, dipendenze da droghe e da alcool, dipendenza televisiva e mediatica, induzione di paure, farmaci, ossessione del potere…
La società collassa, si rovesciano gli opposti, un gran numero di uomini perde il controllo di sè, dilaga il delirio e l’allucinazione. Ridurre drasticamente o eliminare completamente le tossine diventerà presto un obiettivo sociale. Altrimenti… il collasso.

Giuliano Buselli

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