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Eretiche riflessioni, Politica, Società

Se cercate sicurezza non avrete libertà

Che quella nella quale viviamo fosse una società fragile e incapace di autodeterminarsi l’ho scritto e detto più volte negli ultimi 10 anni, lanciando un allarme che è caduto nel vuoto. Ho cominciato nel 2011, ideando IN CONTRO, un tour nelle scuole superiori della regione per incontrare i ragazzi e spiegare che occorreva cominciare a prendere in mano il proprio destino. Spiegavo come la nostra società fosse fragile e dipendesse da una serie di meccanismi che erano all’origine di tutti i suoi problemi. La dipendenza dal partitico di turno, dalla mafia, dai neocolonialisti (le multinazionali), ad esempio. Una società cresciuta nella bambagia, che aveva smarrito ogni conoscenza, ogni sapienza, una società usa e getta, quindi incapace di aggiustare, di riparare, di affrontare le sfide che l’attendevano. Una società sempre alla ricerca della scorciatoia per cavarsela in qualche modo e a riprova di questo elencavo una serie di scorciatoie che prendiamo ogni giorno: il gratta e vinci per sperare in una botta di…; l’antidolorifico per mettere a tacere i sintomi e non per comprenderne le cause; l’integratore energetico per continuare a correre come criceti in gabbia; la crema dimagrante per evitare sforzi e sudore e quindi l’attività fisica; gli anabolizzanti per creare fisici da Big Jim velocemente; la frequentazione dei centri commerciali dove la temperatura è costante, il pavimento è liscio e non si incontrano ostacoli come invece in montagna dove fa freddo e il terreno è sconnesso; i dispositivi elettronici che basta sfiorare con un dito per non fare più alcuno sforzo (a breve li manovreremo con gli occhi); le polizze assicurative che stipuliamo convinti di poter continuare a comportarci come prima; i santi che preghiamo più per superstizione che per fede e così via. Una società cresciuta con queste abitudini è una società di soldatini che si mettono in fila e attendono, ubbidientemente, il proprio turno, lo dimostravo mostrando le foto di consumatori sbavanti e in fila per l’acquisto dell’ultimo modello di I-Phone o per le svendite nel corso dei vari black friday. Una società così può generare solo crisi e problemi, perché incapace di affrontarli e risolverli. Una società così è la società che ogni governo o multinazionale desidererebbe.
Se siamo in quarantena da circa un mese e mezzo non è perché c’è un virus cattivo che ci insegue per ucciderci ma perché:
1) la massa di individui italiani (all’estero registriamo comportamenti diversi), della quale facciamo parte, è assolutamente incapace di badare a se stessa. Se non vi fosse l’obbligo di dimora a casa continueremmo a vivere con la stessa incoscienza che animava i comportamenti prima elencati, le notizie di cronaca di questi giorni lo confermano. Basterebbe stare a distanza di un metro e mezzo dagli altri per evitare qualsiasi contagio, non ci sarebbe bisogno nemmeno dei dispositivi di protezione individuale ma i governi non si fidano dei loro elettori e, soprattutto, se possono approfittare delle nostre incapacità lo fanno molto volentieri. Non credo alle versioni dei complottisti, credendo nell’entropia del pianeta ed avendo esperienza del mondo so per certo che qualsiasi piano è soggetto all’imprevedibile e può andare a monte. Credo, invece, che se prestiamo il fianco c’è sempre qualcuno pronto ad approfittare della nostra ignavia, della nostra incapacità di essere responsabili, del nostro agire come un gregge prima che come una comunità. Credo nella shock economy pronta a balzare come una iena sulle prede che man mano le passano davanti.
E’ per questo che il ministro Boccia chiede alla scienza “certezze inconfutabili” perché è figlio di questa società fragile che richiede sicurezza a tutti i costi e che ci obbliga a comportamenti massificati.
2) le strutture sanitarie che avrebbero dovuto garantirci (anche qui la sicurezza) le cure adeguate non ci sono. Il cittadino è colpevole se viola la quarantena ma nessuno è colpevole se le strutture preposte non funzionano. La colpa è del gregge, della massa indistinta di cui siamo parte, loro ne usciranno indenni come sempre.
La sicurezza non esiste. E ammesso che esista e che qualcuno sia in grado di garantircela (visto che la vita è insicura per definizione) ha un prezzo e si chiama libertà. “Se la mente richiede come prima cosa la libertà, otterrà allora anche la sicurezza; ma se come prima cosa cercate la sicurezza, non avrete mai la libertà e vi procurerete invece varie forme di conflitto, miseria e dolore“ scriveva il filosofo indiano Jiddu Krishnamurti.
Da qui nasce il conflitto della mente, cosa scegliere tra sicurezza e libertà? Siccome la mente vive di passato, è schiava del passato e delle abitudini, quasi sempre, spinta dalla paura che i media utilizzando come un grimaldello, sceglie la sicurezza e si lascia incantare dalle dichiarazioni rassicuranti. In molti attendono il vaccino illudendosi che sarà una soluzione ed è su questa illusione che Big Pharma conta di fatturare. Poiché la sicurezza non esiste, resteremo puntualmente delusi e ingannati, finendo per perdere la nostra libertà. La storia dell’umanità è una conferma continua di questo assioma.
Occorre uscire dalla fila, abbandonare il gregge, prendere in mano la propria vita compiendo scelte radicali e individuali, tenendo conto della loro ricaduta sulla collettività. Siamo tutti in attesa di capire cosa succederà nella cosiddetta Fase 2, cosa faranno gli altri, ci sfugge che gli altri siamo noi e che solo noi possiamo decidere domani mattina come convivere con questa emergenza e come immaginare la vita da oggi in poi. Quindi, cominciamo a deciderlo.

Massimiliano Capalbo

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17 Aprile 2020/0 Commenti
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https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/gabbia.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2020-04-17 10:54:322020-04-17 10:54:32Se cercate sicurezza non avrete libertà
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