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Ambiente, Calabria, Comunicazione, Economia, Eretiche riflessioni, Turismo

Quei contenuti capaci di rianimare le strutture

Se c’è un luogo che, più di altri, diviene spesso oggetto dei post della maggior parte dei “leoni da tastiera” nostrani, questo è certamente l’Albergo delle fate di Villaggio Mancuso. Periodicamente, su Fb, magari in concomitanza con qualche iniziativa di animazione che si svolge nel noto villaggio montano, compaiono post di persone che lamentano lo stato di abbandono di questa storica e affascinante struttura ricettiva, invocando l’intervento degli “enti preposti” per la sua salvaguardia e il suo recupero, salvo poi tornare nel torpore quotidiano fino alla successiva occasione di visita e di lamentela.
Di solito chi ama veramente un luogo, una struttura, un’idea, ed ha veramente a cuore il suo futuro non perde tempo in chiacchiere ma agisce. E’ il caso della Compagnia cineteatrale del Brigantino di Taverna che ha ideato quella che ho sempre immaginato essere una delle modalità più rapide e a costo zero per rianimare questa storica struttura ricettiva, tenuto conto delle condizioni in cui versa attualmente.
“L’idea nasce anni fa in realtà – mi racconta Giovanni Dardano che nella rappresentazione impersonifica il professor Abraham van Helsing, personaggio del romanzo Dracula, un filosofo metafisico che conosce i mali dell’occulto – quando per la prima volta sono entrato nell’albergo. Il corridoio mi ha ricordato subito l’Overloook hotel di Shining e quindi l’idea che la location fosse perfetta per uno spettacolo/cortometraggio horror“.
Così, domenica 22 settembre, grazie alla collaborazione di Salvatore Piccoli del Grand Hotel Parco dei Pini e alla famiglia Arcuri proprietaria dell’immobile, si è tenuto “Albergo delle fate Horror story” un percorso a tema horror (ma forse sarebbe meglio dire thriller) con escape room finale che ha visto, oltre a Giovanni Dardano, anche Salvatore Montesani, Maria Procopio, Lorena Amelio, Rossella Scalise, Francesca Puleo, Federica Pullano, Aurelio Lia, Luciano Pupo, Tommaso Lia e Samuele Godino, protagonisti di una storia da brividi messa in scena nelle sale e nelle camere dello storico hotel. La sceneggiatura è stata scritta immaginando che il declino dell’albergo fosse dovuto al fatto che prima della legge Basaglia lo stesso fosse stato adibito a manicomio criminale in cui furono rinchiusi i peggiori serial killer del tempo e che, oltre ad essi, fossero state rinchiuse persone che hanno ucciso perché possedute da spiriti maligni che ancora abitano quei luoghi. Ma l’occasione ha offerto e offre anche lo spunto per raccontare un pò della reale e affascinante storia dell’Albergo delle fate, scenario di famosi film interpretati da Amedeo Nazari, Aroldo Tieri, Silvana Mangano e Marisa Del Frate.
Il successo dell’iniziativa è stato immediato. Sold out la prima giornata (la prossima sarà domenica 29 settembre) che ha visto 279 biglietti staccati a gruppi, soprattutto di giovani di età compresa tra i 20 e i 35 anni, che hanno percorso i corridoi e le stanze dell’hotel per tutta la giornata, dalle 9.30 alle 18.30, e che, oltre ad assistere alla performance da brividi, hanno dovuto risolvere un enigma per uscire dall’ultima stanza del percorso. Certo, molte cose possono essere migliorate, magari il tema non appassiona tutti, ma il merito è sempre e solo di chi osa per primo, di chi vede prima degli altri e prova a indicare una strada invece di limitarsi ad emettere sentenze e a lamentarsi.
Questa storia dimostra e conferma, se mai ce ne fosse bisogno, che quello che è mancato e continua a mancare a Villaggio Mancuso, così come in altre località calabresi che ambiscono ad attrarre turisti, sono le motivazioni che convincono le persone a muoversi per raggiungerle. Si continua in maniera miope e svogliata a costruire alberghi e ristoranti ma poi mancano gli attrattori, i servizi, le attività. Proponendo idee innovative e stimolanti, come quella di cui oggi raccontiamo il successo, che non costano nulla e non devastano il territorio, si possono creare forti attrattori e ottenere grandi risultati. Se si vuol continuare a lavorare bene su questa strada occorre farlo così, a piccoli passi, evitando accuratamente che vi entri la partitica (sarebbe l’unico elemento veramente horror della storia), aggiungere ogni giorno un tassello, costruire e fidelizzare il proprio pubblico senza avere fretta di crescere, ma coltivandolo nel tempo. Non c’è bisogno di possedere strutture per farlo, il vero valore è dato dai contenuti che sono immateriali, altrimenti non si spiegherebbe perché Villaggio Mancuso sia stato ridotto ad un deserto turistico negli ultimi venti anni, nonostante la mole di immobili esistenti. A Taverna qualcosa si sta muovendo, dal museo civico di Mattia Preti alla Compagnia cineteatrale del Brigantino sono diversi i giovani che si stanno dando da fare per la rinascita del territorio, a loro il compito di non disperdere questi risultati a tutti voi il compito di sostenerli. Domenica 29 si replica, vi aspettano per un altro sold out.

Massimiliano Capalbo

23 Settembre 2019/0 Commenti
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/IMG_20190922_111549.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2019-09-23 13:53:002019-09-23 15:37:46Quei contenuti capaci di rianimare le strutture
Calabria, Comunicazione, Economia, Eretiche riflessioni, Politica, Società

Svimez: quel rapporto fuori dalla realtà

Ogni anno, la Svimez (Associazione per lo Sviluppo dell’Industria nel Mezzogiorno), una contraddizione in termini praticamente, rende pubblico un Rapporto per raccontarci che il Sud non assomiglia al Nord, e tutti i giornali non aspettano altro per avviare campagne che non fanno altro che confermare tutti gli stereotipi e i pregiudizi che dal 1946, anno di costituzione dell’Associazione, animano il suo agire riguardo al Sud.
Se il Nord rallenta allora il Sud rallenta ancora di più; se i consumi al Nord stagnano al Sud marciscono; se gli investimenti in opere pubbliche al Nord diminuiscono allora al Sud sono inesistenti; se le costruzioni diminuiscono al Nord allora al Sud sono ferme; se gli occupati al Nord crescono al Sud crescono molto meno; se il PIL non aumenta al Nord allora immaginatevi al Sud e via denigrando e disperando. A questo fanno subito seguito previsioni drammatiche di crisi e di fallimento che non si verificano mai, salvo attendere l’anno successivo per riprendere la lagna con il nuovo Rapporto.
Ve lo volete mettere in testa che non siamo il Nord (per fortuna) e non abbiamo nessuna voglia di assomigliargli? Da più di mezzo secolo vi ostinate e impegnate per far si che questo appiattimento avvenga e ancora non avete capito che vi tocca desistere? Il Sud è un’altra cosa, è talmente un’altra cosa che neanche i meridionali ancora l’hanno capito. È questo vostro atteggiamento che ha sempre impedito e continua a impedire ai meridionali di guardarsi dentro e ascoltarsi. Sono frastornati dal vostro rumore.
Non è il Sud sbagliato, siete voi che continuate a immaginarvelo come non è. E’ così difficile comprenderlo? Ed è proprio questo vostro ostinarvi, seguito da conseguenti provvedimenti governativi animati dagli spauracchi che voi e i media quotidianamente lanciate, a far si che le condizioni del Sud rimangano tali. Se da un lato ci si ostina a credere ancora che l’industrializzazione possa essere una via di sviluppo per il Sud, che l’obiettivo sia aumentare i consumi e il PIL e si continuano a finanziare, come sta facendo l’attuale governo, i Contratti Istituzionali di Sviluppo, che altro non sono che finanziamenti per opere pubbliche di cui il Sud non ha urgente bisogno, come immaginate che possa cambiare il Sud? Quale altra ricetta si può mettere in campo se viene continuamente raccontato che ne esiste una sola, la vostra?
E’ sempre la vostra (assieme a quella di altri) comunicazione fuorviante a convincere molti giovani ad abbandonare il Sud, così come fanno altri giovani del Sud del mondo, per raggiungere questi finti paradisi che raccontate. Siete voi il problema e le vostre ricette non sono la soluzione.
Il presidente del Ghana la scorsa primavera ha affermato: “Il Ghana non può più continuare a fare politica per noi stessi, nel nostro paese, nella nostra regione, nel nostro continente, sulla base di un qualsivoglia sostegno che il mondo occidentale, Francia o Unione europea possono darci. Non funzionerà. Non ha funzionato e non funzionerà. Dobbiamo uscire da questa mentalità di dipendenza. Questo pensiero su ‘cosa può fare la Francia per noi?’. La Francia farà i suoi interessi, e quando questi coincidono con i nostri, tant mieux, come dicono i francesi. Ma la nostra preoccupazione dovrebbe essere quella di capire che cosa dobbiamo fare in questo XXI secolo per togliere il cappello dalle mani dell’Africa per chiedere aiuto e carità. Semmai è il continente africano, quando si guardano alle sue risorse, che dovrebbe dare denaro agli altri. Dobbiamo avere una mentalità che ci dice che possiamo farlo. E una volta che avremo questa mentalità sarà una liberazione per noi stessi e per l’Africa“. Da quando ha rifiutato questi finanziamenti il PIL del Ghana si è messo a correre più di quello della Cina.
Lo hanno capito perfino in Africa mentre noi, in Italia, corriamo ancora dietro le false e illusorie sirene dell’industrializzazione e i Rapporti che raccontano una realtà illusoria che mai diverrà realtà.

Massimiliano Capalbo

2 Agosto 2019/0 Commenti
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Svimez.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2019-08-02 09:49:082019-08-02 10:25:20Svimez: quel rapporto fuori dalla realtà
Ambiente, Calabria, Economia, Politica, Società, Turismo

I non vedenti di Roccella Jonica

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19 Maggio 2019/0 Commenti
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/castello-carafa-roccella-jonica.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2019-05-19 08:50:102019-05-19 10:04:50I non vedenti di Roccella Jonica
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Massimiliano Capalbo

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