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Economia, Eretiche riflessioni, Politica, Società

Il doppio boomerang che non salverà il Natale

Salviamo il Natale! E’ questo l’imperativo che campeggia sulle prime pagine della maggior parte dei quotidiani italiani di oggi e che avrebbe spinto il governo ad agire per adottare nuovi provvedimenti in questa direzione. Ah finalmente! Hanno esclamato tutti quegli esseri umani che hanno sempre considerato questa ricorrenza per quello che è, al di là delle credenze religiose: un periodo di cambiamento e di rinnovamento. Non se ne può più, infatti, del traffico e dello smog pre-natalizio, dell’affollamento nei centri commerciali, dello sperpero di cibo, dell’aumento esponenziale di rifiuti, dell’abbattimento di alberi, dei fuochi d’artificio, dei veglioni e di tutto ciò che sta contribuendo a condurci allegramente verso l’estinzione. Come sarebbe bello un altro lockdown, fatto di silenzio e di riflessione, intimo, austero, circondati solo dalle persone più vere e sincere.
E invece no, i nuovi provvedimenti governativi saranno limitati soltanto ai non vaccinati. Il super green pass, infatti, va proprio nella direzione che hanno sempre auspicato quelli che vogliono “salvare veramente il Natale”. Preclude l’accesso a cinema, teatri, musei, bar e ristoranti al chiuso, eventi sportivi, stadi, discoteche, cerimonie. Peccato che sia limitato solo ad una piccola fetta della popolazione, quella sana e consapevole, che comunque non avrebbe contribuito all’incremento dei bagordi anche senza restrizioni. Gli altri, la maggioranza allineata e ubbidiente, avrà diritto al secondo pit stop annuale (dopo ferragosto) prima di riprendere a correre verso la prossima illusione. La preoccupazione principale, infatti, non è rivolta allo stato di salute delle persone ma a quello dell’economia e “salviamo il Natale” si traduce in “salviamo la giostra” perché i criceti possano continuare a farla girare.
L’ennesimo provvedimento punitivo si rivela, dunque, un boomerang che potrebbe diventare anche doppio, perché se da un lato non cambierà di una virgola le abitudini di vita di chi ha già scelto di non vivere nei recinti costruiti dalle istituzioni, dall’altra potrà contribuire a svelare l’inconsistenza della narrazione dominante, quella che descrive i non vaccinati come degli untori, se i contagi dopo le feste continueranno ad aumentare il re resterà completamente nudo.

Massimiliano Capalbo

25 Novembre 2021/0 Commenti
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/salvare-il-natale.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2021-11-25 11:51:462021-11-25 11:54:09Il doppio boomerang che non salverà il Natale
Ambiente, Calabria, Economia, Eretiche riflessioni, Politica, Società, Turismo

Un sogno turistico pre-pandemico

Il tema dell’overturismo (ovvero dell’eccesso di turismo che ha creato e crea problemi in molte delle maggiori destinazioni di viaggio del mondo) tiene banco da alcuni anni nel settore. Il termine, coniato nel 2016 dalla piattaforma di travel media Skift, ben prima dell’arrivo della pandemia, ha costretto le maggiori destinazioni e i maggiori tour operator, alla luce dei problemi ambientali e sociali che genera, ad interrogarsi su una modalità di gestione differente dei flussi turistici.
La lunga pausa a cui la pandemia ha costretto la maggior parte di loro ha dato a tutti, viaggiatori e operatori turistici, una rara e cruciale opportunità per ripensare il modo di viaggiare. L’attenzione principale è stata rivolta alla destinazioni più gettonate, che nel periodo pre-pandemia, hanno subito le conseguenze negative dell’overturismo: affollamento, traffico, rumore, inquinamento, sconvolgimento della vita dei residenti e cosi via, per ricondurle in un alveo di sostenibilità.
L’obiettivo principale nel post pandemia è quello di ri-orientare i piani turistici puntando sulla qualità e non sulla quantità, utilizzando nuove strategie per attirare viaggiatori “di alta qualità” che decidono di trascorrere più tempo e che desiderano una connessione più profonda con i territori che li ospitano, con i residenti e con l’economia locale.
La prima variabile su cui si sta tentando di far leva è il marketing esterno. L’obiettivo delle destinazioni più gettonate (è il caso di Amsterdam ad esempio) è quello di smettere di promuoversi (perché ormai presenti in maniera chiara nell’immaginario del turista) concentrandosi sulla gestione della destinazione, in particolare rifocalizzandosi sul benessere dei residenti.
Un’altra strategia è quella di dirottare i turisti dai centri più visitati a quelli periferici. E’ il caso della Giordania, che vede la maggior parte dei suoi visitatori concentrarsi su Petra, che ha creato una mappa di viaggio che individua 12 esperienze alternative da fare in località distanti dai luoghi più gettonati.
Un’altra delle variabili su cui queste strategie stanno tentando di far leva è quella del tempo. La tendenza è quella di privilegiare e incentivare i lunghi soggiorni a discapito di quelli brevi, mordi e fuggi. Mentre Lisbona sta incentivando i proprietari che accettano affitti a lungo termine, Barcellona vuole rendere addirittura illegali gli affitti inferiori al mese. Si prospettano, dunque, tempi duri per Airbnb e affini.
Sul tema ambientale sono sempre più le città che vietano l’ingresso delle navi da crociera, tra le quali spicca Venezia che lo scorso agosto ha varato il divieto e ci sono destinazioni, come la Nuova Zelanda, che puntano sul turismo rigenerativo coinvolgendo i visitatori in attività che permettano loro di contribuire più di quanto consumano.
Ma i divieti non si fermano ai mezzi, perché cominciano a riguardare anche le persone. E’ sempre Venezia, infatti, che sta studiando l’ipotesi di installare, a partire dalla fine del 2022, dei tornelli agli ingressi della città e introdurre un biglietto di ingresso oltre all’imposizione di una tassa, per contingentare gli accessi e ridurre l’affollamento.
Sul fronte della selezione dei turisti spunta Panama, dall’altra parte dell’oceano, che ha deciso di puntare su turisti “consapevoli” e intende attuare campagne di marketing mirate per attrarre “le persone giuste con i valori giusti”.
Da un lato queste misure significano nuove barriere al viaggio per le persone meno abbienti, per cui la domanda che ci si dovrà porre è: viaggiare continuerà ad essere un diritto o tornerà ad essere un privilegio come nell’800? Dall’altro lato il tema della sostenibilità è sempre più forte, occorre proteggere le comunità che ospitano e l’ambiente nel quale vivono.
Una cosa è certa, nessuno si sognerebbe di tornare al modo di viaggiare pre-pandemia… o quasi. Perché in realtà qualcuno che lo sogna c’è e sembra si trovi in Calabria.
E’ notizia di questi giorni, infatti, che il consiglio comunale di Reggio Calabria ha approvato, una mozione che potrebbe rendere concreta la realizzazione di un ambizioso progetto denominato Mediterranean Life (che assomiglia molto, nell’enfasi con cui viene raccontato ad un altro progetto per fortuna sfumato che si chiamava Europaradiso) la realizzazione del quale, si legge: “garantirebbe l’arrivo di 4-5 milioni di visitatori l’anno in riva allo Stretto” in una regione che conta in totale circa 1,8 milioni di abitanti. Cinque milioni di persone diviso 365 giorni l’anno fa 13.698,630136986 persone al giorno che, secondo gli auspici, dovrebbero invadere Reggio, se fossi un residente comincerei a fare i bagagli e a pensare ad un’altra life, magari meno mediterranean. Certamente Reggio Calabria non è Barcellona in termini di flussi turistici e, un incremento delle presenze, è sempre stato auspicato da tutti, ma è singolare che in un momento storico in cui tutto il resto del mondo si interroga su quale turismo possa essere proponibile nel dopo pandemia ci sia qualcuno che pensa ancora di vivere negli anni ’80 del Novecento. D’altronde noi siamo quelli che aprono i Mc Donald quando gli altri li chiudono.

Massimiliano Capalbo

17 Novembre 2021/0 Commenti
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/mediterranean-life.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2021-11-17 12:15:202021-11-17 12:21:23Un sogno turistico pre-pandemico
Eretiche riflessioni, Politica, Società

Una nuova fase costituente nel dopo pandemia

Il tentativo del governo di imbrigliare le manifestazioni del movimento anti green pass è miseramente fallito. Se fino a pochi mesi fa nelle piazze c’erano poche centinaia di persone ora è un fiume in piena. Tutte le città italiane, sabato e domenica scorsi, nonostante il divieto di fare cortei, nonostante la pioggia battente in tutto il centro nord, nonostante il silenzio dei media, hanno visto piazze stracolme di manifestanti.
Anche il sud, con Piazza Plebiscito a Napoli, stracolma di persone festanti. Non è il numero comunque la cosa di rilievo, più importante è constatare che queste manifestazioni sono la parte visibile di un movimento sotterraneo, profondo, e di lunga durata, che viene da prima della pandemia, è stato congelato dalla pandemia e ora sembra riprendere vita.
Basta esaminare modalità e protagonisti per rendersene conto: sono manifestazioni spontanee e senza caratterizzazione partitica, vi aderiscono sia i non vaccinati che i vaccinati, sia chi ha il gp sia chi non lo ha, a volte si svolgono in forma tradizionale con slogan e cartelli, a volte assumono la forma di feste collettive. Ci sono anche i meditanti che, in silenzio, come a Bologna, stanno seduti sul prato e sotto la pioggia a sviluppare quelle energie sottili che la nostra cultura non conosce, ma che sono pane per chi ha pratica di meditazione. Ci sono gli studenti, sono una minoranza, ma rompono il silenzio di una generazione e, quando parlano, sono saggi e pieni di cultura, danno spesso vita a lezioni all’aperto in alternativa a quelle chiuse all’università con il gp, è come un’università libera che non dà titoli, ma solo quell’accrescimento umano che ormai scuola e università, dominate da tutto ciò che è artificiale e virtuale, non sanno più dare.
Ci sono le donne che a Firenze hanno dato vita a una propria autonoma manifestazione, solo di donne, ed è stato bello vederle a decine di migliaia (qualcuno dice 50.000) con ombrelli colorati sotto la pioggia, hanno smesso di chiedere agli uomini un posto e han deciso di fare da sole. E’ una molteplicità di forme di vita che irrompe a contrastare il tentativo di ridurre all’uniformità gli esseri umani. La politica è uniformante, come la tecnica, la vita è multiforme e pratica la diversità. E’ come se avessero preso piede due società diverse, parallele, non si incontrano perché esprimono mondi vitali diversi, differenti antropologie umane. Il parallelismo è ancor più evidente nelle aggregazioni dei medici eretici che han dato vita a comitati per le cure domiciliari che non sono riconosciuti dal ministero e che pertanto guariscono con totale gratuità della prestazione. Alcuni di questi comitati si spingono anche a dare sostegno economico alle imprese in difficoltà (conosco ad esempio Contiamoci).
C’è chi pensa che il movimento green pass sfocerà nella formazione di un partito per le prossime elezioni, credo sia una visione miope. Anche se dovesse nascere, per iniziativa di qualche leader locale, non andrebbe oltre percentuali ridicole, perché la logica dei movimenti in atto non è più partitica. Alla manifestazione di Trieste, il magistrato Paolo Sceusa ha proposto di praticare un’astensione di massa alle prossime elezioni politiche. Già nella recenti amministrative i votanti non hanno superato la soglia del 50%, se si riducesse ulteriormente e drasticamente, ogni governo che ne risulterebbe perderebbe qualsiasi autorevolezza e allora, propone il magistrato, si potrebbe chiedere di fare una nuova Costituente per riscrivere la Costituzione. Nell’attuale carta solo la forma dello stato, repubblicana, non è modificabile, tutto il resto è modificabile, si tratta allora di puntare a un nuovo testo in cui siano resi inviolabili e immodificabili i diritti del cittadino e la dignità della persone umana, che sono stati pesantemente violati negli ultimi due anni. Il controllo della legittimità costituzionale degli atti di governo è ora in mano alla Corte Costituzionale la quale, per un terzo è di nomina partitica e per gli altri due terzi discende da ambiti che sono in qualche modo anche loro influenzati dalla partitica. Nel nuovo testo occorrerà prevedere norme di diffuso controllo sociale dei poteri che impediscano gli atti di arbitrio compiuti finora dall’esecutivo. La politica della pandemia è stata miope. Abusando della Costituzione l’ha posta in essere e suscitato il bisogno di una fase costituente nuova.

Giuliano Buselli

15 Novembre 2021/0 Commenti
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/costituzione.jpg 321 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2021-11-15 16:45:262021-11-15 16:50:16Una nuova fase costituente nel dopo pandemia
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L’autore:

Massimiliano Capalbo

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