Ereticamente.it
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Youtube
  • Essere eretici
  • Eretiche Riflessioni
    • Ambiente
    • Calabria
    • Comunicazione
    • Economia
    • Hacking
    • Politica
    • Società
    • Tecnologia
    • Turismo
  • Eretiche incursioni
  • Eretica TV
  • Scuola Eretica dell’Essere
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu
Ambiente, Calabria, Eretiche riflessioni, Politica, Società

La realtà sta per irrompere

Quante lacrime di coccodrillo, quanti commenti preoccupati, quante imprecazioni si susseguono in queste settimane di caldo record e di incendi che stanno devastando i nostri territori e non solo. C’è chi se la prende con le istituzioni, chi con i vigili del fuoco, chi con la ‘ndrangheta, chi con i piromani, chi con le cattive abitudini. Sono tanti i capri espiatori di cui, come sempre, andiamo alla ricerca per allontanare da noi le responsabilità. Mai nessuno che se la prenda con l’unico vero responsabile di tutto ciò: se stesso. Da molti anni (l’annus horribilis in Calabria è stato il 2017, 8000 incendi per un totale di 74.965 ettari, praticamente come se fosse andato in fumo l’intero Parco della Sila) non stiamo facendo altro che raccogliere il risultato delle nostre scelte scellerate. La maggior parte di noi ha scelto di vivere in città, nelle grandi metropoli, meglio ancora se lontane dalla Calabria, abbandonando terreni e proprietà che un tempo invece venivano vissuti, coltivati e manutentati, e adesso si stupisce che il risultato finale siano gli incendi o le frane in caso di alluvioni. Dopo questo grande caldo arriveranno e trascineranno a valle tutto, completando l’opera e facendo giustizia della nostra incuria e del nostro disinteresse. Ci siamo vergognati di essere considerati dei contadini, i nostri genitori e i nonni hanno lavorato per allontanarci dalla terra, sono andati dietro le sirene del progresso per farci studiare e farci diventare ingegneri, avvocati, medici, architetti e adesso ci stupiamo se le nostre montagne e le nostre campagne vanno in fumo. La maggior parte dei figli di quelli che si lamentano degli incendi sono emigrati, hanno contribuito allo spopolamento e alla desertificazione del territorio, hanno creato le condizioni perché ciò avvenisse e adesso gridano attraverso i social. Fate un esperimento, se non mi credete, andate al catasto a chiedere le visure catastali di alcuni terreni sparsi nelle campagne calabresi e vi accorgerete che sono abbandonati da decenni, che gli eredi sono un’infinità, che pur di non permettere ad altri di poterli coltivare hanno preferito lasciarli incolti e improduttivi. I nodi stanno venendo al pettine.
Quello che sta accadendo in questa rovente estate del 2021 non è nulla in confronto a quello che ci attende nei prossimi anni, è solo un’anticipazione. Che noi umani ci estingueremo è ormai una certezza, quello che non sappiamo è quando, se si tratterà di decenni o di secoli. Ma quello che mi preoccupa non sarà l’estinzione, ne sono accadute tante nel corso della storia della Terra, questa sarebbe solo una delle tante e probabilmente anche quella più salutare per il pianeta. Quello che mi preoccupa è la qualità della vita che saremo costretti a vivere da qui all’estinzione. Saranno decenni molto difficili i prossimi, caratterizzati da siccità, incendi, carestie, epidemie, guerre. Anche se non ne siamo consapevoli su questo pianeta tutto è connesso, è collegato, ciò che accade in un territorio avrà ripercussioni su un altro, è solo questione di tempo.  Noi invece abbiamo la vista e la memoria corte. A molti la questione ambientale appare un tema emergente negli ultimi anni ma è da almeno due secoli che quelli più consapevoli lanciano allarmi che restano puntualmente inascoltati. Ci accorgeremo del problema idrico quando non uscirà più acqua dal rubinetto (due sindaci calabresi in questi giorni si sono scontrati per questo), di quello alimentare quando i prodotti non compariranno più sugli scaffali del supermercato, di quello energetico quando la benzina non uscirà più dalla pompa del distributore e così via. Noi umani non sappiamo prevedere nulla, sappiamo soltanto reagire a quello che accade e le reazioni, nella storia dell’umanità, hanno creato solo morti e sofferenze. Ed è quello che ci attende. Chi può cominci ad abbandonare le città, a coltivare la terra, a raccogliere l’acqua piovana, a produrre energia in autonomia e lo faccia subito, non c’è più tempo. Lo faccia in rete, assieme ad altri. Meno chiacchiere sui social e meno tempo trascorso davanti alla tv. Usciamo dalla virtualità. Occorre tornare alla realtà altrimenti sarà la realtà a irrompere nelle nostre vite finte, con tutta la verità di cui è portatrice. L’errore più grande che possiamo continuare a fare è delegare la nostra vita ad altri, è credere che ci saranno delle istituzioni che ci tuteleranno e penseranno al nostro benessere. Quello che è accaduto col Covid dovrebbe aver insegnato qualcosa e dovrebbe accendere un campanello d’allarme in tutte le persone intelligenti. Non c’è più tempo. Non dite che non vi avevo avvisato.

Massimiliano Capalbo

9 Agosto 2021/0 Commenti
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/incendi.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2021-08-09 13:35:562021-08-11 20:36:37La realtà sta per irrompere
Comunicazione, Economia, Eretiche riflessioni, Politica, Società

Distribuire il potere per favorire l’evoluzione umana

Tra le cause che non consentono alle nostre organizzazioni (sociali, istituzionali e imprenditoriali) di evolvere ce n’è una, in particolare, che Frederic Laloux, consulente di grandi aziende e autore di “Reinventare le organizzazioni”, evidenzia nel suo libro. Si tratta della tendenza a concentrare il potere al vertice delle stesse. Quando il potere è visto come una risorsa scarsa per cui vale la pena lottare, ci spiega, fa uscire fuori la parte peggiore della natura umana: giochi di potere, avidità, paura, mancanza di fiducia e così via. E’ quello che avviene quotidianamente in ogni ambito della nostra vita sociale.
Esistono da diversi anni, in varie parti del mondo, organizzazioni che Laloux definisce “teal” che hanno compreso questo e che hanno, tra le loro strategie organizzative, sviluppato la capacità di superare il problema dell’iniquità del potere distribuendolo, puntando sull’auto-organizzazione, con risultati sorprendenti. Non è l’unico ambito in cui questa metodologia risulta vincente. Anche le ricerche nel campo della neurobiologia vegetale ci mostrano come le piante riescano a mettere in campo strategie utilizzando un approccio orizzontale e distribuito e non verticistico. L’accentramento del potere in poche mani, infatti, porta alla demotivazione e si riflette sulle performance aziendali e sociali in maniera evidente. Può funzionare solo per un breve lasso di tempo, quando si è in situazioni di vera emergenza, ma non oltre. Tutto questo non consente di risolvere i problemi ma li accentua e li rende ancora più difficili da risolvere. Pensiamo al problema del Covid ed alla reazione autoritaria (in termini di esercizio del potere) che sta caratterizzando l’operato di molti governi che si definiscono democratici. Si tratta di un atteggiamento che considera i cittadini alla stregua di bambini incapaci di badare a se stessi e bisognosi di essere controllati.
Tra gli esempi, che Laloux cita, di organizzazioni capaci di puntare sull’auto-organizzazione, ce n’è una olandese che si chiama Buurtzorg che ha rivoluzionato l’assistenza sanitaria di quartiere in quel paese e anche nel resto del mondo. Un’esperienza alla quale, dei governi in buona fede, avrebbero dovuto ispirarsi fin dall’inizio di questa pandemia per riorganizzare il sistema sanitario in maniera efficace ed efficiente e risolvere il problema dell’affollamento dei nosocomi durante le ondate di epidemia e che invece è stata e continua ad essere completamente ignorata, almeno in Italia. Da un lato per le pressioni di big pharma e dall’altro per la miopia e i campanilismi che hanno sempre caratterizzato la partitica italiana.
Fondata nel 2006 da Jos de Blok, un infermiere che in dieci anni aveva risalito la scala gerarchica diventando il responsabile di un’organizzazione infermieristica tradizionale, dopo essersi reso conto che non poteva cambiare le cose dall’interno. Mentre la maggior parte dei dipendenti si limita a lamentarsi, cercando sempre un capro espiatorio a cui appioppare le responsabilità (atteggiamento infantile), infatti le cose che non funzionano hanno sempre rappresentato un ottimo alibi per chi non vuole cambiare, lui è riuscito a trasformare un problema in un’opportunità (atteggiamento maturo e proattivo). Forte dell’esperienza negativa maturata nella precedente organizzazione decide di fondare Buurtzorg (che in olandese significa assistenza di quartiere) costruendo un’organizzazione teal, esattamente opposta alla precedente esperienza, composta da infermieri che lavorano in gruppi di 10-12 persone e che assistono a domicilio ciascuno circa 50 pazienti. Ogni gruppo ha in carico tutti i compiti che, invece, prima erano assegnati a diversi dipartimenti come avviene nel 98% delle organizzazioni umane tradizionali. Ogni gruppo è libero di decidere finanche di quale colore pitturare le pareti del proprio ufficio. Non ci sono capi, le decisioni vengono prese assieme. Puntando su tre aspetti: formazione (per imparare a dialogare e comunicare efficacemente tra colleghi); coaching (assistenza di facilitatori che possono intervenire in caso di bisogno); strumenti (tecnologie al servizio della condivisione delle informazioni). Le attività vengono pianificate in modo che il paziente veda sempre lo stesso o gli stessi due infermieri in maniera che si possa stabilire una relazione di fiducia. Si presta attenzione, infatti, non solo ai bisogni fisici ma anche a quelli emotivi, relazionali e spirituali. Quanti tra gli operatori sanitari che lavorano nei nosocomi pubblici sono capaci (e se lo sono vengono messi nelle condizioni) di operare con questo approccio? L’obiettivo è che il paziente recuperi l’autonomia nel più breve tempo possibile, non che sia funzionale a garantire agli infermieri lo stipendio a fine mese o la riconferma di qualche incarico dirigenziale, perché questi non sono un obiettivo ma una semplice conseguenza del loro lavoro. Il benessere del paziente supera l’interesse egocentrico dell’organizzazione e i pazienti sono elettrizzati dal modo in cui gli infermieri di Buurtzorg li trattano. “Gli esseri umani sono nati per essere solidali. Le nostre istituzioni enfatizzano o abbattono la capacità umana di interessarsi” scrive Jane Dutton, esperta di gestione delle organizzazioni, e l’atteggiamento che le nostre istituzioni stanno attuando in questo periodo va esattamente nella seconda delle direzioni indicate: abbattere la capacità umana di interessarsi agli altri. Ma direi di più, assistiamo all’istigazione, alla contrapposizione sociale generata dall’adozione di misure restrittive delle libertà di alcuni. Mentre le organizzazioni teal mettono in campo strategie di risoluzione dei conflitti, i governi fanno l’esatto opposto. Quanto appaiono anacronistici e contro natura.
I risultati raggiunti da Buurtzorg sono straordinariamente positivi. Circa il 40% in meno di ore di assistenza rispetto alle altre organizzazioni infermieristiche, un paradosso visto che le altre organizzazioni hanno calcolato le tempistiche in minuti per ogni servizio erogato mentre gli infermieri di Buurtzorg possono concedersi il lusso anche di prendere un caffè con i propri pazienti che rimangono in cura la metà del tempo, guariscono e diventano autonomi più velocemente. Si evita 1/3 degli ingressi in ospedale e quando i pazienti vengono ricoverati la media dei tempi di ricovero è inferiore. Il risparmio per lo Stato è di circa 2 miliardi di euro ogni anno. Immaginiamo se anche le nostre organizzazioni ospedaliere fossero organizzate in questo modo. L’assenteismo per malattia è inferiore del 60% e il turnover del 33% rispetto alle organizzazioni tradizionali. Gli infermieri lasciano in massa le organizzazioni tradizionali per lavorare con Buurtzorg che è passata dall’essere una startup di 10 infermieri nel 2013 ad includere 2/3 di tutti gli infermieri di quartiere dei Paesi Bassi nel 2016. In Burtzoorg a prescindere da quale sia la tematica, a seconda della propria esperienza, tutti possono dare il loro contributo, in questo modo ognuno mette a disposizione i propri talenti per l’organizzazione. Potrei stare qui ad elencare le altre straordinarie caratteristiche di questa organizzazione come di tante altre citate nel libro ma l’obiettivo di questo articolo è un altro: far comprendere che alla base di qualsiasi decisione c’è l’approccio nei confronti delle persone. Se chi governa le organizzazioni considera i propri dipendenti o cittadini immaturi, inaffidabili, in mala fede, furbi e via denigrando non potrà che avere confermati i propri pregiudizi, si troverà dei cittadini immaturi, inaffidabili, furbi etc. La scelta tra fiducia e controllo si basa su assunti inconsci che abbiamo nei confronti delle persone e delle loro motivazioni, la relazione genitore-figlio si ripropone spesso in altri contesti sociali ed è alla base della nostra mancata evoluzione. L’auto-organizzazione e i processi che la determinano hanno senso se pensiamo che le persone siano adulte e creative, riflessive e affidabili, responsabili delle loro azioni e decisioni, fallibili e uniche, se pensiamo che vogliano usare i propri talenti per dare un contributo positivo all’organizzazione e al mondo. Dando fiducia riceveremo fiducia, creando un clima positivo favoriremo la messa in atto di iniziative virtuose, cedendo responsabilità riceveremo atteggiamenti responsabili. Quando la fiducia è diffusa porta in cambio responsabilità.
Il mondo delle organizzazioni evolve verso stadi di consapevolezza umana superiori là dove si ha la capacità di cedere potere e dare fiducia alle persone che le compongono, là dove si agisce in buona fede e non ci sia nulla da nascondere, là dove la trasparenza delle decisioni è il prerequisito per instaurare un clima di fiducia collettivo. La condivisione delle informazioni crea comunità. Mentre si rimane impantanati in una guerra tra poveri, e in infinite contrapposizioni, quando questa fiducia e questa buona fede mancano. L’Italia docet.

Massimiliano Capalbo

25 Luglio 2021/0 Commenti
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/organizzazioni-teal.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2021-07-25 10:43:342021-07-25 11:12:43Distribuire il potere per favorire l’evoluzione umana
Eretiche riflessioni, Politica, Società

Green pass: il caos è servito

Siccome la migliore difesa è l’attacco il governo ha deciso di giocare di anticipo, in vista del nuovo caos autunnale, e utilizzando lo strumento del green pass, sta creando due fazioni: quella dei vaccinati e quella dei non vaccinati, avallando la falsa narrazione che i secondi infetteranno i primi, che servirà per scaricare sui secondi qualsiasi responsabilità futura e coprire le ormai ingiustificabili inadempienze governative. Se vuoi raggiungere un obiettivo difficile devi creare due fazioni di cui una dominante, sarà quest’ultima a fare il lavoro sporco per te.
Anche quest’estate trascorrerà come la scorsa, senza che un solo reparto di terapia intensiva o l’organizzazione di un sistema di assistenza domiciliare (esistono terapie efficaci contro il Covid) vengano messi in piedi. Devo riconoscere una grande abilità narrativa a questo e al precedente governo nel capovolgere la realtà e di riversare le colpe sui cittadini e gli oneri sul tessuto produttivo, voi ce li vedete i gestori di locali chiedere il green pass a tutti i clienti? Ci sarà da ridere. La scelta ideologica di ambedue i governi è stata e continua ad essere quella di puntare sui vaccini, nessun’altra ipotesi è contemplabile per affrontare l’epidemia, è la scelta più rapida, noi siamo numeri non persone, e gli sponsor delle campagne elettorali sono sempre più le case farmaceutiche che in quest’ultimo anno hanno registrato fatturati da capogiro e ormai sono capaci di controllare le scelte dei governi di mezzo mondo. Non è un caso se chi sta prendendo questi provvedimenti non è stato eletto da nessuno e sta tentando di imporre, con la scusa dell’emergenza sanitaria, restrizioni che non hanno precedenti nella storia repubblicana. Non credo nei complotti, credo nella capacità di molti di cogliere al volo le opportunità man mano che si presentano. Il green pass entrerà in vigore dal 6 agosto, il tempo di consentire ai 160 eventi che si svolgeranno sulla riviera romagnola in questa fine del mese di svolgersi, perché il peso politico dell’Emilia Romagna è in grado di far scomparire momentaneamente l’emergenza.
Le condizioni per un obbligo vaccinale non esistono e il governo lo sa, la scienza non è in grado di garantire la sicurezza dei vaccini e la loro indispensabilità per superare la pandemia, altrimenti non ci farebbero firmare una liberatoria prima di somministrarci quello che continuano a chiamare vaccino ma che un vaccino non è. La scienza, nel campo dell’ingegneria genetica, ha fatto passi da gigante negli ultimi decenni e quello che stanno somministrando è solo uno dei prodotti di questo “progresso”, di cui non conosciamo gli effetti nel lungo periodo perché mai sperimentato prima. I medici che tranquillizzano sugli effetti del vaccino mentono sapendo di mentire perché, a parte chi ha progettato questo prodotto, nessuno ne conosce caratteristiche e men che meno gli effetti. La tecnologia crea sempre un divario tra vecchi e nuovi metodi e la fretta nel dare una soluzione ad un problema che, vaccino o non vaccino, si protrarrà per diverso tempo, sta creando e creerà sempre più problemi che soluzioni, come sempre. Se tutto questo viene condito quotidianamente con alte dosi di allarmismo da parte dei media e dall’inefficienza della macchina organizzativa istituzionale, il caos è servito. In passato vigeva un principio di precauzionalità secondo il quale in presenza di limiti sconosciuti è meglio astenersi dal fare interventi poiché non si conoscono, sul lungo termine, gli effetti che possono produrre. Lo abbiamo rimosso.
Cosa muove tante persone ad agire nello stesso modo? L’effetto gregge. Il governo lo sa e spinge su questa leva. Se la maggioranza delle persone lo fa la mia percezione del rischio diminuisce, in qualche modo ci si sente dalla parte giusta, ci si sente più protetti. E’ quello che hanno pensato anche i firmatari dei mutui subprime negli USA prima che scoppiasse la bolla economica che li ha travolti e che ha generato l’ultima grande crisi economica mondiale che abbiamo conosciuto.

Massimiliano Capalbo

24 Luglio 2021/0 Commenti
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/green-pass.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2021-07-24 09:26:522021-07-24 09:39:13Green pass: il caos è servito
Pagina 25 di 139«‹2324252627›»

Visita il Giardino Epicureo

L’autore:

Massimiliano Capalbo

www.massimilianocapalbo.it

Agisco nel mio piccolo mondo, cercando di gettare ponti attraverso legami deboli.

News

  • Il Giardino Epicureo
    Il primo giardino sensoriale e terapeutico basato sulla filosofia epicurea in Italia.
Ereticamente
Gruppo Pubblico · 1973 membri
Iscriviti al gruppo
Oggi può considerarsi eretico chi sfida lo status quo. E’ eretico chi non crede, chi non riesce ad accettare ciò che viene spacciato come dogma o verità assoluta.

Newsletter – Resta sintonizzato

Perchè Ereticamente.it

Per valorizzare l’eresia considerata come arché, come forza primordiale in eterna espansione, creatrice di ogni trasformazione, iscritta in ogni atomo di materia.

Search Search
2019 © Copyright - Ereticamente.it
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Youtube
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
This website uses cookies to improve your experience. We'll assume you're ok with this, but you can opt-out if you wish. Cookie settingsACCEPT
Privacy & Cookies Policy

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these cookies, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may have an effect on your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA