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Eretiche riflessioni, Politica, Tecnologia

Quando lo Stato contraddice se stesso

Il Governo italiano intende avvalersi di una app per il tracciamento dei soggetti contaminati dal virus SARS-COV2. L’app sarà fornita da un’azienda italiana ma le perplessità per i rischi sulla tutela dei dati personali e sulle modalità di affidamento dell’appalto sono non poche e anche le contraddizioni.
L’ordinanza emessa dal Commissario straordinario per la gestione dell’emergenza da COVID 19, infatti, fa riferimento alla concessione della piattaforma di contact tracing (si tratta dell’App di tracciamento dei contatti che dovrebbe consentire di identificare i soggetti a rischio e ridurre le possibilità di diffusione del contagio) da parte di una società privata che “esclusivamente per spirito di solidarietà e, quindi, al solo scopo di fornire un proprio contributo, volontario e personale, utile per fronteggiare l’emergenza da COVID-19 in atto, ha manifestato la volontà di concederla in licenza d’uso aperta, gratuita e perpetua“.
Parrebbe, quindi, che la società titolare del software sia ben disposta a rilasciare il codice in licenza d’uso aperta, gratuita e perpetua ovvero open source. Per inciso, una licenza open source garantisce la libera accessibilità del codice e la libertà di copia per ogni fruitore del programma. A fronte di cotanta generosità il Commissario ritiene “opportuno procedere senza ritardo all’acquisizione del diritto di autore sul codice sorgente e su ogni altro elemento e componente necessario per il funzionamento del sistema di contact tracing digitale sviluppato dalla società Bending Spoons S.p.a”.
E qui appare la prima contraddizione: se il codice viene rilasciato sotto licenza libera perché il Commissario dovrebbe acquistarne il diritto d’autore sul codice sorgente? Perché se una cosa è di libera disponibilità, taluno vorrebbe mai divenirne titolare esclusivo? Perché di fronte ad una libertà così ampia e produttiva si vuole agire con chiusura e segretezza? Già, perché il codice proprietario (cd chiuso) è, per legge, segreto mentre il software della Pubblica Amministratore dovrebbe essere (per legge e per principio) aperto e trasparente. Vallo a capire. Ma non finisce qui.
Nonostante l’unica garanzia di trasparenza e di tutela della privacy dei milioni di utenti che saranno costrette ad installare l’app (ciò con palese violazione del GDPR e della legge sul trattamento dei dati che prevedono che il consenso sia libero ed esplicito e non estorto per legge) sia la piena accessibilità del codice rilasciato sotto licenza libera, il Commissario, con lungimirante caparbietà, “dispone di procedere alla stipula del contratto di concessione gratuita della licenza d’uso sul software di contact tracing e di appalto di servizio gratuito con la società Bending Spoons S.p.a”.
Qui si ribalta il tavolo. La licenza che, inizialmente, doveva essere “aperta, gratuita e perpetua” improvvisamente resta solo “gratuita”. E non basta, il codice che doveva essere acquisito dal Governo, improvvisamente viene concesso in licenza d’uso, il che è come se andaste dal notaio per acquistare una casa ed usciste fuori con un contratto di locazione. Sparisce anche il requisito della perpetuità: a fronte delle belle considerazioni iniziali, il Commissario si contraddice nel volgere di una paginetta. Eppure, il Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD, Dlgs 82/05) all’art. 68 sembra proprio voler spingere verso l’adozione di sorgente open source e licenze libere per la PA che abbia necessità di dotarsi di software. Lo Stato, dunque, contraddice se stesso?

Cono Cantelmi

23 Aprile 2020/0 Commenti
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/app-immuni-696x392-1.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2020-04-23 13:30:062020-04-23 13:38:59Quando lo Stato contraddice se stesso
Ambiente, Calabria, Eretiche riflessioni, Politica, Società

“Non sono un veggente”

Mi ha scritto il sindaco di Montegiordano. Due mail. Nella prima mi chiede un’interlocuzione telefonica per spiegarmi come si sono svolti i fatti relativi al taglio degli alberi nel suo comune qualche settimana fa. Ho risposto riconoscendo il mio apprezzamento per il gesto di disponibilità da parte sua, chiarendo di non essere io la persona alla quale avrebbe dovuto dare chiarimenti ma, semmai, ai suoi concittadini e ai magistrati che hanno aperto un’inchiesta. Nella seconda mail chiarisce meglio lo svolgimento dei fatti e, siccome l’intento del sottoscritto e di Ereticamente non è quello di attaccare le persone ma di fare corretta informazione, pubblico molto volentieri la sua seconda mail a beneficio di chi vorrà eventualmente replicare o commentare.
Di certo, l’unica cosa che appare chiaro in questa vicenda è che, come avviene sempre in Italia, si tratta di una contrapposizione partitica tra due schieramenti che vede gli alberi soltanto delle povere vittime. Questo Paese non cambierà mai e continuerà a produrre disastri fino a quando l’agire dell’uno sarà motivato da sentimenti di rivalsa nei confronti dell’altro.

Gentile dott. Capalbo,

dire che il Suo articolo non è un attacco alla mia persona, sembra non rispondente alla rappresentazione dei fatti che Lei ha voluto pubblicare. Lei ha analizzato il tutto in maniera soggettiva descrivendo un’immagine negativa senza approfondire e conoscere realmente il caso.
Con il Suo articolo ha voluto analizzare e confutare una perizia elaborata da agronomi con alle spalle dottorati di ricerca ed esperienza pluriennale, senza aver visto dal vivo gli alberi, i luoghi, le strade, i marciapiedi, le case a pochi metri di distanza, i parcheggi sottostanti gli alberi, la caduta di un pino su un’auto parcheggiata e fortunatamente vuota, le cadute dei ragazzini che inciampano sui mattoni sollevati dalle radici, la caduta di un’anziana che l’estate scorsa si è rotta il femore, o della caduta di più alberi nel corso degli anni nella villetta comunale, il timore della gente che abita in quei luoghi e che ha paura che prima o poi un albero possa cadere sulla propria abitazione.
Queste considerazioni quanto valore hanno per Lei?
Io non la conosco e non mi sarei mai permesso di attribuirle nessun appellativo.
Nel mese di novembre la mia amministrazione ha deciso di IMPLEMENTARE il verde sul lungomare NEI TRATTI VUOTI E PRIVI DI ALBERI e nella villetta comunale, per un totale di 110 alberi (infatti la determina del 24 gennaio non parla di sostituzione). Giorno 11 dicembre (le mando il preventivo richiesto) l’ufficio tecnico ha richiesto un preventivo per l’acquisto di 110 alberi da piantare sul lungomare e 30 alberi di noci da piantare a Montegiordano Paese (con consegna febbraio) che è situato a 600 metri dal livello del mare, per iniziare a sostituire i 500 pini abbattuti dalla precedente amministrazione (da me denunciata alla Procura della Repubblica di Castrovillari il 03 aprile del 2017) per l’abbattimento, il cui ex sindaco oggi è nel comitato che ha denunciato il taglio di 78 e ripeto 78 e non 103, alberi di pino.
Quindi nessuna veggenza, io in quella data non avevo nessuna intenzione di far abbattere i pini per sostituirli con altri alberi.
Il 24 gennaio l’ufficio tecnico determina l’acquisto degli alberi da piantare nelle aree vuote del lungomare e nella villetta comunale e non in sostituzione dei pini…
L’aspetto legato alla sicurezza è arrivato successivamente a metà febbraio, in quanto dovendo sostituire tutti i pali e le luci del lungomare con i led per renderlo più illuminato e sicuro e discutendo con l’ufficio tecnico sulla necessità di rendere più sicuro il lungomare in quanto alcuni alberi di pino erano evidentemente inclinati e pericolosi, l’ufficio tecnico ha dato mandato ad uno studio di agronomi per valutare la stabilità degli alberi. Nessuno di noi avrebbe mai immaginato che da li a poco il Covid avrebbe bloccato tutte le attività e che la perizia avrebbe evidenziato un rischio D per 115 pini.
Abbiamo quindi fissato subito un incontro con la popolazione per il 05 marzo per comunicare loro l’esito della perizia e la nostra decisione di abbattere gli alberi in base a quanto indicato dalla stessa.
Visti i casi di caduta dei pini negli anni precedenti, credo che nessun sindaco si sarebbe assunta una tale responsabilità.
A questo punto, avendo a disposizione solo 110 alberi e prevedendone di tagliarne 78, abbiamo deciso di sostituire gli stessi con quelli abbattuti ed il resto di piantarli nelle aree vuote del lungomare.
Spero abbia fatto un po più di chiarezza.
Resta il fatto che dei 500 alberi di pino abbattuti il 03 aprile del 2017 senza alcuna documentazione a supporto se non una ordinanza di abbattimento di alberi sul ciglio delle strade, nessuno ne parla.
Resto a disposizione per qualunque ulteriore chiarimento e pronto a qualsiasi dibattito pubblico.

Introcaso Rocco

20 Aprile 2020/0 Commenti
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/alberi-montegiordano.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2020-04-20 08:43:232020-04-23 13:50:18“Non sono un veggente”
Eretiche riflessioni, Politica, Società

Se cercate sicurezza non avrete libertà

Che quella nella quale viviamo fosse una società fragile e incapace di autodeterminarsi l’ho scritto e detto più volte negli ultimi 10 anni, lanciando un allarme che è caduto nel vuoto. Ho cominciato nel 2011, ideando IN CONTRO, un tour nelle scuole superiori della regione per incontrare i ragazzi e spiegare che occorreva cominciare a prendere in mano il proprio destino. Spiegavo come la nostra società fosse fragile e dipendesse da una serie di meccanismi che erano all’origine di tutti i suoi problemi. La dipendenza dal partitico di turno, dalla mafia, dai neocolonialisti (le multinazionali), ad esempio. Una società cresciuta nella bambagia, che aveva smarrito ogni conoscenza, ogni sapienza, una società usa e getta, quindi incapace di aggiustare, di riparare, di affrontare le sfide che l’attendevano. Una società sempre alla ricerca della scorciatoia per cavarsela in qualche modo e a riprova di questo elencavo una serie di scorciatoie che prendiamo ogni giorno: il gratta e vinci per sperare in una botta di…; l’antidolorifico per mettere a tacere i sintomi e non per comprenderne le cause; l’integratore energetico per continuare a correre come criceti in gabbia; la crema dimagrante per evitare sforzi e sudore e quindi l’attività fisica; gli anabolizzanti per creare fisici da Big Jim velocemente; la frequentazione dei centri commerciali dove la temperatura è costante, il pavimento è liscio e non si incontrano ostacoli come invece in montagna dove fa freddo e il terreno è sconnesso; i dispositivi elettronici che basta sfiorare con un dito per non fare più alcuno sforzo (a breve li manovreremo con gli occhi); le polizze assicurative che stipuliamo convinti di poter continuare a comportarci come prima; i santi che preghiamo più per superstizione che per fede e così via. Una società cresciuta con queste abitudini è una società di soldatini che si mettono in fila e attendono, ubbidientemente, il proprio turno, lo dimostravo mostrando le foto di consumatori sbavanti e in fila per l’acquisto dell’ultimo modello di I-Phone o per le svendite nel corso dei vari black friday. Una società così può generare solo crisi e problemi, perché incapace di affrontarli e risolverli. Una società così è la società che ogni governo o multinazionale desidererebbe.
Se siamo in quarantena da circa un mese e mezzo non è perché c’è un virus cattivo che ci insegue per ucciderci ma perché:
1) la massa di individui italiani (all’estero registriamo comportamenti diversi), della quale facciamo parte, è assolutamente incapace di badare a se stessa. Se non vi fosse l’obbligo di dimora a casa continueremmo a vivere con la stessa incoscienza che animava i comportamenti prima elencati, le notizie di cronaca di questi giorni lo confermano. Basterebbe stare a distanza di un metro e mezzo dagli altri per evitare qualsiasi contagio, non ci sarebbe bisogno nemmeno dei dispositivi di protezione individuale ma i governi non si fidano dei loro elettori e, soprattutto, se possono approfittare delle nostre incapacità lo fanno molto volentieri. Non credo alle versioni dei complottisti, credendo nell’entropia del pianeta ed avendo esperienza del mondo so per certo che qualsiasi piano è soggetto all’imprevedibile e può andare a monte. Credo, invece, che se prestiamo il fianco c’è sempre qualcuno pronto ad approfittare della nostra ignavia, della nostra incapacità di essere responsabili, del nostro agire come un gregge prima che come una comunità. Credo nella shock economy pronta a balzare come una iena sulle prede che man mano le passano davanti.
E’ per questo che il ministro Boccia chiede alla scienza “certezze inconfutabili” perché è figlio di questa società fragile che richiede sicurezza a tutti i costi e che ci obbliga a comportamenti massificati.
2) le strutture sanitarie che avrebbero dovuto garantirci (anche qui la sicurezza) le cure adeguate non ci sono. Il cittadino è colpevole se viola la quarantena ma nessuno è colpevole se le strutture preposte non funzionano. La colpa è del gregge, della massa indistinta di cui siamo parte, loro ne usciranno indenni come sempre.
La sicurezza non esiste. E ammesso che esista e che qualcuno sia in grado di garantircela (visto che la vita è insicura per definizione) ha un prezzo e si chiama libertà. “Se la mente richiede come prima cosa la libertà, otterrà allora anche la sicurezza; ma se come prima cosa cercate la sicurezza, non avrete mai la libertà e vi procurerete invece varie forme di conflitto, miseria e dolore“ scriveva il filosofo indiano Jiddu Krishnamurti.
Da qui nasce il conflitto della mente, cosa scegliere tra sicurezza e libertà? Siccome la mente vive di passato, è schiava del passato e delle abitudini, quasi sempre, spinta dalla paura che i media utilizzando come un grimaldello, sceglie la sicurezza e si lascia incantare dalle dichiarazioni rassicuranti. In molti attendono il vaccino illudendosi che sarà una soluzione ed è su questa illusione che Big Pharma conta di fatturare. Poiché la sicurezza non esiste, resteremo puntualmente delusi e ingannati, finendo per perdere la nostra libertà. La storia dell’umanità è una conferma continua di questo assioma.
Occorre uscire dalla fila, abbandonare il gregge, prendere in mano la propria vita compiendo scelte radicali e individuali, tenendo conto della loro ricaduta sulla collettività. Siamo tutti in attesa di capire cosa succederà nella cosiddetta Fase 2, cosa faranno gli altri, ci sfugge che gli altri siamo noi e che solo noi possiamo decidere domani mattina come convivere con questa emergenza e come immaginare la vita da oggi in poi. Quindi, cominciamo a deciderlo.

Massimiliano Capalbo

17 Aprile 2020/0 Commenti
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/gabbia.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2020-04-17 10:54:322020-04-17 10:54:32Se cercate sicurezza non avrete libertà
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L’autore:

Massimiliano Capalbo

www.massimilianocapalbo.it

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