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Eretiche riflessioni, Società

Efficienti ma non contagiosi

In queste ultime settimane mi sono capitate tre situazioni simili, che mi hanno fatto riflettere. In tutti e tre i casi erano donne, che mi hanno contattato per avere consigli sulle loro attività. E fin qua niente di strano.
Per motivi diversi a due di loro ho detto subito che non le avrei potute aiutare, quindi era inutile che comprassero i miei servizi. Mentre la terza sembrava avere le caratteristiche per essere seguita, ma a metà consulenza mi sono accorto che così non era, quindi ho interrotto e le ho detto che le avrei restituito l’intera somma già pagata. Cosa che ovviamente ho fatto.
Sinceramente a me è sembrato un comportamento normale, in tutti e tre i casi, mentre loro erano molto stupite e non finivano di ringraziarmi visto che in precedenza avevano già speso molti soldi con altri consulenti e formatori senza aver ottenuto risultati (ovviamente, visto che mancavano i presupposti per poterli ottenere).
Vi ho parlato di questi episodi personali perché le loro reazioni mi hanno confermato quanto la normalità (l’onestà intellettuale e professionale dovrebbe essere scontata) sia vista ormai come eccezione. Ed è talmente vero che anche io mi sorprendo per un cameriere particolarmente attento o un benzinaio che mi lava il vetro. Di un tassista educato e premuroso o di una commessa sorridente e gentile.
In un mondo che va al contrario la normalità è diventata sovversiva, perché ormai diamo per scontato di essere trattati freddamente o di non poterci fidare dell’estraneo che abbiamo di fronte. E questo, se ci pensate, è veramente triste. Perché significa che, seppur fisicamente ancora vivi, molti esseri umani sono in realtà morti dentro.
Ma questo non fa notizia. Nessun telegiornale ne parla, tanto meno gli “esperti”, concentrati a salvare unicamente il nostro corpo. Di fatto siamo diventati oggetti e l’unica preoccupazione è diventata non “rompersi” per poter continuare a essere efficienti nel meccanismo. Poi poco importa che uno sia allegro o triste, depresso o felice, onesto o disonesto, gentile o maleducato. L’importante è che sia funzionante. E ovviamente non contagioso.

Fabrizio Cotza

1 Febbraio 2022/0 Commenti
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/efficienza.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2022-02-01 08:28:542022-02-01 08:28:54Efficienti ma non contagiosi
Economia, Eretiche riflessioni, Politica, Società

Il collante della partitica

E’ bastato non occuparsi per qualche giorno della spartizione del denaro (PNRR) per far evaporare l’ostentata unità dei partiti in questa prima fase del governo Draghi e far riemergere la litigiosità, l’egocentrismo, le rivalità, i campanilismi che hanno sempre caratterizzato la partitica italiana. C’eravamo tutti sorpresi dell’improvvisa sintonia che aleggiava tra i partitici al punto tale che il Parlamento sembrava essere diventato un after hour. Ed ecco che improvvisamente l’elezione del Presidente della Repubblica diventa la cartina di tornasole del collante che tiene insieme la partitica italiana: il denaro.
Si spiega così il ruolo di Mario Draghi che non è il grande esperto che ci raccontano (la sua gestione fallimentare è sotto gli occhi di tutti) è semplicemente il garante di questa spartizione, perché in Europa ha conoscenze che contano e nell’inconsistenza generale dei leader europei attuali emerge come uno statista. Una spartizione, quella che sta per avvenire, che non ha precedenti nella storia repubblicana e che genererà il definitivo fallimento dell’Italia. Riversare una così elevata quantità di denaro in un paese leader nella corruzione e nelle massomafie come il nostro è come scaricare una montagna di gelati in un parco giochi pieno di bambini. Perché l’UE non l’ha impedito? Perché non aspettano altro che mettere le mani sul nostro paese, come hanno già fatto con la Grecia.
Si spiega così, anche, l’assoluto silenzio da parte del mondo delle imprese italiane. Con bollette così care, benzina così alta, restrizioni della libertà così inaudite che stanno mettendo in ginocchio migliaia di attività, perdita di posti di lavoro, nessun governo sarebbe durato per più di qualche mese. E invece nulla, silenzio. Tutti disposti a sacrificare il futuro del paese pur di far parte della spartizione.
Si spiegano così anche le restrizioni alle libertà individuali, ufficialmente dovute alla pandemia ma che in realtà servono a deprimere e a rendere controllabile una popolazione che altrimenti potrebbe reagire, nessun altro paese in Europa e nel mondo vive nel clima di contrapposizione e di diffidenza che è stato creato in Italia in quest’ultimo anno.
Si spiega così la più alta elargizione di denaro pubblico mai avvenuta in Italia da parte di un governo, verso tv e giornali, perché mantengano attiva la narrazione della paura e inducano le persone a chiudersi in casa, a stare seduti sul divano davanti la tv invece di incontrare l’altro e confrontarsi per acquisire consapevolezza. Perchè continuino a raccontarci la nobiltà e l’autorevolezza delle istituzioni che lavorano per il nostro bene e il nostro futuro, perché continuino indisturbati il lavoro per il quale sono stati messi li da un Presidente della Repubblica che è riuscito a farci rimpiangere Giorgio Napolitano. L’unico Presidente capace di tenere un discorso ai conti correnti invece che ai cittadini e che ha scelto, forte dell’emergenza Covid, di anteporre l’urgenza di attingere a quei soldi “perché quegli indispensabili finanziamenti vengano impegnati presto” all’esercizio democratico delle elezioni. E’ passato un anno dalla nomina di Draghi e quella urgenza sembra essere svanita. Le scelte, legittime, di Mattarella confermano, semmai ce ne fosse bisogno, che la vita dei cittadini viene dopo l’economia, che è subordinata agli interessi economici mondiali. Che l’impresa non è prima umana e poi economica.
E’ per queste ragioni che, salvo imprevisti, Sergio Mattarella verrà riconfermato come accadde con Napolitano, il tempo di completare il lavoro di indebitamento del paese. Poi, come hanno sempre fatto, i partitici torneranno a scannarsi a favore di telecamera in vista delle prossime finte elezioni.

Massimiliano Capalbo

28 Gennaio 2022/0 Commenti
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/elezione-presidente.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2022-01-28 08:49:502022-01-28 08:49:50Il collante della partitica
Eretiche riflessioni, Politica, Società

La prossima categoria

La giornata della memoria si avvicina e, come ogni anno, è partita la narrazione carica di retorica e di buoni sentimenti che aleggerà attorno a noi per qualche giorno. Appena il tempo di sentirsi dalla parte giusta poi tutto verrà archiviato e si ricomincerà col perseguitare la prossima categoria. Ieri era costituita dagli ebrei o dai neri oggi dai no-vax, domani chissà. “Vi renderemo la vita difficile” afferma il sottosegretario Sileri, una dichiarazione di persecuzione in prima serata tra gli applausi generali che conferma come ogni epoca abbia le sue categorie da perseguitare e i suoi mezzi per farlo, perché gli umani sono creatori di ordini immaginari, come ci spiega lo storico Yuval Noah Harari, attraverso i quali hanno sempre diviso in categorie i propri simili, principalmente in due: i dominanti e i dominati. I primi hanno goduto e godono di privilegi, i secondi subivano e continuano a subire discriminazioni e oppressione. “Una ferrea regola della storia dice che ogni gerarchia immaginata rinnega le proprie origini fittizie e rivendica per sé uno status naturale e inevitabile“, ovviamente. Per rendere plausibile la narrazione occorre legittimare la propria superiorità rispetto alle altre categorie. Nascono così le gerarchie, le organizzazioni piramidali con superiori e sottoposti, con re e sudditi, capi e dipendenti, governanti e cittadini, tutte frutto dell’immaginazione umana che sono servite, fino ad oggi, a tenere insieme masse di persone difficilmente gestibili. I dominanti sono sempre riusciti a diventare istituzione.
“Nella maggior parte dei casi la gerarchia si formava come esito di una serie di circostanze storiche accidentali e poi veniva perpetuata e perfezionata nel corso di molte generazioni via via che i differenti gruppi sociali sviluppavano un interesse personale riguardo alla sua conservazione” ci spiega Harari. E’ quello che continua ad avvenire anche oggi. L’occasione colta al volo, la capacità di trasformare un problema in un’opportunità ha sempre caratterizzato i dominanti dai dominati. Per rendere plausibile la differenza tra le due categorie e per giustificare il predominio dei primi sui secondi si è sempre fatto ricorso o alla religione o alla scienza. Un ruolo importante, dunque, lo ha sempre ricoperto la narrazione. Ai bianchi americani del XV e XVI secolo non piaceva essere considerati degli schiavisti ma dei benefattori e, per giustificare la tratta degli africani, arruolarono teologi per affermare che gli africani discendevano da Cam, figlio di Noè, che aveva posto sul suo capo la maledizione per cui sarebbe stato progenitore di una stirpe di schiavi; e biologi che sostenevano che i neri erano meno intelligenti dei bianchi e il loro senso morale meno sviluppato. Notate delle differenze rispetto a oggi? Provate a sostituire quelle categorie con altre più attuali, quelle narrazioni con altre e vedete l’effetto che fa. Lo schiavismo di fatto continuò anche dopo la sua formale abolizione, perché intrappolate nel circolo vizioso della narrazione dominante le categorie finiscono per assumere quel ruolo e per confermare quei pregiudizi. La stigmatizzazione di una categoria consente ad altre di ottenere dei vantaggi (occupazionali, economici, sociali etc.) e questo alla lunga genera uno scarto difficilmente recuperabile. “Spesso, col tempo, una discriminazione ingiusta peggiora, invece di migliorare… Coloro che sono stati vittimizzati dalla storia è probabile che vengano vittimizzati di nuovo. E coloro che la storia ha privilegiato è probabile che siano privilegiati di nuovo.”
Le giornate della memoria non servono a impedire che certe cose riaccadano, non si può pensare infatti di riconoscere e smascherare dei pericolosi criminali ricordando com’erano vestiti il giorno in cui hanno commesso il crimine. I dominanti si cambiano d’abito all’occasione cercando di cogliere le opportunità del momento e quasi sempre sanno farsi istituzione.

Massimiliano Capalbo

26 Gennaio 2022/0 Commenti
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/categorie.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2022-01-26 17:00:412022-01-26 17:00:41La prossima categoria
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L’autore:

Massimiliano Capalbo

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