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Comunicazione, Eretiche riflessioni, Società

Il perfetto capro espiatorio

Provo a fare il giornalista, visto che in circolazione se ne vedono pochi e non per paura di contrarre il Coronavirus. Mentre la maggior parte dei media italiani continua a titolare in maniera catastrofica sul Coronavirus, nessuno riporta la vera notizia diffusa l’altro ieri, ovvero che di Coronavirus, dall’inizio di questa vicenda ad oggi, come ci racconta l’Istituto Superiore di Sanità su 60 milioni di italiani, sono morte fortunatamente solo 2 persone. Mentre gli altri, morti con il Coronavirus, erano tutti malati cronici di più patologie (minimo un paio). I più giovani di questi (entrambi di 39 anni) avevano uno una patologia neoplastica e l’altro diabete, obesità e altre tipologie di disturbi che caratterizzavano la sua vita prima di contrarre l’infezione. Cosa significa? Che possiamo uscire, baciarci, abbracciarci? No, ovviamente. Significa che non si tratta della peste come ci hanno raccontato fino ad oggi, che di Coronavirus non si muore. Questo, al momento, è l’unico fatto accertato.
Perché allora questo terrore? Perché siamo assolutamente consapevoli (in primis il governo) della fragilità del nostro sistema sanitario nazionale, basato su una scienza che non spiega tutto e smantellato negli ultimi decenni (da tutti i governi di qualsiasi colore) ma ridotto in bancarotta grazie alla collaborazione di tutti gli italiani (medici, infermieri, pazienti, case farmaceutiche, governi, imprese) senza tenere conto del progressivo invecchiamento della popolazione. Un sistema sanitario assolutamente inadeguato a far fronte non solo al Coronavirus, se è vero come è vero che in Italia ogni anno muoiono, nel silenzio più assoluto, 34.000 persone di sepsi (o setticemia) ovvero per infezioni che colpiscono pazienti immunocompromessi e anziani ricoverati in ospedale. Gli ospedali, che dovrebbero essere luoghi di cura, sembrano essere invece luoghi di malattia, una contraddizione in termini. Il livello di civiltà di una società si misura da come sono tenuti e gestiti i luoghi di cura delle persone e, soprattutto, dall’attenzione nei confronti degli anziani. Il fatto che ci siano delle eccellenze ubicate da qualche parte non muta purtroppo il quadro generale, spesso si tratta di eccellenze tecnologiche prima che umane. Si è pensato e si continua a pensare di risolvere il problema delle malattie con vaccini e farmaci per una società abituata ormai a rimuovere i problemi invece che affrontarli. Avveniva anche prima del Coronavirus, la maggior parte degli spot pubblicitari ha riguardato fino a poco tempo fa antidolorifici e integratori alimentari, i primi per annullare il fastidio del dolore, i secondi per impedire alle persone di fermarsi. Il caos generato dai media servirà a coprire le vere responsabilità, come sempre, e il Coronavirus sarà il capro espiatorio perfetto, è piccolo, non si vede e non può rispondere alle accuse.
Nessuno di noi, a parte la veggente di cui circola un libro in queste settimane sui social, aveva previsto il suo arrivo ma, la maggior parte delle persone che non vivono nella bolla creata dai media quotidianamente, avvertivano che prima o poi qualcosa sarebbe successo. Il sottoscritto, ad esempio, avvertiva da tempo il pericolo dello scoppio di una seconda bolla economica, peggiore della precedente, a causa delle continue scelte scellerate da parte dell’economia mondiale. Si tratta solo di tempo, nessuno può prevedere quando esattamente qualcosa avverrà ma intuire che si stanno creando le condizioni perché accada si può, basta informarsi. Anche per questo il Coronavirus sarà il perfetto capro espiatorio. Attribuirgli deficit, chiusure, fallimenti, disoccupazione e tanto altro sarà assolutorio per molti, non solo per i partitici.

Massimiliano Capalbo

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15 Marzo 2020/0 Commenti
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https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/capro-espiatorio.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2020-03-15 11:16:292020-03-15 11:24:03Il perfetto capro espiatorio
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