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Ambiente, Calabria, Eretiche riflessioni, Politica, Società, Turismo

La rivoluzione comincia da un’aiuola

Si tratta, forse, di uno dei pochi provvedimenti virtuosi mai approvati nella storia dell’amministrazione comunale di Catanzaro, potenzialmente in grado di cambiare il volto della città a costo zero. E questa è già una notiziona, in una città che vive di sovvenzioni pubbliche e scarsa partecipazione sociale. E’ stato approvato a fine agosto e rappresenta, per tutti quelli che nelle scorse settimane si sono stracciati le vesti per gli incendi che hanno interessato il patrimonio boschivo calabrese, un’occasione irripetibile per esprimere tutto il proprio amore per la natura e per la città.
Mentre il precedente assessore all’ambiente, Domenico Cavallaro, si era limitato a polemizzare con alcuni residenti che nel quartiere lido, un anno fa, avevano piantumato spontaneamente alcune aiuole del lungomare, il nuovo assessore, Lea Concolino, ha deciso di sostenere questo spirito di collaborazione e di normarlo, lanciando l’iniziativa “Adotta un’aiuola” volta all’affidamento, in favore di soggetti pubblici o privati, della manutenzione di aiuole e spazi verdi della città. Quelli che Gilles Clément, scrittore e paesaggista francese, ha identificato con l’espressione “terzo paesaggio”, ovvero tutti quei luoghi di varie forme e dimensioni, abbandonati dall’uomo e colonizzati dalle “erbacce” che, però, sono importantissimi e fondamentali per la conservazione della biodiversità. Spazi, secondo Clément, che non esprimono né il potere né la sottomissione al potere. La città, secondo Clément, produce tanti più di questi “residui” quanto più il tessuto cittadino è rado. E la città di Catanzaro è ricchissima di spazi abbandonati che, se curati e valorizzati, potrebbero rappresentare anche spazi di socialità, di relax e di benessere.
A raccogliere la sfida, nei giorni scorsi, è stato un gruppo di giovani imprenditori e professionisti della provincia che, in seguito all’iniziativa di Alfredo Moniaci, “Un fiore per ogni albero”, lanciata per raccogliere le diverse sensibilità sul tema del patrimonio naturalistico della città e immaginare un progetto di recupero della pineta di Siano, si sono incontrati tra di loro e con l’assessore Concolino per agire concretamente in questa direzione. Il gruppo, formato dai referenti di diverse associazioni e circoli del catanzarese, intende appoggiare l’iniziativa dell’assessorato all’ambiente, contribuendo alla sua promozione e diffusione, ma anche agire per bonificare le tantissime aree della provincia divenute ricettacolo di rifiuti. Questi ragazzi sono consapevoli del fatto che le aree abbandonate che vengono dimenticate sia dalle amministrazioni sia dai cittadini, sono destinate a perdere la propria identità finendo per essere considerate vere e proprie discariche. Tutto questo è il frutto della separazione, di quello che Tiziano Terzani indicava come uno dei problemi principali della nostra società. Siamo stati cresciuti (in famiglia e a scuola) con la convinzione di essere altro rispetto a ciò che ci circonda, immaginando che il nostro io fosse qualcosa di separato, di slegato, rispetto al contesto nel quale agisce. Con l’illusione di poter vivere a prescindere da ciò che ci circonda. Occorre riappropriarsi degli spazi comuni per ritrovare il senso dei luoghi e della propria identità, i luoghi anonimi, senza nome e senza relazioni, sono destinati a diventare discariche o non-luoghi.
Scrive Clément: “potere dare un nome a quanto ci circonda, e comprendere il funzionamento degli esseri e dei sistemi tra di loro fa parte dei desideri legittimi di una popolazione per la quale la natura – questo misterioso bene comune – chiede di rendersi intelligibile. Solo a questa condizione essa diviene rispettabile. Quel che non ha nome non esiste.” La desertificazione avanza e tutti abbiamo il dovere di rinverdire le nostre città per fermarla. Questa è un’occasione concreta per farlo.
Pensate se lo spirito che sottende all’iniziativa dell’assessore Concolino, ovvero quello di coinvolgere e far partecipare i cittadini al miglioramento della città, potesse essere esteso ad altri provvedimenti ed altri settori dell’amministrazione cittadina. Pensate se questo approccio fosse esteso ai settori della viabilità, dei lavori pubblici, degli eventi e della cultura, della sanità, dell’istruzione e così via. Pensate se anche questi fossero considerati degli spazi che non esprimono né il potere né la sottomissione come è invece accaduto fino ad oggi ma il coinvolgimento e la partecipazione. La risposta a questa iniziativa sarà il metro di misura della voglia dei catanzaresi di agire per cambiare la città. Se a questa iniziativa si reagirà in maniera tiepida si darà una ragione in più per continuare ad agire nel chiuso dei palazzi. Pensate quale rivoluzione può partire da un’aiuola. Tutti quelli che la invocano da tempo non hanno più scuse, per cominciare è sufficiente cliccare qui o contattare la comunità di associazioni creatasi spontaneamente intorno all’iniziativa e denominata “Boschi Nostri“, coordinata da Alfredo Moniaci, che vi aiuterà a passare dalle parole ai fatti.

Massimiliano Capalbo

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13 Settembre 2021/0 Commenti
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https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/adotta-aiuola.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2021-09-13 11:55:292021-09-13 12:32:47La rivoluzione comincia da un’aiuola
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